venerdì 23 giugno 2017

Pensieri su: Il razzismo spiegato a mia figlia

Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla e oggi sono tornata con un nuovo post un po' particolare: avevo già detto un po' di tempo fa che ogni tanto mi sarebbe piaciuto usare il blog come diario delle riflessioni, perché in fin dei conti i blog nascono come dei diari online, e parlare con voi di un argomento, di qualcosa che mi era venuto in mente durante la giornata, insomma, qualsiasi cosa che possa produrre una riflessione e quindi il momento è arrivato!
Come prima riflessione voglio utilizzare un libro che ho letto molto recentemente e che ci è stato assegnato come compito delle vacanze di storia in quanto tratta un tema che affronteremo nel corso del prossimo anno scolastico: il razzismo spiegato a mia figlia.

Questo libro posto in forma dialogica (di dialogo) parla di un padre che si ritrova a parlare alla figlia di cosa significhi essere razzisti, di come tutto questo odio nei confronti di chi è diverso sia nato e delle conseguenze che questo sentimento ha portato, talvolta anche conseguenze disastrose per l'intera umanità (o quasi).

Innanzitutto, noi sappiamo che il razzismo è l'atteggiamento di chi si crede superiore a qualcuno per via di caratteristiche fisiche, un po' come i cristiani nei confronti degli ebrei che venivano perseguitati prima per via dell'antigiudaismo e poi dell'antisemitismo, ed è dettato dalla paura dell'ignoto, del diverso, ma anche da tanto altro. Ma cosa provoca il razzismo? La nostra storia ci racconta di molti fatti accaduti proprio in nome di questa ipotetica superiorità (le Crociate, tutte le volte in cui arabi ed ebrei sono stati costretti "all'esilio", ecc.), ci racconta della Seconda Guerra Mondiale, dove milioni di ebrei (ma non solo loro) sono stati sterminati da un uomo che credeva di poter arrivare a creare una razza perfetta, priva di impurità.
Ecco, questo è forse il pensiero che più di tutti sta alla base del razzismo: eliminare tutto ciò che è diverso e che può costituire una minaccia, non tanto perché questo "diverso" possa essere un delinquente o un serial killer, quanto più perché può intaccare la propria cultura, i propri usi e costumi e c'è chi è conservatore e non vuole che l'ordine che fino a quel momento è stato parte integrante della propria società venga attaccato.

Se ci pensiamo bene, il razzismo è qualcosa che è esistito fin dai tempi antichi: senza andare troppo in là, andiamo al tempo dei Romani, quando sul campo della politica si scontrano il Circolo degli Scipioni (che, probabilmente, non è mai esistito, non come un'organizzazione fatta e stabilita), forti grecisti, e Catone il Censore, conservatore e sostenitore del mos maiorum. Ora, forse potrebbe essere un po' azzardato parlare di razzismo in questo caso, però l'atteggiamento è molto simile: i Greci sono un popolo che è migliore di noi o che potrebbe esserlo? Bene, eleviamo un muro e impediamo alla loro cultura di entrare a Roma e in tutte le città dell'Impero (che a quel tempo non era ancora tale)! Un po' come Trump oggi, che non vuole gli stranieri non tanto perché "sono terroristi", cosa non vera perché non lo sono tutti e potrebbe esserlo anche un americano, quanto più perché "sono diversi e non mi piacciono".

Certo, c'è da dire che oggi più che mai questa parola è all'ordine del giorno, specie se si considera tutto ciò che sta accadendo negli ultimi tempi e anche il fatto che qualche secolo fa era normale disprezzare il diverso: ora, però, ci siamo evoluti, abbiamo compreso che tutti dovrebbero avere gli stessi diritti e che siamo tutti uguali perché il DNA è lo stesso, cambia da individuo a individuo, ma la struttura è comune a tutti noi umani. Eppure c'è ancora chi non recepisce questo fatto!
Siamo sempre buoni a dire che siamo evoluti di qui, siamo evoluti di là, la nostra tecnologia è all'avanguardia e tanto altro, ma allora perché continuiamo a comportarci come degli uomini primitivi? Evolversi non vuol dire migliorare (o peggiorare, dipende dai punti di vista) solo fisicamente oppure dal punto di vista tecnologico, ma vuol dire che cambia anche la nostra mentalità che deve andare a spasso con i tempi, perciò perché siamo ancora ai tempi di Cristoforo Colombo ritenendo tutti gli abitanti del Terzo Mondo inferiori perché noi, i bianchi, li abbiamo conquistati EONI fa? Con il passare del tempo abbiamo iniziato a integrare nella nostra società di colonizzatori i colonizzati che talvolta sono riusciti anche a superarci (pensiamo a Obama, un povero "nero" che intanto è diventato Presidente degli USA e che ha fatto probabilmente un lavoro migliore di qualche altro Presidente "bianco"), siamo arrivati a un punto tale da viverci anche accanto, e allora perché tutti questi pregiudizi? Come il fatto che, oggi giorno, se vieni dal Marocco o da altri paesi islamici sei per forza un terrorista: NO! Non siamo tutti uguali, non possiamo essere definiti come una massa indistinta, ma ognuno di noi ha il proprio credo, le proprie convinzioni e la propria moralità.
Però, se è vero che uno ha le proprie opinioni e che ha il diritto di esprimerle, non è detto che bisogni metterle in pratica e che bisogni dire io sono superiore: io credo che ognuno sia libero di amare chi vuole e tu credi che chi è omosessuale sia uno scherzo della natura? Bene, tu hai la tua opinione e io la mia, ma questo non ti dà il diritto di scaldarti tanto e di andare la fuori a pestare tutti quelli che amano persone del loro stesso sesso per riportarle "sulla retta via" perché sono umani proprio come me e te, che siamo uguali a chi ha la pelle scura, chi ha la pelle bianca, gialla, rosa, azzurra. 
Parliamo spesso di un mondo diviso, ma ci siamo mai chiesti il perché? Io sì, e credo che questa divisione derivi da due cose: ambizione portata agli estremi, perché la fuori ci sono esseri umani che farebbero di tutto pur di avere potere, e la credenza che non siamo tutti uguali, ma che esistano razze diverse e che, soprattutto, gli individui della stessa "razza" siano tutti uguali, quindi se uno è cretino lo saranno pure gli altri. Ecco, se iniziassimo a rispettarci gli uni con gli altri, forse potremmo sperare in un mondo più tranquillo, dove i giovani, i bambini possono vivere con la certezza al 90% (c'è sempre un fattore di dubbio) che potranno realmente vivere la loro vita nella serenità e non nell'odio, perché non ha senso farsi la guerra quando tutto ciò che ci vorrebbe è un pizzico di rispetto, per gli altri ma anche per noi stessi, per le altre culture e gli altri credi.
Non dico che tutti dobbiamo piacere a tutti e farci piacere tutti, perché ci sta avere simpatie e antipatie, ma anche se uno non mi va molto a genio non mi permetterei mai di fargli del male per il semplice fatto che "non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te". Ti piacerebbe venire escluso dagli altri? Ti piacerebbe essere additato come diverso? Ti piacerebbe sentirti fuori posto ogni santo giorno per via della prepotenza di qualcuno? Io non credo, e allora al posto che reagire con meschinità varie, sorridi e fai buon viso a cattivo gioco, rispetta, ma non fare mai il cafone (scusate la parola) con gli altri perché non è di certo quello che noi giovani sogniamo, visto e considerato che molto adulti-politici del mondo credono di fare le cose per garantire un futuro a noi piccolini o per porre le basi del nostro operato, quando fanno le cose solo nel proprio interesse.

