giovedì 23 febbraio 2017

Recensione Uccidimi

Titolo: Uccidimi
Autore: Chiara Cilli
Genere: Dark Romance
Casa editrice: Self-Publishing
Prezzo: €11,52 (copertina flessibile)
Pagine: 282






Trama
Non avrei mai immaginato che la mia vita sarebbe finita così.
Non avrei mai creduto che la mia vita sarebbe dipesa dalla sua.
Ero pronta a morire per mano dell'uomo che mi aveva distrutto.
Ero pronto ad uccidere la donna che si era presa tutto me stesso.
Ma la mia sofferenza non è ancora terminata.
Ma me l'hanno portata via.
Sta venendo a riprendermi, lo sento.
Me la riprenderò, a qualsiasi costo.
E questa volta non potrò fermarlo.
E questa volta non fallirò.
A meno che non sia io a ucciderlo.
Recensione
Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla e oggi la qui presente è molto felice perché sono iniziate le vacanze di Carnevale e questo vuol dire un po' di riposo per sei giorni... ah, che bello... *aria sognante, si mette a fantasticare e...*
Ehm, be', torniamo concentrate che è meglio: dunque, oggi sono tornata con una nuova recensione a proposito dell'ultimo volume della prima trilogia della serie Blood Blonds, di Chiara Cilli, trilogia che mi ha conquistato e che mi ha fatto soffrire molto, ergo fate attenzione perché potrebbe essere una recensione molto sclerosa, magari no, dipende da come mi gira, ma io vi ho avvertito.

Aleksandra è stata rapita da colui che era stato il suo salvatore e per un motivo ben preciso, che lei non si sarebbe mai immaginata: il Re di Véres vuole che lei uccida Henri, il suo aguzzino, colui che l'ha umiliata e violentata per conseguire la sua vendetta; ma lei non accetta, non vuole diventare come loro, ovvero un mostro che uccide senza pietà, credendo di poter regolare qualsiasi conto con la morte di qualcuno, la distruzione di una famiglia.
Purtroppo per lei un NO al Re, non è qualcosa così facile da dire perché lui non accetta un no e farà di tutto affinché sia lei a pronunciare il sì che condannerà Henri Lamaze, il sì che condannerà lei ma salverà altri.
E' in questo clima di guerra per il potere che Aleksandra dovrà fare la scelta giusta, mentre Henri e la sua famiglia si stanno preparando per lo scontro, per riprendersela.

Dunque, qui Aleksandra, come d'altronde nei precedenti volumi, mantiene sempre e ancora il uso tipico atteggiamento battagliero, di chi lotta per mantenersi fedele a se stesso, alle proprie convinzioni, però si sta spezzando, qualcosa in lei si frantuma giorno per giorno e non può fare nulla per rimediare perché sa che in qualunque caso, qualsiasi cosa scelga, qualcuno si farà del male, irrimediabilmente.
Ecco, forse una novità, oltre a questa fragilità che emerge a causa di ciò a cui è sottoposta, o lo è stata, è il fatto che ha molte responsabilità sulle spalle (anzi, in verità non ne ha molte, ma sono belle "pesanti"), deve saper fare la scelta giusta perché da ciò dipende il suo futuro, quello di sua madre e quello dei Lamaze, deve usare cautamente le sue parole, dimostrarsi quasi senza timore di colui che le sta davanti e al contempo deve saper resistere, non lasciarsi mai abbattere.
Come se non bastasse, deve anche affrontare il legame che la lega a Henri, un sottile filo che è stato tessuto già dal momento in cui si sono visti  e che ora è diventato, col passare del tempo, qualcosa di pericoloso che neanche loro comprendono (tesò, sapeste quante cose non capisco io... tipo perché Daemon Black non è reale, perché certe personcine vivono in America o in Canada, perché #mainagioiaforever mi perseguita) e che è impossibile definire, come se fosse trascendente dalla possibilità di conoscenza, ma una cosa si sa ed è certa: nessuno di loro due ne può scampare, è troppo forte.
*e qui la sua reazione fu la seguente*

Henri... be', che dire? La sua anima è ancora più confusa di prima, ma non nel senso che non sa cosa fare o sembra cambiare bandiera ogni tre secondi, quanto più per il semplice fatto che è tormentata (ma lo è tanto il ragazzo eh, ammazza aho), lui stesso ha mille pensieri per la testa e tutti convergenti in una sola cosa: salvare Aleksandra. Questa è diventata la sua ossessione, non riesce a non essere attratto dalla sua presenza, come se ne fosse succube, ed il problema del suo tormento risiede proprio qui, nel fatto che lui non vuole che lei diventi il suo tutto, non vuole che diventi il centro dei suoi pensieri rimpiazzando il posto dei suoi fratelli.
Il problema, però, è che lui si sente responsabile per lei, è quasi disperato al saperla nelle mani che non è lui stesso e non vuole che nessuno le faccia del male, sebbene lui senta di avere il diritto di essere l'unico a poterla piegare sotto il suo volere; oltretutto, tutti questi pensieri rivolti a lei stanno creando una frattura all'interno della sua famiglia: da una parte, se prima Armand aveva sperato che lei potesse cambiarlo e distoglierlo dal suo progetto di vendetta, ora non è più convinto di ciò, ma cerca di tenerli separati perché ha visto il loro legame malato, troppo forte da recidere; dall'altra, Andrè si sente quasi impotente di fronte a questa situazione, nonostante cerchi di non darlo a vedere, perché vede le sofferenze del fratello e si rende conto di non essere in grado di salvarlo, proprio come era successo anni prima, con quegli uomini che entravano in casa loro per divertirsi.
*la sua reazione fu la seguente*