*****
Bene, il post di oggi finisce qui, avrei voluto dire altre cose ma non sapevo come inserirle e non volevo andare a parare sull'Isis, ma spero sia venuto fuori qualcosa di almeno decente, che io sia riuscita a tirare fuori la mia opinione, il mio pensiero senza creare confusione o altro.
Se vi va fatemi sapere anche se vi può piacere un post del genere e, eventualmente, cosa voi pensate di questo argomento.
Pace, amore e tanti libri a tutti!

giovedì 22 giugno 2017

Recensione La fine del mondo arriva di venerdì

Titolo: La fine del mondo arriva di venerdì
Autore: Isabel C. Alley
Casa editrice: Self-publishing
Genere: Romance
Prezzo: €2.99 (ebook)
Pagine: 280






Trama
Può una piccola decisione, apparentemente priva d’importanza, cambiare un’intera esistenza? Può l’amore, il sentimento più brillante e puro che esista, risvegliare un cuore assopito e renderlo allo stesso tempo così vulnerabile? Giulia avrebbe potuto ottenere la vita perfetta: una brillante carriera da avvocato, due splendidi bambini, un marito medico elegante e distinto. Invece si ritrova sola, in una mattinata di fine giugno, a boccheggiare per i trenta gradi della sua casa e il post-sbronza del venerdì sera. Durante il suo viaggio verso una meta solida e sfarzosa, uno strano meccanismo arriva a cambiare la direzione dei binari su cui il treno Giulia si sta muovendo: un meccanismo che porta il nome di Lia. È la sua nuova coinquilina, romana, con una zazzera enorme di riccioli in testa, a scuotere Giulia dall’apatia che tormenta le sue giornate, portandola con sé nel mondo della rievocazione storica. È là, tra allegri festeggiamenti, danze intorno al fuoco, abiti di lino e radure immerse nei monti che Giulia conosce la libertà, la spensieratezza, l’amore.
È là che conosce Fran. Fran, capace di portare l’oro dell’estate nel grigio inverno di Giulia. In estate, però, nascono anche le tempeste e non sempre le tempeste si placano. A volte possono lasciare dietro di loro un vuoto oscuro, come se ci si trovasse, tutto a un tratto, alla fine del mondo. La fine del mondo può arrivare nel momento più inaspettato, prendendo da sola un appuntamento con ognuno di noi. Per Giulia ha scelto il venerdì.
Recensione
Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla insieme a una zanzara che, evidentemente, si è innamorata di me perché non vuole proprio andarsene... ah, le gioie dell'estate!
A parte questo, oggi sono tornata per parlarvi di un romanzo che mi è stato gentilmente mandato dall'autrice per farne una recensione e che ho apprezzato parecchio anche se ci ho messo un po' ad ingranare la giusta marcia.

La storia è quella di Giulia, una donna che aveva sempre sognato la vita perfetta e che invece si è ritrovata in una facoltà che non le piace, con pochi amici se non quelli che guardano solo ai soldi, con un ragazzo che sembra essere focalizzato solo sulla carriera sua e di Giulia e con una famiglia che ha paura di deludere perché loro le hanno sempre indicato la strada da percorrere
Ora, però, ha finalmente avuto il coraggio di cambiare la sua vita e renderla più felice, infischiandosene del giudizio degli altri, grazie a Lia, la sua nuova coinquilina che le ha aperto gli occhi su un mondo completamente diverso, su un gruppo di rievocazione celtica che le sta permettendo di lasciarsi andare e di fare nuove esperienze: fra queste ultime c'è Fran, un uomo affascinante che le sta vicino, come una spalla su cui fare affidamento nei momenti di bisogno, e che saprà consigliarla. L'affetto che prova per lui presto si tramuta in qualcos'altro, ma le cose non saranno così facili: a quanto pare, non tutte le persone che ha conosciuto sono quello che mostrano, c'è chi fa finta di essere felice, chi fa lo sbruffone e chi si nasconde dietro una grande corazza, ed è per questo che la situazione si rivelerà diversa da come aveva pensato.

La protagonista di questa storia è, come già avrete capito (grazie per aver sottolineato l'ovvietà Katy), Giulia, una donna un pochino giù di morale, ammettiamolo, perché la vita che ha non è quella che avrebbe desiderato, né tantomeno quella che la rende felice, ma dopo aver sguazzato nella "depressione" riesce finalmente a rimboccarsi le maniche e a cambiare tutto ciò che non le piace: ecco che il suo atteggiamento inizia a cambiare, non è più la figlia sottomessa che fa tutto ciò che i genitori vogliono, ma una donna indipendente e determinata, capace di prendere da sola delle decisioni. Una di queste è quella di seguire la sua coinquilina Lia in una nuova avventura, e sarà anche grazie a questa che cambierà il suo atteggiamento, che inizierà veramente a prendere in mano le redini della propria vita: tuttavia, questo porterà un fattore inaspettato, un effetto collaterale che non aveva previsto, di nome Fran, che porterà con sé un vento nuovo, sensazioni nuove ma anche pericolose, capaci di lasciare un impronta nel profondo del suo cuore, della sua mente, della sua anima.

Dal canto suo, Fran sembra il tipico uomo affascinante che si porta dietro una scia di ragazze che vorrebbero quantomeno conoscerlo, carismatico, simpatico, ma con un'aria sbarazzina che non te lo fa inquadrare subitissimo (anche perché, avanti, la fregatura deve sempre esserci, quindi io la cerco da ogni parte).
Lui fa il falegname, crea con le proprie mani e uno scalpello delle piccole opere d'arte in legno, come quelle che io ho sempre ammirato ai mercatini vari, e durante il week-end anche lui si diletta nella rievocazione celtica : è qui che incontra Giulia e tra loro nasce subito una certa amicizia che sembrerebbe durare in eterno, perché lui si preoccupa davvero per lei, le dona consigli preziosi su come affrontare tutti i cambiamenti a cui si sta sottoponendo e forse le dona anche momenti di follia, di spensieratezza.
Diciamo che io 'sto ragazzo non l'ho mai capito a pieno, e nemmeno alla fine ho potuto capire cosa frullasse nella sua testa, però credo che, come viene detto a un certo punto della storia, anche lui abbia avuto la sua dose di infelicità e che adesso indossi una sorta di maschera che potrebbe essere più fragile di quanto si possa pensare (ovviamente, questa è una mia supposizione).

Infine, ultimo personaggio di cui vi voglio parlare, abbiamo Alex, un uomo che lavora come tirocinante di medicina in un ospedale e che proviene dallo stesso ambiente della protagonista: amici fin da piccoli, per loro è stato quasi naturale intraprendere una storia d'amore, condividendo gli stessi ideali, però forse questi ultimi non erano farina del loro sacco per tutti e due...
Sempre dedito alla creazione di una carriera come si deve, sempre volente frequentare gli ambienti a cui lo hanno iniziato i propri genitori, non credo abbia mai pensato di testa sua, e questo può capitare quando per tanto tempo qualcuno ti convince che una certa strada sia la tua ma forse non lo è; come se non bastasse, di quest'uomo perennemente attaccato ai soldi e al lavoro ci viene presentata la sua insensibilità al disagio della protagonista, la sua attenzione non tanto a quello che lei potrebbe sentire ma a ciò che potrebbe succedere se lei lasciasse la strada sicura impostale dai suoi genitori.
Insomma, un uomo che forse preferisce lasciarsi guidare dal pilota automatico su una via che lui non ha scelto piuttosto che andare all'avventura e correre dei rischi, positivi o negativi che siano.

Devo ammettere che all'inizio non riuscivo a immedesimarmi nella storia, ci ho messo un attimino a comprendere il mondo della Teuta, di questo gruppo di rievocatori del quale la protagonista entra a far parte: il fatto che iniziasse in maniera tale da non sapere cosa fosse accaduto prima mi ha permesso di ingranare la marcia solo dopo qualche decina di pagine, complice anche il caldo sotto cui mi stavo sciogliendo mentre leggevo questo romanzo.
Ma, a parte questo iniziale momento di assestamento, la lettura è poi proseguita liscia come l'olio, mi sono affezionata a Giulia, avrei voluto dare degli schiaffi a qualcuno e mi sono sorpresa nel finale: mi sarei aspettata un happy ending molto diverso, non quello che è effettivamente accaduto, ma devo dire che forse era più giusto così, che il messaggio che trasparisse fosse quello de "non puoi mai essere sicuro di quanto conosci una persona fino a che non esce dalla sua comfort zone e si mette in gioco" e questo l'ho apprezzato veramente tanto perché in fin dei conti tutti portiamo una maschera, bisogna solo essere in grado di capire che tipo di maschera è, quando è caduta e cosa ci può essere sotto.

Concludendo, perché tra il caldo di giugno e il calore sprigionato dal mio buon caro e vecchio computer sto morendo, questa è stata una bella lettura, leggera, fresca e con un briciolo di verve che mi fa sempre mettere in moto gli ingranaggi del cervello perché adoro capire cosa succede nelle menti dei personaggi, quali sono le loro vere intenzioni, cosa nascondono e tanta altre cose che non sto ad elencare, diciamo solo che il mio animo in fondo è un animo da detective che Sherlock Holmes spostati grazie (no, scherzavo, non mi permetterei mai di ritenermi superiore a un tale uomo).
Insomma, qualcosa di carino che ha saputo sorprendermi nonostante i miei dubbi iniziali.
Voto:

mercoledì 21 giugno 2017

WWW... Wednesday! #38

Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla e oggi sono tornata con un nuovo appuntamento di questa rubrica del mercoledì inventata dal blog Should Be Reading, in cui devo mostrarvi le mie letture in corso, terminate e in programma.

What are you currently reading?
Attualmente sto leggendo questo libro che mi ha intrigato sin da subito, però sono solo all'inizio, quindi non posso dirvi nulla.

What did you recently finish reading?
Dunque, questa settimana ho letto "Fahrenheit 451" e devo dire che mi è piaciuto molto, anche se non ho sentito questa cosa nell'immediato, ho dovuto rifletterci un attimo prima di dare un mio giudizio sulla lettura e le mie idee si sono fatte più chiare scrivendo la recensione; poi ho letto "Babilonia" un libricino molto carino che mi ha sorpreso soprattutto nella parte finale, perché all'inizio ci ha messo un po' a ingranare; successivamente ho letto il libro della McGuire che vedete lì sopra e anche questo l'ho adorato, uno di quei pochi New Adult che sanno essere fini senza mai sfociare nel volgare.
Dopo di che ho avuto la straordinaria idea di leggere "Lord of Shadows"... non ero pronta, sapevo che ci sarebbero state quattro morti (giusto perché la zia Cassie è megalomane), ma non ero pronta a dire addio a tre di questi personaggi... vi dico solo che alla fine mi sono scese due lacrime e con questo penso di aver detto tutto.
Poi ho letto due novelle della saga di "Regina Rossa" e devo dire che la prima mi è piaciuta più della seconda, che però tutto sommato è lo stesso carina; e poi ho letto "Il razzismo spiegato a mia figlia", un libro che ci è stato dato come compito delle vacanze di storia e che ho apprezzato tantissimo perché parla di cose che accadono ancora adesso e fa riflettere, per ciò ho deciso che non ne farò una recensione ma un post particolare.
Infine, ho letto il quarto volume de "Le stelle di Noss Head" e... avrei dovuto seguire il mio buon proposito di non leggere fantasy per un po' perché quella fine mi ha devastato. Come faccio ad aspettare per il prossimo volume?