In quest'ultimo volume della trilogia, ho avuto l'impressione che le emozioni la facessero da padrona ancora più due precedenti: se già da prima molte delle azioni commesse erano in funzione della rabbia, della rivalsa, e molto altro, qui sono ancora più importanti perché sono proprio la disperazione, l'amore, l'odio, la paura di scegliere e guidare qualcuno a fare qualcosa, non la razionalità. Insomma, guardiamo anche solo Aleksej: perché compie tutte quelle azioni? Indubbiamente, qui c'è una freddezza razionale che Henri palesemente non ha (e lo si vede), ma non c'è solo questo, probabilmente c'è paura/desiderio per il potere che ha nelle sue mani. L'unico personaggio che sembra essere perennemente razionalmente freddo, è la Regina, Neela Šarapova: lei è una donna che si mostra molto spietata e non a caso a lei sono destinate le Assassine; se, dunque, il Re risulta spietato ma con una certa morigeratezza che lo fa sembrare quasi buono (notate bene, ho detto quasi), sebbene sia una maschera che nasconde un piano ben preciso, lei è spietata e basta, non mostra mai alcuna emozione che non sia rabbia o irritazione nei confronti di chi agisce contro di lei ed è capace di ucciderti anche solo se le dici qualcosa che non le piace. Insomma, è l'unico personaggio che fa salire i brividi al solo pensiero (anche se nemmeno Henri scherza eh).

Finire questo libro non è stato facile: la storia scorre molto velocemente perché accadono un sacco di cose e tu, in quanto lettore, non puoi interrompere la lettura sul più bello, il che vuol dire che non puoi staccarti dal libro intero neanche per un secondo perché DEVI sapere cosa accade, perentoriamente, la storia è magnetica, un po' ansiogena, dona assuefazione che manco le sigarette ed è capace di farti sclerare male ogni tre secondi.
Insomma, staccarsi da questa storia durante la lettura è quasi doloroso, figuriamoci staccarsene dopo l'ultima pagina! Quando giungi alla fine del romanzo non sai più cosa fare della tua vita: arrivi al capitolo 32 e sei quasi in uno stato catatonico, non riesci a smettere di pensare "N-n-no, non può essere... non può... adesso c'è l'epilogo, adesso c'è... no, dai, non può essere già finito!", poi giri la pagina e ti ritrovi di fronte un nuovo capitolo, così inizi ad illuminarti, la speranza ti pervade... e poi se ne va più velocemente di quanto non sia arrivata perché leggi "André"...
Ora, io capisco tutto, ma per una persona come me non sapere è fatale e questo non va bene, come faccio io a sopravvivere con questo dubbio amletico (cit. Francesco Gabbani)? Me lo dici tu, cara Chiara? C'è solo da sperare in risposte nella prossima trilogia, che si preannuncia essere un peperino per via di André, ma soprattutto di Nadyia.

Concludendo, perché ho blaterato abbastanza, devo dire che quest'ultimo volume mi è piaciuto moltissimo, più dei precedenti volumi: ho apprezzato molto la non presenza di quelle scene che hanno caratterizzato "Soffocami" perché erano molto forti, ecco, mentre qui, sì, ci sono violenze ma le ho trovate meno pesanti, sebbene ce ne sia una particolarmente strong, almeno per i miei gusti e per la mia sanità mentale.
Bene, direi che adesso è giunta l'ora di andare a prepararmi per uscire e andare a vedere il Carlevé, ma posso dirvi un'ultima cosa: leggetelo. Se vi piace il genere o vi intriga la vicenda, dategli una possibilità, poi, per carità, può non piacervi, de gustibus, ma intanto potreste sempre ritrovarvi in una storia di ossessione, vendetta, coraggio, forza e forse anche un po' di amore.
Alla prossima!
Voto:





3 commenti:

  1. Non ho capito qual è il tuo dubbio che devo spiegare xD
    Anyway, THANK YOU ♥ xxx

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    1. Il dubbio è: Henri e Aleksandra si metteranno mai insieme, anche in un futuro molto lontano, oppure la loro storia d'amore, che tanto storia d'amore poi non è, non decollerà mai? Rimarranno lontani per sempre o, prima o poi, si riavvicineranno?🤔

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    2. Gli Alenri si sono conclusi ;)

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