What do you think you'll read next?
Allooora, questi sono quattro (in realtà sei, ma pazienza) degli infiniti titoli della mia TBR, vediamo come sarà la mia mente dopo aver finito "Neve come la cenere"... magari staccherò un attimo e ripiegherò su un romance, ma vedremo.

Bene, se vi va fatemi sapere le vostre letture.
Pace, amore e tanti libri a tutti!

martedì 20 giugno 2017

Recensione The 100: Homecoming

Titolo: The 100: Homecoming
Autore: Kass Morgan
Genere: Distopico
Casa editrice: Rizzoli
Prezzo: €16.90 (copertina rigida)
Pagine: 334






Trama
Nuove navicelle arrivano sulla Terra, in fuga dalla stazione spaziale a corto di ossigeno. I 100 sono pronti ad accogliere i fortunati fuggiti a una morte certa. Tra i nuovi arrivi ci sono vecchi amici come Glass e Luke, che ritrovano così Clarke e Wells. C'è anche il temibile Vice Cancelliere Rhodes, però, che intende ristabilire il regime di terrore instaurato sulla stazione spaziale, senza sconti per nessuno. Bellamy, colpevole di aver causato il ferimento del Cancelliere, è il suo primo bersaglio. In fuga dalla colonia, si rifugia con i suoi amici tra i terrestri. Lo scontro con le truppe di Rhodes è inevitabile. Il Vice Cancelliere sferra un attacco spietato, ma i suoi avversari sono determinati a resistere. E' giunto il momento che i 100 si uniscano e lottino per difendere la libertà che hanno trovato sulla Terra.
Recensione
Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla e anche oggi fa molto caldo, c'è molto sole e io vorrei tornare a dormire perché ho tanto sonno...
Vabbe', a parte questo, oggi sono tornata per parlarvi del terzo volume della tetralogia di The 100, serie di libri su cui è basata la famosissima serie TV, anche soprannominata da me e dalla mia vicina di banco #mainagioia(per la Bellarke).

I cento sono ormai arrivati sulla Terra e si sono attrezzati per quanto hanno potuto: ora conoscono tutto, o quasi, ciò che c'è da sapere su questo luogo a loro sconosciuto, sanno quali sono i cibi che possono mangiare, come organizzare il loro accampamento di modo che regni la pace, come vivere in tranquillità. Ma cosa succederebbe se altri uomini giungessero sulla Terra con le loro navicelle? E se fra questi ci fosse anche il Vice Cancelliere Rhodes? Purtroppo nulla di buono, soprattutto per tutti loro che avrebbero dovuto essere perdonati per i crimini commessi sulla stazione spaziale una volta che il resto della loro specie li avrebbe raggiunti, in quanto Rhodes crede di poter applicare le sue regole in un mondo che non conosce affatto e questo avrà parecchie conseguenze, soprattutto su Clarke, Bellamy, Wells e Glass che si ritroveranno alle prese con diverse situazioni poco piacevoli.
Come se non bastasse, vi è sempre la minaccia dei terrestri cattivi, ovvero di coloro che odiano le "persone venute dal cielo" e che non esiterebbero a eliminarle per la sopravvivenza loro in nome di un equivoco successo tempo prima dell'arrivo dei cento.

In questo terzo volume tutti i personaggi vengono sottoposti a delle situazioni che cambieranno il loro modo di agire, in qualche modo diventeranno delle persone diverse, più consapevoli dei pericoli e di ciò che comporta stare sulla Terra, ma soprattutto più determinati ancora a sopravvivere.

La prima è certamente Clarke, la nostra cara dottoressa che si vede sobbarcare di nuove responsabilità di fronte allo sfacelo provocato dallo schianto delle navicelle sul suolo terreste: corpi feriti, corpi senza vita, corpi a non finire di cui lei dovrà occuparsi utilizzando le sue conoscenze mediche e i pochi medicinali a disposizione, visto che, a quanto pare, i nuovi arrivati non avevano quasi nulla con sé; nuovi pesi si poseranno sulle sue spalle, nuove preoccupazioni ma anche una nuova determinazione a fare in modo che tutto vada per il meglio, a partire dalla guarigione dei suoi pazienti, per poi andare al perdono di Bellamy e per finire con i suoi genitori.
Se già prima la vita non era facilissima, ora non lo sarà di certo di più, anzi sarà più tosta, ma Clarke non si darà mai per vinta, anche se diventerà certamente più sensibile a ciò che la circonda e forse un po' più fragile perché tante sono le cose che sono accadute e poco è il tempo per assimilarle.

Poi c'è il nostro caro Bellamy, la gioia della nostra vita in quanto ci dona soddisfazioni una dopo l'altra: già si mette con Clarke e fa il tipico ragazzo preoccupato che darebbe la vita per la sua amata come il principe azzurro della situazione, cosa che ci piace molto, in più diventa sempre più forte, sempre più coraggioso e sempre più determinato a proteggere chi lo circonda (e non gli sta sulle scatole).
Poi, insomma, come facciamo a resistere di fronte all'eroe della situazione, che si immolerebbe per la causa pur di vedere gli altri felici e tranquilli sulla Terra?
Ma, soprattutto, come fa ad essere così coccoloso? E' troppo tenero quando pensa a sua sorella, quando si preoccupa per la sua incolumità, perché vuole che lei stia bene, che non sia arrabbiata con lui, che viva la sua vita fuori dal buco sotterraneo in cui era stata costretta sin da piccolina... vuole semplicemente che si sappia che lei è sua sorella e che lui ci tiene moltissimo a lei, al punto che darebbe la sua stessa vita per salvarla.

Come non menzionare Wells? Ah, quanto mi sta più simpatico ora che si è redento, ora che ha ammesso le sue colpe e ora che ha lasciato in pace Clarke... okay, forse così l'ho resa un po' troppo drammatica...
Anyway, qui lo vediamo prendere sempre più consapevolezza del suo ruolo da leader che ha ormai assunto fra i cento (non c'è niente da fare, ha preso dal padre) e come tale deve assumersi certe responsabilità, specie quando arriva Rhodes che minaccia l'ordine da lui creato nel tempo trascorso sulla Terra.
Ma non è da solo in questa avventura, con lui c'è Sasha, una terrestre che saprà indicargli tutti i trucchetti da usare per tentare di sopravvivere in questo posto abbandonato da moltissimo tempo, nonché la sua ragazza! Eh sì, avete capito bene, adesso ha lasciato in pace la nostra dottoressa e ha trovato qualcun altro per cui fare tutto ciò che è in suo potere per renderla felice e per essere felice lui stesso.

Infine, abbiamo Glass: dopo essersi convertita da ragazza frivola in ragazza già adulta, è finalmente riuscita ad arrivare sulla Terra, pagando purtroppo un certo prezzo, dove dovrà cercare di ambientarsi, cosa che non sarà facile, visto e considerato il fatto che nessuno sembra vedere il suo cambiamento. Per fortuna con lei c'è Luke, il suo ragazzo, che sarà capace di aiutarla nei momenti più difficili, nonostante non sia inizialmente molto presente a causa del Vice Cancelliere che sta cercando di dare vita a un governo autoritario in cui è lui il solo ad avere potere.
Ecco che, quindi, si vedrà costretta molto presto a mettere da parte tutte le aspettative che aveva sul suo ritorno sulla Terra per affrontare la dura e cruda realtà che non sembra esserle amica, almeno non all'inizio, né tantomeno verso la fine del libro in quanto i pericoli sono dietro l'angolo e non puoi mai sapere con quali ti confronterai, perciò ecco che bisogna diventare molto più autonomi e ragionare in maniera tale da garantire la propria sopravvivenza in un luogo che non fa sconti a nessuno.

La cosa che mi è piaciuta di più di tutto il romanzo è la capacità di questi quattro personaggi principali di allearsi e di combattere insieme per uno stesso ideale, lasciando da parte incomprensioni, litigi e tanto altro. Non so perché, ma questo fattore mi è piaciuto un sacco, vedere come tutti si sono dati da fare per costruire un mondo migliore oppure per aiutare a vivere felici nonostante le avversità è stato veramente bello, perché fa capire che tutti sono in grado di aiutarsi e di dimenticarsi per qualche momento dei loro problemi in vista di un bene superiore non solo per loro, ma anche per tutti gli altri cento e coloro che sono atterrati e che vorrebbero soltanto un'esistenza diversa da quella che sta imponendo Rhodes.
E a proposito di Rhodes, un'altra cosa interessante è vedere due tipi di società a confronto: da una parte, abbiamo quella che il sopracitato vuole imporre, un governo fortemente autoritario, in cui i cento non vengono perdonati per i loro crimini commessi e vengono utilizzati come carcerati ai lavori forzati per modificare l'accampamento da loro creato, in cui quasi non ci sono diritti per nessuno, tranne che per chi è a capo, poiché sembra poter fare tutto ciò che vuole; dall'altra, abbiamo il diverso stile di vita dei terrestri buoni (non parliamo dei terrestri cattivi, che è meglio), basato sulla comunanza, sulla vita insieme e sull'aiuto reciproco, insomma, un mondo diverso in cui tutti vivono bene, in pace con se stessi e con gli altri e in cui non si esita a proteggersi l'un l'altro anche in caso di pericolo e nonostante siano molto pacifici.

Concludendo, questo terzo volume mi è piaciuto veramente tanto, la lettura è filata liscia come l'olio e il mio povero cuoricino ha perso qualche battito qua e là a causa di situazioni ansiogene che non facevano presagire nulla di buono.
Poi, naturalmente, gran parte del lavoro lo fa la Bellarke, che almeno qui ci dona una gioia, perché Clarke e Bellamy insieme sono una coppia bellissima, e non parlo solo dal punto di vista romantico, ma anche dal punto di vista della complicità, per il fatto che sono in grado di capirsi con uno sguardo e che sono troppo teneri quando sono determinati a fare di tutto per la loro sopravvivenza (quante volte ho già ripetuto questa frase?).
Insomma, una bella storia che vi consiglierei di leggere se vi possono piacere i Distopici e se volete avere qualche gioia in più rispetto alla serie TV.
Voto:

lunedì 19 giugno 2017

Canticchiando fra i libri! #19

Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla e anche oggi solo caldo all'orizzonte, io che mi sciolgo al sole mentre cerco di abbronzarmi (dire che sono bianca come un fantasma è persino gentile) e sempre io che ripenso a Lord of Shadows, a quelle ultime cinquanta pagine e a tutte le sofferenze che ha causato la Clare...
A parte questo, oggi sono finalmente tornata, dopo più di cinque mesi, con un nuovo Canticchiando fra i libri, rubrica inventata da me in cui devo scegliere due libri e un personaggio e associarvi una canzone in base al ritmo, al significato o al contesto che c'è dietro.

1.
What Happened Last Night - The Kolors
Allora, come ritmo questa canzone non è che ci stia benissimissimissimo, è un pochino troppo allegra, però per alcune scene potrebbe andare (poche, ma buone); quello che mi ha fatto pensare di associare questa canzone a questo libro è il testo, che penso che possa riassumere abbastanza bene quasi tutta la storia: da una parte, abbiamo il ritornello in cui si chiede che cosa è successo la scorsa notte e questo è il grande interrogativo del libro, cosa sia accaduto in una data notte, di cui lo spettro continua a perseguitare i protagonisti; dall'altra, il resto del testo può essere visto in parte come i pensieri di Ryan nei confronti della protagonista, ma soprattutto per gran parte come i pensieri di Stephan nei confronti di Marcia.

2.
Don't Dream It's Over - Glee
Dunque, mentre stavo cercando il secondo libro mi sono imbattuta in questa canzone e ho cercato di pensare a un libro in cui i personaggi fossero trattenuti dalla propria società e in cui qualcuno avesse iniziato una rivoluzione nella speranza di cambiare le cose, visto che il testo è una speranza, un incoraggiamento a non darsi per vinti e a non lasciarsi abbattere: ecco che mi è subito venuto in mente questo libro che ho letto recentemente, in cui il protagonista decide di cambiare la sua vita perché desidera qualcosa di diverso e in parte sogna anche che questo diverso avvenga davvero.

3.
There's Nothing Holdin' Me Back - Shawn Mendes 
Visto e considerato che ho appena finito LoS e sono ancora sconvolta, come personaggio a cui associare una canzone mi è venuto in mente Julian (oh, mi si spezza il cuore solo a pensarci) e ho incominciato a cercare una canzone che potesse andargli bene: ora, partiamo dal presupposto che l'altra che avevo pensato andava bene per metà, mentre l'altra metà non c'entrava nulla, e che una che racchiuda tutta la sua essenza non c'è, ho pensato a qualcosa che potesse avvicinarsi al Julian che troviamo in LoS e ho trovato che questa potesse andare abbastanza bene perchè, da una parte, lui non riesce a smettere di pensare a Emma, nonostante si sforzi molto, dall'altra, vederla così coraggiosa combattere al suo fianco o anche solo essergli così vicina in certi momenti permette alle catene che si è costruito di allentarsi a fare cose che non dovrebbe fare. E poi la canzone parla proprio di questo!

Bene, per oggi è tutto, io spero che questo post vi sia piaciuto, fatemi sapere.
Pace, amore e tanti libri a tutti!

sabato 17 giugno 2017

Recensione Ritorno da Te

Titolo: Ritorno da Te
Autore: Jennifer L. Armentrout
Genere: New Adult
Casa editrice: Nord
Prezzo: €16.90 (copertina rigida)
Pagine: 298






Trama
Devo proteggere il mio segreto.
Tu credi di avermi salvato, invece hai scritto la mia condanna...

Ivy Morgan pensava di avere tutto sotto controllo, di aver eretto una barriera impenetrabile tra sé e il resto del mondo. Ma le sue difese sono crollate nel momento in cui ha incontrato Ren Owens. Coi suoi profondi occhi verdi e il sorriso da sbruffone, Ren ha fatto breccia nel cuore di Ivy, conquistandosi la sua fiducia. Anche perché, con lui, Ivy può finalmente condividere ogni aspetto della sua vita: Ren infatti è membto dello stesso, antichissimo Ordine di cui fa parte lei, perciò capisce bene cosa voglia dire passare le giornate fingendo di essere una ragazza come tante e le notti a combattere contro il Male che si cela tra le strade di New Orleans. Però tutto cambia quando Ivy scopre un segreto sulle origini della sua famiglia, un segreto che non può rivelare a nessuno, neppure a Ren. Perché, se lui ne venisse a conoscenza, dovrebbe ucciderla. Ben presto, quindi, Ivy sarà costretta a fare una dolorosa scelta: mentire all'uomo che ama e mettere in pericolo tutto ciò per cui hanno lottato insieme, o sacrificare se stessa per la salvezza del mondo intero...
Recensione
Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla e oggi, in questa giornata molto calda, la qui presente desidererebbe fortemente essere al mare, ma ahimè le ferie sono previste per agosto... ah, meno male che ci sono i libri a tenermi compagnia e a morire di caldo insieme a me!
A parte questo, eccomi tornata con una nuova recensione del secondo volume della Wicked Series della mia carissima zia Jenny che a quanto pare aveva intenzione di farmi stare col cuore in mano per tutta la lettura.
*Attenzione: possibili spoiler*

Avevamo abbandonato Ivy nel bel mezzo di una scoperta pericolosa, in grado di rovesciare tutto il suo mondo: è lei la Mezzosangue che Ren, il suo ragazzo, è stato mandato ad uccidere, è lei la minaccia per l'umanità che rischia di vedersi ridurre le proprie libertà qualora lei rimanga incinta del Principe delle fate poiché il suo bambino consentirebbe l'apertura di tutti i portali e la fine del mondo umano.
Purtroppo per lei, il Principe è già a New Orleans e la cerca per portare in attuazione il suo piano: mentre tutti sono convinti che il Mezzosangue sia Val e cercano di adoperarsi per trovarla e per evitare il peggio, lei è costretta a vivere con il peso della verità, peso che diventa più difficile da sostenere nel momento in cui arrivano i rinforzi dell'Elite, quella parte dell'Ordine che si occupa proprio di questo problema, e la situazione si fa sempre più sanguinaria.
Le cose iniziano, dunque, a farsi sempre più spinose e Ivy si troverà di fronte a un dilemma bello grosso: tacere e affrontare tutto da sola con Campanellino, oppure parlare a Ren e porlo in condizione di poter fare il suo lavoro?

In questo volume, vediamo una Ivy leggermente diversa: è sempre testarda, continua a fare di testa sua e a mettersi nei guai, però questa volta le sue azioni sono accompagnate dalla paura di quello che potrebbe succedere e dalla consapevolezza che è lei che potrebbe determinare la distruzione del mondo.
Mille pensieri caratterizzano le sue giornate e i soli momenti in cui può permettersi do non pensarci sono quelli che trascorre con Ren: la loro relazione va a gonfie vele, si preoccupano l'uno per l'altro, sono spesso insieme e si divertono pure, sebbene ci sia costantemente un velo di inquietudine da parte di Ivy che ha paura di perderlo, cosa che non vuole che accada perché, anche se non lo dice, secondo me ha bisogno di una certezza nella vita e questa è in serio pericolo.
Poi, verso la fine, accadrà qualcosa che la proverà ulteriormente, alla semplice paura si sostituirà il terrore puro ed è in questa occasione che lei tirerà fuori il meglio (o il peggio, dipende dai punti di vista) per resistere e per fare in modo che la situazione non raggiunga un livello ancora più critico.
Insomma, ansia per lei che è una bomba a orologeria, e per noi che siamo dei poveri cristi con il cuore in mano per tutto il tempo.

Affrontiamo ora la parte interessante del discorso: Ren.
Ah, quanto lo si può amare quest'uomo? Ci aveva già colpito nel precedente volume per via della sua somiglianza fisica con il mio alieno preferito, ma qui inizia proprio a mostrare il meglio di sé: simpatico, premuroso, forte e tenerello, ha proprio tutti i dettagli al posto giusto perché non risulta mai troppo bad boy, troppo "so' figo, lasciate fare a er mejo der Colosseo" oppure troppo dolce e melenso nelle scene con la protagonista come qualcun altro di mia conoscenza (mi dispiace, Edward, ma troppo zucchero per i miei gusti), si trova sempre a metà strada.
Ma le scene più belle, bisogna ammetterlo, sono quelle con Campanellino: se non shippassi già Ren e Ivy, probabilmente lo shipperei con il follettino perché sono troppo carini, si battibeccano in continuazione e sembrano non sopportarsi, ma io sono sicura che altrimenti la loro vita non sarebbe la stessa, sarebbe molto meno con le sopracciglia alzate e decisamente più noiosa.
Certo, c'è da dire che anche lui ha sperimentato il momento mainagioia (perché altrimenti non saremmo in un libro della zia Jenny) verso la parte finale al punto che per poco non mi stava venendo un coccolone perché nessuno si deve permettere di torcere un capello a quest'essere di una specie in via d'estinzione.

La vera sorpresa di questa storia non è stato il Principe delle fate, che risulta il solito cattivo opportunista che vuole soltanto arrivare a distruggere i portali per permettere al suo popolo di vivere nel mondo degli uomini, bensì proprio Campanellino: nello scorso romanzo abbiamo avuto modo di conoscerlo un pochino, soprattutto le sue stravaganze; qui, invece, vediamo un tenero folletto capace di preoccuparsi per Ivy e per la sua incolumità, preparato anche a intervenire nel caso in cui la situazione stia volgendo verso l'irrimediabilità. E' proprio in questo contesto che abbiamo la possibilità di vedere la sua vera natura, il suo vero io che prima aveva celato in maniera perfetta.
In ogni caso, di lui non si può dire proprio nulla di male, è super simpatico, tenero, intelligente e furbo e quando fa qualcosa che non avrebbe dovuto fare non puoi arrabbiarti.

Devo ammettere che questo libro è parecchio ansiogeno: già partiamo male sin dalle prime pagine con la scoperta sensazionale di Ivy, che le mette una taglia bella grossa sulla testa, poi come se non bastasse le cose iniziano a peggiorare per via del Principe che inizia a "corteggiarla" (e come fa lui non lo farà mai nessuno) e cerca di persuaderla ad andare con lui, addirittura minacciando chi ama.
Per non parlare poi della parte finale! Sono stata per un centinaio di pagine con il cuore in mano, all'interno di una teca di vetro perché avevo paura per i miei poveri feels e man mano che andavo avanti con la lettura la mia ansia cresceva sempre di più, in quanto si succedevano degli avvenimenti dalle conseguenze molto importanti per il resto della storia.

Ah, ma mi stavo dimenticando di dirvi una cosa!
*ringrazia la sua mente per essersene ricordata*
In "Ritorno da Te" abbiamo la possibilità di scavare un po' più a fondo sull'argomento fate: già sappiamo che il loro mondo si sta avvicinando alla sua fine, quindi hanno bisogno di trovare un nuovo posto dove poter vivere senza il timore che possano morire tutti quanti in tempi brevi, e quale posto migliore della Terra per ricoprire questo ruolo di casa di scorta? Ed è proprio per questo che sono diventati degli esseri malvagi, per ottenere una nuova dimora.
Ma qui osserviamo qualcosa in più che riguarda il modo in cui possono prendere potere: per poter aprire i portali, il Principe deve concepire un bambino con una Mezzosangue, ma questa unione non è facile perché bisogna seguire delle determinate regole, altrimenti anche se nascesse potrebbe non avere alcuna utilità per le fate.
E scopriremo anche che non tutto è come sembra, ci sono delle eccezioni in questo contesto, solo che sono ancora poco conosciute.

Concludendo, questo libro mi è piaciuto molto, c'è molta azione e tutti gli avvenimenti si succedono di modo tale da far crescere la tua ansia a dismisura man mano che si va avanti con la lettura:
Insomma, un bel secondo volume potente, che ci permette di inquadrare meglio alcuni aspetti fondamentali e altre cosine che pensavamo di conoscere (e invece no!) e che ci annienta i feels, giusto perché tanto non avevamo nulla da fare che soffrire.
Voto:

giovedì 15 giugno 2017

Recensione Obsession

Titolo: Obsession
Autore: Jennifer L. Armentrout
Genere: Adult
Casa editrice: Giunti
Prezzo: €14.00 (copertina rigida)
Pagine: 336






Trama
Serena Cross aveva accolto con scetticismo il racconto della sua migliore amica, convinta che il figlio di un potente senatore fosse coinvolto in un incredibile complotto. Ma, dopo aver assistito con i proprio occhi all'omicidio dell'amica, Serena non può più dubitare: è lei stessa in pericolo. Così accetta suo malgrado la guardia del corpo che il Dipartimento della Difesa le assegna perché vegli sulla sicurezza: Hunter. Arrogante, prepotente, eppure terribilmente affascinante... Ma se lui conosce a memoria il dossier di Serene, lei ignora tutto del suo protettore: Soprattutto il fatto che il più grande pericolo per lei potrebbe essere proprio Hunter.
Recensione
Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla, una studentessa in vacanza che finalmente può mettersi sul balcone a prendere un po' di sole perché la qui presente è bianca come un fantasma, e un'abbronzatura non sarebbe malaccio.
A parte questo, oggi sono tornata per parlarvi di un libro che ho letto un paio di settimane fa, in un momento di tregua dalle mie odiate amate verifiche e che ho divorato in un paio di giorni facendo l'una per finirlo perché mi aveva preso così tanto da continuare a dire: "Dai, arrivo a finire il capitolo e poi vado a dormire" e poi: "Sì, ma non posso smettere a e 37, dev'essere un'ora piena".
Ma bando alle ciance e cominciamo a parlare di "Obsession".

La storia inizia subito con l'elemento scatenante dell'azione successiva: l'amica di Serena, ventitreenne psicologa, le racconta di aver visto qualcosa di incredibile, ma che non avrebbe dovuto vedere, mentre stava origliando una conversazione fra i figli del Senatore e ora ha paura che le possa accadere qualcosa di brutto proprio a causa di questo; lo protagonista inizialmente non sa se crederle, tuttavia decide di aiutarla comunque.
Quello che Serena non si sarebbe mai aspettata è che di lì a poco tutto il suo mondo crollasse, tutta la sua vita venisse ridotta a una sorta di prigionia nel tentativo di scampare a qualcosa che non la vuole viva: è così, sola, che si ritrova a dover affrontare la paura dell'ignoto in una casa che non è la sua, in cui abita con un uomo prepotente che dovrebbe proteggerla.
Mentre, quindi, è impegnata nel tentativo di comprendere tutta la situazione e metabolizzare le informazioni, deve anche soprattutto fare attenzione perché lui non è come lei, è un Arum e il pericolo con lui è dietro l'angolo.

La protagonista di questo romanzo è Serena, una giovane donna di 23 anni che lavora come psicologa: se fino a poco prima la sua vita era abbastanza tranquilla, senza troppe avventure, un avvenimento contribuirà a mettere completamente a soqquadro la sua vita e cambierà tutto quanto. Ecco che, in questa situazione, anche la sua salute mentale viene ampiamente provata: dapprima, la perdita di una persona per lei importante la lascia senza parole, incredula, soprattutto per via di come è avvenuta; poi arriva anche il dolore affiancato al'esasperazione dovuta alle domande che le vengono poste da chi sta indagando; infine, abbiamo anche il suo smarrimento, nel momento in cui cambia le sue abitudini, seguito successivamente da un nuovo coraggio, una nuova determinazione, non soltanto riguardo allo scoprire cosa è veramente successo, ma anche nei confronti di Hunter, colui che la deve proteggere e a cui lei stessa si sente attratta.
Però, ecco, fra tutte queste emozioni che si susseguono e si mescolano in lei, bisogna dire che una caratteristica comune è la testardaggine, il desiderio di fare le cose di testa sua, senza prendere ordini dagli altri, e questo le farà passare qualche situazione poco piacevole.

Hunter è quel tipo di personaggio da cui non sai mai cosa aspettarti: già è un Arum, un alieno fatto di ombra che ha bisogno di nutrirsi di un Luxen per essere in forma, e noi sappiamo quanto alcuni possano essere spregevoli per via della loro natura, in più si presenta come un "uomo" abbastanza bipolare, talvolta gentile, talvolta no, che sembra ragionare più con certe cose che con il cervello, quindi in definitiva non sappiamo mai cosa ci troveremo davanti.
All'inizio risulta un vero duro, un essere (non posso nemmeno chiamarlo uomo, ma guarda te!) tutto d'un pezzo, incorruttibile, spietato, insomma ha l'aria di chi ti sorride promettendoti mali; quando poi nella sua vita piomba prepotentemente Serena, la sua sicurezza e il suo controllo iniziano a vacillare, si vede che dentro di lui prende atto un contrasto, soprattutto fra le sue due nature, quella di Arum e quella umana, che cercano di prevalere l'una sull'altra ma che possono anche perdere.
E poi ne vedremo delle belle fra lui e Serena perché lei lo porta quasi all'esasperazione con la sua volontà di vendicare la morte dell'amica e di vivere come vuole lei, nonostante debba fare attenzione ai pericoli che l'aspettano.
(ecco un esemplare di Hunter alle prese con Serena)

Altri personaggi non ce ne sono, i più importanti sono loro due, ma si può dire che un "personaggio" che viene però approfondito sia la figura degli Arum: dal punto di vista fisico, gli alieni ci possono apparire come dei semplici umani, forse un po' più muscolosi del normale e più alti, ma quello che in pochi sanno è che la loro vera natura è basata sull'oscurità, infatti, quando prendono le loro vere sembianze, risultano degli esseri fatti di ombre, capaci di inglobare in sé la luce e di far calare la temperatura di una stanza proprio per via della mancanza di luce in loro (e, conseguentemente, di calore); scopriamo inoltre il motivo per cui gli Aurm si nutrono degli alieni e, talvolta, degli umani, cosa che non fanno solo per l'ebrezza derivante proprio dall'aspirazione della loro parte vitale, ma anche perché altrimenti sarebbero troppo deboli e non potrebbero combattere i Luxen, alieni fatti di luce.
In definitiva, però, non possiamo dare per scontata la loro malvagità poiché, come abbiamo visto nella serie Lux, non si può dire che una specie di individui sia tutta buona o cattiva.

A proposito di questo, la storia è molto basata sul "tema" del "nulla è come sembra" (detta così sembra quasi un concetto filosofico... #maiscrivererecensionisufogliettisparsiduranteleoredifilodofiachepoinonsaicosavienefuori): già dall'inizio, infatti, vediamo come le persone si possano rivelare diverse da come erano sempre state, basti pensare a ciò che ha visto l'amica di Serena; in secondo luogo, mai, e dico mai, dare per scontato che qualcosa o qualcuno sia come effettivamente ci appare perché la sua vera natura potrebbe essere nascosta dietro una maschera di Pirandello, oppure potrebbe non essere visibile ai nostri occhi per nostra volontà.
In sostanza, questa storia grida da tutti i pori: "fai attenzione, guardati sempre intorno e non credere a tutto ciò che vedi o senti".

Concludendo, c'è da dire che questa storia mi ha sorpreso molto: sapevo che sarebbe stata molto più... uhm, diciamo, matura da quel punto di vista, mi aspettavo molte più scene di quel tipo ma non ne ho trovate così tante, anche se devo ammettere che ogni tanto vi erano dei pensieri poco delicati e un po' volgarucci che mi facevano reagire così:
Però, ecco, qualche romanticismo c'era, anche se pochi rispetto ai momenti in cui si ragionava non con il cervello o col cuore, ma con altro.
A parte questo, la storia risulta sempre molto avventurosa, ci sono momenti in cui il ritmo è molto incalzante e altri in cui sembra avere dei toni più dark e freddi del solito (capita la battuta?), molto spesso ritroviamo l'ironia che caratterizza la zia Jenny e che alleggerisce anche le situazioni più difficili o più pesanti. Insomma, una bella storiella che ci presenta l'altra faccia della medaglia del mondo alieno.
Voto: