martedì 31 gennaio 2017

Recensione Usheen

Titolo: Usheen
Autore: Naike Ror
Genere: Romantic Dark Suspanse
Casa editrice: Self-publishing
Prezzo: €15.60 (copertina flessibile)
Pagine: 555






Trama
"Ognuno di noi può essere tutto o niente, può essere vita o morte, odio o amore, può essere finzione o realtà. Tu, Ryana, cosa credi di essere stata per Usheen Doherty?"
Il controllo sulle proprie emozioni è una necessità, per Ryana Murphy. La sua esistenza è scandita da regole ben precise, almeno finché Samuel McQueen, reporter con una passione per gli alcolici, irrompe nella sua vita portando con sé dubbi e agghiaccianti sospetti sul passato della famiglia Murphy.
Vivere a Derry, in Irlanda del Nord, non è facile; tra quelle strade, spesso è il credo religioso a fare la differenza. Usheen Doherty indossa una divisa, mentre percorre i quartieri intrisi del sangue di una guerra solo apparentemente sedata e rincorre la giustizia con metodi non sempre convenzionali.
Qualcuno pensa che combatta dalla parte sbagliata, altri credono che la sua missione sia legittima, Solo Usheen sa quale sia la verità.
Sotto la sottile pioggia irlandese, Ryana e Usheen incroceranno i loro destini, lotteranno una contro l'altro per reclamare la vendetta che da anni bramano, fino a illudersi di averla vinta. Le varianti al loro piano saranno numerose, i tranelli insidiosi e la verità brutalmente distorta.
Recensione
Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla e oggi è l'ultimo giorno di gennaio, che è volato velocemente che manco Flash! Ma, io mi chiedo, i mesi ce l'hanno anche loro con questo mood veloce che finiscono prima ancora che tu abbia detto il nome di essi? Forse sarò io, ma il tempo sta passando veramente in fretta.
Comunque, sono tornata per parlarvi del secondo volume della serie R.U.D.E che ho letto a cavallo fra il 2016 e il 2017 e che mi è piaciuto molto, soprattutto perché, tra tutto il resto, tratta di una delle mie più grandi passioni, la danza, e come non leggere un libro che ha sulla copertina un bel paio di punte?

Ryana era una promessa della danza classica finché i dolori alle anche non le hanno impedito di continuare la sua carriera e diventare la prima ballerina, come aveva sempre sperato: ora, a distanza di anni, ha un lavoro a San Francisco che la mantiene, quando può va a ballare a casa della nonna, non ha vita sociale, adora comprare scarpe costose e gli unici incontri con altre persone che non siano i suoi colleghi sono quelli con il Maestro.
Mentre vive una vita tranquilla, qualcuno le fa una proposta che la porterà a casa sua in Irlanda: dovrà aiutare un famoso giornalista, Samuel McQueen, a trovare informazioni sul caso di suo padre, Conor Murphy, e per questo sarà costretta a prendersi un anno sabbatico e trasferirsi nella sua vecchia città, a Londonderry. Nonostante tutto, però, dopo non molto tempo inizia ad apprezzare la sua nuova vita che l'ha portata ad insegnare danza nella sua vecchia scuola e che l'ha portata a conoscere nuove persone: fra queste c'è Usheen Doherty, trentottenne poliziotto che cercherà di scoprire qualcosa su di lei mentre, contemporaneamente, cercherà di mantenere l'ordine nella sua città ed evitare scontri fra i cattolici e i protestanti, ormai in contrasto da moltissimi anni.
Quello che Ryana non aveva previsto era scoprire qualcosa che avrebbe potuto sconvolgere la sua esistenza e scoprire di tenere molto a delle persone a cui non si sarebbe dovuta affezionare, ma in questa città vedrà molti segreti, segreti di cui lei non è a conoscenza e di cui non sono a conoscenza neanche gli abitanti e allora bisognerà imparare a distinguere che cosa è vero da quello che non lo è.

Ryana Murphy è una venticinquenne intraprendente, non permette a nessuno di calpestarla ed è sempre determinata a succedere in tutto quello che fa: è per questo che ha impiegato tempo a riprendersi dopo la fine della sua carriera da ballerina, aveva sempre cercato la perfezione dei movimenti senza prestare attenzione ai segnali che il suo corpo le mandava e adesso eccola qui, costretta a ballare ogni tanto a casa della nonna dopo il lavoro. E' anche una persona un po' altezzosa, non tanto nel senso che si reputa migliore degli altri, quanto più per il fatto che talvolta si reputa in grado di fare cose che dovrebbe lasciar stare, come quando non riesce a chinare la testa di fronte a un fatto tipico della città e reagisce, senza pensare più di tanto alle conseguenze che il suo gesto potrebbe portare.
Quello che si vede dall'esterno è una donna aggraziata, che non lascia nulla al caso e che tiene sempre la testa alta proprio come una ballerina: tutti gli anni di danza classica e la sua tostaggine (se mi passate il termine) l'hanno forgiata per come è adesso, le hanno permesso di diventare una donna forte e determinata a proteggere chi ama, oltre che una donna rigida nel senso che quando vuole sa essere impassibile e severa.

Usheen Doherty è un uomo con molte responsabilità sulle spalle: quando era molto giovane è stato uno dei primi cattolici a entrare nel corpo di polizia della città e per questo non è stato ben visto dal quartiere, oltre che dalla madre che ha iniziato a distanziarsi sempre più da lui; da quando è entrato in polizia ha dovuto affrontare molte situazioni, in primo luogo la faida fra cattolici e protestanti che continua ancora adesso e che fino a non molto tempo prima aveva creato un clima di terrore in città, con bombe e altri tipi di attentati. Ma non ha dovuto soltanto occuparsi della città come poliziotto, anche come uomo di Alexander Fahan, leader della R.I.R.A e suo ex superiore.
E' una persona molto dedita al suo lavoro e calata nel suo ruolo di supervisore tutto il giorno, tutti i giorni, ma è anche un fratello e un cristiano: oltre ad andare a confessarsi ogni 3x2 (non ho mai visto qualcuno andare a confessarsi così tanto spesso quanto lui), si occupa della sua famiglia, di suo fratello Kain, rimasto vittima del conflitto fra le varie fazioni di Derry quando era piccolo; lo vediamo sempre con cancello chiuso che gli permette di essere freddo e calcolatore, ma pian pianino questo cancello inizia ad aprirsi quando incontra Ryana, non riuscirà a rimanere troppo distaccato da lei sebbene sarà in grado di rimanere concentrato sui suoi obiettivi anche in sua presenza. Insomma, sempre dedito alla causa ma anche in grado di concedersi qualche piacere della vita ogni tanto, però dovrà fare attenzione perché si sa che da una semplice avventura può uscire fuori qualcosa che mette le radici nel cuore e sarà suo compito fare in modo che questo non diventi un suo punto debole, visto e considerato dove vive e per chi lavora.

Questo libro non è semplicemente una storia che è in grado di farti coinvolgere e travolgere dagli avvenimenti, non è qualcosa di tanto leggero, così come non lo era neanche poi tanto "Royle" in cui l'ansia di ricordare e mettere i tasselli al loro posto si sentiva molto bene, ma ci permette di avere una sorta di scorcio in una città in cui non era facile vivere spensierati: la storia è ambientata in una delle città più antiche d'Irlanda, Derry o Londonderry, ed è qui che si è creata una lotta molto importante fra la comunità cattolica e quella protestante, lotta che ha provocato molte vittime, soprattutto civili. Ma oltre a queste lotte, quello che ha caratterizzato la città è stato l'uso che si è fatto della giustizia: se, da una parte, la polizia aveva sempre avuto il compito di vigilare sulla popolazione, non fare del male alla gente a caso, dall'altra, molto spesso è capitato che gli stessi vigilanti abbiano ferito e ucciso persone innocenti e che siano stati promossi dopo questi atti al posto che finire in galera. Insomma, per gli abitanti della città non è stato facile vivere tranquilli, non si poteva uscire per strada senza aver paura di incappare in bombe o di non ritornare più a casa.
Tutta questa vicenda ci viene raccontata da Naike Ror, che ci mette di fronte a ingiustizie e a tanto altro, ma, soprattutto, con questa storia ci dà alcune prospettive diverse sulla visione della situazione: da una parte, infatti, abbiamo gli abitanti stessi che ormai si sono abituati a tutto questo e che quasi non ci fanno più caso, se vengono attaccati per la loro religione sanno di non dover reagire per evitare di far arrabbiare qualcuno ai piani alti, sebbene siano comunque sempre preoccupati per quello che potrebbe accadere; dall'altra, abbiamo due prospettive diverse da due persone esterne alla città, una da Ryana, che vede il tutto come una grande ingiustizia e che pensa che sarebbe meglio reagire anziché abbassare la testa di fronte a tutti questi soprusi, e l'altra dal pivellino, un giovane poliziotto che fa parte della squadra di Usheen, il quale ci manifesta la sua paura di far trasferire sua moglie in una città del genere.

Un'altra cosa che caratterizza questo libro, oltre al presentarci una situazione reale seppure romanzata, è l'attenzione posta sulla verità, sui segreti: dal momento in cui arriviamo a Derry insieme a Ryana possiamo notare come ci sia tutto un giro per nascondere agli occhi degli altri la verità, non siamo neanche tanto sicuri che quello che vediamo sia vero, che le persone siano veramente quello che dicono, questo perché quasi nessuno di loro mostra la sua vera identità, i suoi veri sentimenti, c'è sempre qualcosa che impedisce loro di essere se stessi e neanche tu in quanto lettore riesci a distinguere cosa sia vero da cosa non lo sia. La stessa protagonista è alla ricerca della verità sul padre, vuole scoprire cosa è successo veramente, ma possiamo notare come i segreti siano percepibili ma inarrivabili e anche quando arrivi a una verità non la comprendi, a mio parere, nella sua interezza, c'è sempre qualcosa di oscuro perché è la stessa città ad essere oscura: ci sono segreti dappertutto, a partire da quelli come la moglie di qualcuno che se la fa con i colleghi del marito per arrivare a segreti più profondi come quelli collegati alla R.I.R.A e a tutte le altre associazioni.
Quello che ho sentito durante la lettura è stato quel senso di essere sempre più vicini alla verità ma di non poterci mai arrivare perché per comprenderla a pieno ci sarebbe dovuto essere un quadro molto più ampio che io non ho avuto: il fatto anche di non conoscere cosa fosse successo a Derry, il fatto di essere nata in un periodo in cui l'attenzione è stata girata verso il terrorismo a livello molto più ampio di singole città, ha fatto sì che coloro che fanno parte della mia generazione non siano a conoscenza di questi avvenimenti e forse anche per questo alcune cose erano incomprensibili per me, perché non avevo mai sentito parlare di Derry e delle lotte in Irlanda se non qualcosina molto in generale; tuttavia, sono anche convinta che questa sensazione della non tangibilità della verità, della non comprensione, non sia dovuta soltanto alla mia ignoranza in materia, ma proprio in generale a come è stato creato questo libro, al fatto che avendo punti di vista interni noi non abbiamo un narratore onnisciente che ci sa spiegare tutto ma solo delle persone che vivono il tutto in prima persona e che ti lasciano con quel senso del "so-non so" che ti intriga perché quando sei convinto di aver capito ti rendi conto, almeno nel mio caso, di non aver compreso tutto quanto, c'è sempre qualcosa di sfuggente che ti invoglia ad andare avanti a leggere per scoprirne sempre di più.

Concludendo, come al solito la lettura è andata liscia come l'olio, mi è piaciuta molto la storia, come è stata presentata e come si è evoluta, anche se ogni tanto c'erano alcune scene da "Ehi, vi ricordo che qui ci sarebbe una minorenne eh! Giusto per farvelo sapere"; anche questa volta il mistero la fa da padrona e spinge a scoprirne sempre di più, arrivare fino alla fine per comprendere il tutto, anche se devo ammettere che questa volta non c'è stata tanta ansia quanta in "Royle", sì ero curiosa di scoprire la verità ma non tanto quanto con il precedente volume della serie (non so se mi sono spiegata). Tuttavia, mi è piaciuto molto e mi è piaciuto vedere il mondo della danza, nonché anche il mio mondo, in questo libro che vi consiglio di leggere perché è veramente bello, profondo e non proprio una lettura spensierata.
Alla prossima!
Voto:

giovedì 26 gennaio 2017

Recensione Royle

Titolo: Royle
Autore: Naike Ror
Genere: Romantic Dark Suspanse
Casa editrice: Self-publishing
Prezzo: €15.60 (copertina flessibile)
Pagine: 496






Trama
E' inquietante svegliarsi dopo quattro giorni di coma e rendersi conto di essere stata catapultata nove anni avanti nel tempo. Questo è ciò che accade a Daisy: nove anni di vita spariti nel nulla, gli amici più cari, i propri amatissimi genitori, la tranquilla vita di studente liceale. E persino Royle, il suo grande amore. Tutto sparito. Al loro posto, una vita in cui Daisy non si riconosce affatto, una donna che non si sarebbe mai aspettata di diventare, una personalità ammantata di segreti. In un crescendo di tensione ed emozioni, Daisy cercherà di dipanare i misteri che l'hanno travolta e che coinvolgono anche lo splendido e affascinante Royle.
Recensione
Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla e anche oggi nessun Daemon Black è entrato a far parte della mia vita. Ah, come sarebbe bello avere una gioia nella vita, ma quando te ne arriva una bella grande alla fine di un anno, sebbene duri poco, non puoi pretendere che te ne arrivi una subito l'anno successivo perché il karma ragiona così, però, d'altronde, la vita non può mica essere facile altrimenti non ci sarebbe divertimento *la vocina della coscienza:" see, vabbe', e poi? Guarda che una gioia al giorno toglie il medico di torno!"; tu:"Ma stai zitta tu, che poi i medici si trovano senza lavoro! Vorrai mica farli vagare per le strade con le mani in mano?"*
Comunque, a parte gli scherzi, oggi sono tornata per parlarvi di un libro che mi ha stregato, non avrei pensato che potesse piacermi così tanto ed ora eccomi qui, con la testa in pappa a pensare alla sua magnificenza... *si mette a guardare in alto con sguardo sognante**si riscuote* ehm, ma torniamo a noi e vediamo di parlarne.

Daisy si risveglia in un ospedale: non sa esattamente come ci sia finita, sa soltanto che quello che dicono i dottori per lei non ha senso, la chiamano signora Hill e le parlano di un incidente in cantina, ma lei non ce l'ha una cantina... vuole i suoi genitori, vuole Royle, eppure qualcosa nella dottoressa la fa precipitare di fronte a questi suoi desideri: non è il 2005, come crede, ma è il 2014 e lei si è dimenticata di nove anni della sua vita.
Venire a conoscenza di fatti che non si ricorda fossero accaduti la porta in un luogo fatto di disperazione ma anche determinazione perché vuole capire chi è diventata, che ne è stato della sua vita in tutti quegli anni, cosa è successo e cosa l'ha spinta a fare cose che mai avrebbe potuto pensare di fare nove anni prima. Per questo deve ricordare, ma le immagini che arrivano imperiose nella sua mente non sono quelle che avrebbe sperato; e rivedere i volti a lei famigliari senza sapere il perché di tanto astio non la aiuta.
Fra continui flash-black, un alternarsi di avvenimenti nel presente e nel passato, scopriamo la vita di Daisy e Royle nove anni prima, quando erano due ragazzi che si erano ritrovati dopo cinque anni senza le notizie dell'uno e dell'altro, ma scopriamo anche come sono diventati adesso, l'uno un uomo che non sorride, sarcastico e arrabbiato con lei, l'altra una donna che non si ricorda del suo passato ma che sa che ci deve essere stato un motivo valido per spingerla ad abbandonarlo.

La Daisy giovane ci appare come una ragazza matura, intelligente, tranquilla, ma capace di tenerti testa: futura studentessa di Harvard, quando si ritrova di fronte Royle, il ragazzino con cui giocava sempre e che non l'ha più richiamata da quando è partito per l'Europa cinque anni prima, non può fare a meno di riservargli un ostile benvenuto, non vuole vederlo, non intende salire su un'auto se c'è anche lui, non gli parla, però presto è costretta a soccombere ai suoi sentimenti perché, nonostante tutto, se ne innamora e contro l'amore non c'è distanza che tenga.
La Daisy adulta è simile all'adolescente, è sempre molto testarda, determinata a scoprire a tutti i costi cosa è successo in quei nove anni di cui non si ricorda, ma è diventata donna ormai, non è più una ragazzina anche se sembra un cucciolo ferito e spaesato; la cosa che la accomuna alla sua sé più giovane e che l'ha portata a compiere determinate azioni che in questo momento non comprende è l'amore per Royle, non ha mai smesso di pensare a lui e adesso non può fare altro che vedersi rigettare addosso tutto il suo odio, proprio come lei aveva fatto circa nove prima dopo il suo ritorno dall'Europa.
Quello che mi è piaciuto di più in assoluto di lei è stato il suo essere fragile e al contempo forte: non dev'essere facile risvegliarsi e non sapere nulla dei nove anni precedenti, ricordarsi solo sprazzi di una vita che non deve essere stata per niente facile, però dimostra una grande forza nel rialzarsi da quel letto d'ospedale e non piangersi addosso, per poi focalizzarsi sul cercare di capire.

Quando era piccolino, Royle era un bambino cicciottello che giocava sempre con la piccola Daisy e Hastiin: quando il padre ha deciso di mandarlo a studiare in Europa, non è riuscito a mantenere i rapporti con la ragazza di cui era segretamente innamorato, ha sempre e solo parlato con Has per cinque anni, finché non è ritornato a casa. Del ragazzino timido è rimasto soltanto il sorriso, ora è diventato un giovane uomo, alto, muscoloso, bello al punto da far cadere ai suoi piedi tutte le ragazze della scuola, ma è diventato anche scontroso e sarcastico; all'inizio lo vediamo quasi arrabbiato per via di Daisy, ma man mano che i giorni passano lui riesce a creare una breccia nel cuore della ragazza e diventa sempre più determinato a fare le cose per bene, a stare con lei.
Il Royle adulto, tuttavia, non conserva quasi nulla del suo io adolescente: è arrabbiato, pieno d'odio nei confronti del suo vecchio amore ed è diventato come quegli uomini che, delusi dalla propria donna, cercano in tutti i modi di svuotare la mente dal suo pensiero, il che implica, come al solito, che lui si impegni nell'andare a caccia di donne con un unico scopo. Però, dopo nove anni, lui non l'ha dimenticata, il suo amore per lei è sempre lì, solo più in profondità affinché non faccia troppo male: quando la incontra di nuovo, il suo odio risale in superficie e risulta difficile lasciarsi il passato alle spalle; nonostante ciò, nonostante tutti i suoi sforzi, tra il rancore emerge il suo vecchio amore e si sa che i sentimenti non si possono mai spegnere per sempre.
La cosa che mi è piaciuta di più di lui è stata la sua forza, il suo carattere: è un uomo molto determinato, segue sempre quello che ha in mente di fare e, soprattutto, ha saputo tenere testa al padre fingendo di essere accondiscendente per avere il tempo di pianificare la sua vita.

Ultimo personaggio su cui voglio spendere due paroline: Hastiin. Nel trio di amici lui è colui che sta a metà fra i due, che cerca di mediare fra Daisy e Royle quando lui ritorna dall'Europa e ce la mette tutta finché non ci riesce; ma oltre ad essere il mediatore del gruppo sia nel passato sia nel presente, è un uomo genuino, determinato a fare il suo meglio e divertente, un personaggio tutto da scoprire e tanto tanto tanto carino!

Quando mi sono approcciata a questo libro non sapevo cosa aspettarmi, non sapevo cosa avrei trovato perché non ero andata a cercare alcuna informazione, l'unica cosa che sapevo è che c'era un mistero da scoprire: durante tutta la lettura sono rimasta affascinata dalla storia, mi ha completamente catturato la scrittura di Naike Ror a tal punto da finire il libro in quasi metà del tempo che c'era scritto sul mio Kindle e il quasi continuo alternarsi fra passato e presente mi ha incuriosito tantissimo.
Essendo, oltretutto, un Romantic Suspanse il libro è incentrato molto più sul mistero che sulla storia d'amore (a differenza di "Le bugie del nostro amore" in cui di mistero quasi non ce n'è, a mio parere): è vero che nel passato ci si concentra sul rapporto fra Daisy e Royle, su come si evolve la loro iniziale antipatia, ma tutto questo è solo una piccola parte del libro e per il resto del tempo interrogativi la fanno da padroni, la loro storia passa quasi in secondo piano, sebbene sia comunque tutto collegato, per lasciare spazio alla ricerca di ciò che è successo in quei nuove anni che la protagonista non ricorda.
Sono i ricordi che hanno un ruolo importante in tutta la storia: ricordare è fondamentale per riuscire a mettere a posto tutti i tasselli, capire il motivo di molte azioni compiute e dell'odio che tutta la città (o quasi) sembra riversare su Daisy; perdere la memoria può avere effetti distruttivi su una persona perché non sapere è la cosa peggiore che ci possa essere, non sapere ti rende impotente, non hai idea di cosa hai fatto e il motivo delle tue azioni, così come non hai idea di cosa hanno fatto gli altri; non essere a conoscenza di una sola parte della propria vita potrebbe forse essere peggiore del non essere a conoscenza di tutta la propria storia perché è vero che in entrambi i casi ci si scervella per comprendere, ma se si sa che tipo di persona si era prima del blackout potrebbe essere più difficile convivere con le proprie scelte, rispetto al caso in cui non si abbia proprio la minima idea di chi si fosse. E' per questo che possiamo sentire l'ansia attraverso ogni singolo pensiero e ogni singola sensazione, il terrore di scoprire di aver fatto o di aver subito qualcosa di brutto e il rimorso dato dalla consapevolezza di aver fatto del male alla persona amata, seppur non sapendo esattamente le motivazioni e le modalità.
La cosa più bella è stata sicuramente il fatto che i passaggi dal passato al presente mi invogliavano a cercare di capire cosa potesse essere successo in quei nove anni di scarto e cercare di fare tutti i collegamenti necessari: tutto quell'alternarsi di due momenti diversi della vita dei personaggi non ha fatto altro che aumentare la mia curiosità al punto che non sono riuscita a staccarmi perché necessitavo di conoscere; l'unica pecca, che tuttavia non inciderà sul voto finale, è stata il fatto che arrivati a circa tre quarti del libro i capitoli sul passato sono scomparsi, prima si alternavano con il presente e poi puff, volatilizzati, e mi sarebbe piaciuto leggere ancora qualcosina di più, magari arrivare al punto in cui si interrompevano i ricordi anche con la storia stessa, non solo con i ricordi del presente. Ah, e ci sono state un paio di scene in cui mi sono ritrovata a pensare qualcosa del tipo: "Ehi, io sarei minorenne, giusto per ricordarvelo!" perché erano un po'... della serie "vietato ai minori di", ma erano giusto un paio e neanche la loro presenza influenzerà il voto.

Concludendo, questo libro mi è piaciuto moltissimo, lo stile di Naike Ror è coinvolgente e la storia scorre velocemente per via del mistero enorme che bisogna risolvere e per via della concitazione degli avvenimenti che ti mette tanta ansia quanta curiosità.
Insomma, superconsigliato se cercate una storia capace di farvi stare con il fiato sospeso e capace di catapultarvi nella storia stessa.
Voto:

martedì 24 gennaio 2017

Recensione C'è qualcosa nei tuoi occhi

Titolo: C'è qualcosa nei tuoi occhi
Autore: Amabile Giusti
Genere: New Adult
Casa editrice: Amazon Publishing
Prezzo: €9.99 (copertina flessibile)
Pagine: 334






Trama
Francisca Lopez è un angelo nero impossibile da conquistare: nel suo passato c'è dolore, violenza subita e inflitta, c'è la delinquenza e c'è il carcere. E c'è un solo uomo, Marcus. Con lui ha condiviso la parte più oscura di sé.
Ma ora Marcus se n'è andato, ha scelto di seguire Penny, la dolce ragazza dalle ciocche pastello per la quale ha deciso di cambiare vita, e Francisca deve costruirsi una nuova identità.
Per farlo, sceglie Amherst, la città di Emily Dickinson, perché la poesia è stata la sua segreta ancora di salvezza. Se poi all'università il corso di poesia contemporanea è tenuto da Byron Lord, un professore giovane, seducente e con un nome decisamente profetico, affascinato dai suoi "occhi di petrolio", la vita di Francisca può davvero sperare in una svolta.
Tra i due nasce uno strano e delicato rapporto: una tenera alchimia d'amore che rischia a ogni momento di essere spazzata via dai segreti di entrambi e dalle tante fragilità di Francisca. Una storia destinata a incrociarsi con la nuova vita dell'indimenticato Marcus e della rivale Penny, in un finale dolcemente inaspettato.
Il sequel di "Tentare di non amarti" ci racconta una nuova vicenda d'amore e riscatto: un viaggio profondo e toccante nell'animo inquieto dei suoi protagonisti così diversi... così uguali.
Recensione
Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla e oggi sono particolarmente contenta perché ritorna "Quantico" e io non vedo l'ora di vedere la puntata, visto e considerato come è finita quella prima della pausa (ovvero malissimo e con mille dubbi).
A parte questo, oggi sono tornata per parlarvi di questo libro di Amabile Giusti, il seguito-non seguito (non so come definirlo) di "Tentare di non amarti" che ha come protagonista Francisca, un personaggio che inizialmente mi era stato molto antipatico e che, con questo volume, è riuscito poi a farsi apprezzare molto di più.

Se prima Francisca era convinta che sarebbe andata via con Marcus e avrebbe vissuto per sempre con lui, ora si ritrova invece delusa e arrabbiata perché lui l'ha lasciata per un'altra.
Nonostante tutto, è riuscita ad andare avanti con la sua vita e adesso va all'università: un giorno si imbatte in un uomo con capelli lunghi e l'aria di chi si è divertito molto durante la notte, ma quello che non si sarebbe mai aspettata è che lui fosse il suo professore, e non un professore qualunque, ma quello di poesia, quella che l'ha aiutata molto mentre era in carcere. Ed è così che fra i due si instaura un rapporto particolare, di quelli che non dovrebbero vedersi fra un insegnante e la sua alunna, ma nessuno dei due può farci molto, sono indubbiamente attratti l'uno dall'altra e potrebbe non essere solo un'attrazione fisica ma qualcosa di più, qualcosa che sta nascendo in un campo minato perché, da una parte, lei è rimasta scottata a causa di Marcus, che è stato l'unico suo ragazzo, mentre lui, dall'altra, custodisce un segreto di cui quasi nessuno è a conoscenza e cosa succederebbe se Fran, o come la chiama lui "occhi di petrolio", venisse a saperlo? Lo vedrebbe sotto una luce diversa o riuscirebbe a guardarlo sempre allo stesso modo?
Entrambi hanno alle spalle storie complicate, ma dovranno riuscire a mettere i loro drammi da parte, se veramente ci tengono l'uno all'altra.

Francisca l'abbiamo conosciuta nel precedente volume come una ragazza tosta, capace di intimidirti con un solo sguardo e incenerirti se non le stai molto simpatica: sin da quando era piccola la sua vita non è stata facile, si è trovata fra le mani un patrigno non molto carino con lei (e chi ha orecchie per intendere intenda) e in risposta ha bruciato la casa con lui dentro, così ha incontrato Marcus e da allora le loro strade non si sono più separate, fino a che entrambi non sono finiti in carcere e dopo è cambiato tutto; se già prima era una ragazza che ha sofferto molto e che ha sempre agito prendendo forza dall'odio, si può capire come sia rimasta dopo il suo abbandono, di certo non felice e con il desiderio di riprenderselo. Ma incontrare Byron la porterà a capire veramente quali siano i suoi sentimenti e questo porterà con sé anche un cambiamento perché da ragazza determinata, forse un po' vendicativa e super tosta, diventerà una donna determinata ad andare avanti con la sua vita, pronta a lasciar andare il passato e vivere nel presente, consapevole dei suoi sentimenti e una Fran molto meno sofferente, più sorridente e serena.

Byron Lord è un uomo molto particolare: all'apparenza può sembrare uno di quei tipi che stanno alzati tutta la notte, di quelli che chiedono una donna e qualcuno gliela serve su un piatto d'argento, ma quando lo conosci puoi vedere come sia una persona genuina, innamorata del suo lavoro e della poesia che permane in ogni momento della sua vita, in ogni pensiero; è sempre gentile, se ha qualcosa da dire cerca di dirtelo nel modo più gentile possibile e se gli dai fastidio ci mette un po' meno gentilezza, però sa anche essere pessimo quando si tratta di far capire a una donna che non le interessa perché ha una voce che ti fa venire voglia di cavarti le orecchie (sempre che si possa dire cavarsi le orecchie...) e perché è tua nonna che te la impone solo per via della sua ricchezza.
E', tuttavia, un uomo che nasconde un grande segreto: tutti sanno che è stato sposato, ma nessuno sa esattamente cosa sia successo alla moglie ed è proprio questo che lo tormenta, ogni volta che sta con Fran non può fare a meno di ricordarsi di quello che è successo, di sentirsi in colpa, ma al contempo non riesce a non pensare a lei, a come sarebbe passare le giornate con lei accanto.
La cosa che mi ha colpito di più di lui è stato il fatto che dietro a una figura da Don Giovanni, si nasconde un animo puro e buono, un uomo che fantastica su una donna non in maniera volgare ma attraverso le poesie e, secondo me, è una cosa molto bella perché in genere si legge soltanto di pensieri normali, mentre in questo caso sono proprio romantici e sanno un po' di vecchio, nel senso che a nessuno, guardando gli occhi di una donna, verrebbe mai in mente una poesia, tutt'al più uno dice: "Che belli, meravigliosi", ma mai qualcosa di più poetico.

Un elemento che mi ha fatto molto piacere sono stati i (pochi) capitoli raccontati dal punto di vista di Penny o Marcus perché, mentre si collegavano in un qualche modo alla storia che stavo leggendo, permettono un ex cursus sulla loro vita, come si sono adattati a vivere alla fattoria, come vivono il loro amore e tanto altro: ecco, questo l'ho apprezzato tantissimo perché molte volte mi chiedo che cosa avranno mai fatto i nostri beniamini dopo la fine del libro, qual è il piano dell'autrice o dell'autore per loro e vedere degli sprazzi, vedere dei momenti della loro vita mi permette di mettermi l'anima in pace, anche se ovviamente la curiosità cresce e inizio a dire: "Pensa se si sposassero... Pensa se avessero dei figli... Pensa se..." e allora necessiterei di qualche informazione in più perché, come vi ho già detto molte volte, io e la curiosità insieme siamo la morte del mondo, come quando la gente ti dice: "Devo dirti una cosa" e poi "Ma no, lascia stare" e tu, normalmente, saresti arrabbiato perché eri pronto per una confessione di qualcosa, mentre io mi rodo dentro dalla curiosità, ho bisogno di sapere per vivere!
Quindi, incontrare nuovamente i nostri Pencus, Marny... vabbe' questa ship mi sa che non ha nome... ma torniamo a noi, incontrarli nuovamente mi ha fatto molto piacere perché li vediamo innamoratissimi ma anche timorosi di allontanarsi. E sono troppo bellini insieme,

Questa storia, come tutte le storie del genere che sto leggendo ultimamente, non è una semplice storia d'amore, dove lui incontra lei, lei si interessa a lui ma inizialmente non vuole cedere e alla fine, dopo un corteggiamento degno dei poeti siciliani o dei trobadori del trecento (sono un po' ironica), si mettono insieme, è un po' più complicato di così.
Questa è una storia di riscatto, di imparare a capire anche quali sono i sentimenti, distinguerli l'uno dall'altro: dico riscatto perché vediamo Fran che inizia a riscattarsi da quello che era diventata a causa delle delusioni, dell'odio, diventa una donna diversa, più matura e meno tendente a picchiarti se la infastidisci perché capisce che non è una brutta persona, non può pensare che lei è così e basta, ma capisce che se lo desidera può cambiare e diventare una persona più solare e meno immersa nell'odio; ma una cosa importante che sta alla base della storia sono i sentimenti, quelli che è facile fraintendere perché talvolta siamo portati a credere che quello che proviamo per una persona sia amore quando è sì amore, ma un amore diverso, quasi platonico, di quel tipo che si instaura tra amici, che ci fa pensare di essere invincibili perché abbiamo trovato qualcuno che ci capisce e ci dà corda, ma il vero amore, quello che generalmente ha la A maiuscola, è quello di chi può anche remarti contro e fermarti perché ci tiene a te e non vuole che tu compia azioni di cui potresti sempre pentirtene, oltre che appoggiarti.

Concludendo, mi è piaciuta molto la storia di Francisca, ho capito meglio anche il perché di certi suoi comportamenti che abbiamo visto in "Tentare di non amarti" e per questo mi è stata un po' più simpatica; come per il precedente volume, la lettura scorre liscia come l'olio e c'è sempre qualcosa da scoprire, qualche dettaglio del passato che non viene rivelato fino alla fine e che ti fa stare con il fiato sospeso perché hai paura che possa accadere qualcosa che sai non ti piacerà.
Forse, non mi è sembrato tanto bello quanto il suo predecessore ma la sua bella figura la fa ed è interessante vedere l'evoluzione di Fran e della storia in base a quello che succede nelle vite dei personaggi.
Voto:

lunedì 23 gennaio 2017

The Courtship Book Tag

Buongiorno! Dunque, oggi sono tornata con un nuovo Book Tag per la seconda settimana consecutiva perché, visto che ormai è ricominciata la scuola da due settimane, c'è tanto da fare, ho un sacco di cose da preparare e non volevo neanche imbarcarmi in qualcosa che mi avrebbe preso troppo tempo per prepararlo a discapito dello studio. Quindi, eccomi qui con questo Tag che avevo già preparato da un po' di tempo e che ho trovato su YouTube.

Fase 1: Attrazione iniziale, un libro che hai comprato per la sua copertina
Quando ho visto questo libro in una libreria mi ha subito attratta la cover, ma non l'avevo comprato perché ne avevo già comprato uno e non mi sembrava il caso; quando poi l'ho ritrovato al supermercato con il 15% di sconto non ho saputo resistere.

Fase 2: Prima impressione, un romanzo che hai comprato per la sua trama
Già la cover mi aveva catturato, ma la trama mi ha fatto decidere di leggerlo perché trovavo interessante la questione de "35 ragazze, 1 principe, solo una vincerà".

Fase 3: Parole dolci, un libro con una bella prosa
Okay, questo libro è pura poesia, la Mafi è riuscita a narrare la storia proprio come se fosse stata una poesia, dandole un ritmo che non avevo mai trovato in nessun altro libro.

Fase 4: Primo appuntamento, il primo libro di una serie che ti ha fatto venir voglia di proseguirla
Inizialmente, la prima volta che avevo trovato questo libro su Amazon, non gli avrei dato una cicca, ma poi quando l'ho letto me ne sono innamorata e non ho resistito a leggere il seguito. Ho anche già letto "Cress" e ho bisogno dell'ultimo volume. Adesso.

Fase 5: Chiamate a tarda notte, un libro che ti ha tenuta sveglia tutta la notte
Dopo aver finito di leggere ACOMAF non sono riuscita a dormire: continuavo a pensare al finale, a Tamlin, Rhysand e Feyre, a tutto; mi sentivo svuotata e quella notte ho faticato tantissimo ad addormentarmi.

Fase 6: Sempre nella mia testa, un libro al quale non puoi smettere di pensare
Diciamo che non smetto di pensare a tutta la saga e a Daemon Black, in particolare: una volta ho persino sognato Dee e il nostro bellissimo alieno! 

Fase 7: Contatto fisico, un libro che risulta bellissimo al tatto
Mi piace moltissimo toccare questo libro perché la parte rossa è opaca, mentre i soli e le altre figure nere sono lucidi ed è una bella sensazione passare dall'opaco al lucido, senza contare il fatto che il titolo è leggermente in rilievo.

Fase 8: Incontrare i genitori, un libro che hai consigliato ai tuoi amici e alla tua famiglia
In genere non consiglio molto spesso dei libri perché non ho molte occasioni per propinare i miei libri preferiti a parenti e amici, ma questo è quello che ho consigliato di più (a mia madre, a tre mie amiche).

Fase 9: Pensare al futuro, un libro o una serie che sai che rileggerai prossimamente
Onestamente, ce ne sarebbero tanti di libri che vorrei rileggere, ma quello che rileggerei per primo sarebbe "So che ci sei" perché la storia mi è piaciuta veramente tanto e ho bisogno di rivedere Kelly.

Bene, per oggi è tutto, noi ci vediamo domani con una nuova recensione.
A domani!

venerdì 20 gennaio 2017

Recensione Basta un istante per ritrovarsi

Titolo: Basta un istante per ritrovarsi
Autore: Megan L. Collins
Genere: Contemporary Romance
Casa editrice: Self-publishing
Prezzo: €0.99 (ebook)
Pagine: 257






Trama
Sara è una sognatrice, una persona che ama trascorrere il suo tempo creando poesie. Ha una vita tranquilla e appagante, fino a quando un giorno esce di casa ignara di ciò che le capiterà. Salendo sull'autobus che la condurrà a un colloquio di lavoro farà un incontro inaspettato. I suoi occhi si scontreranno con quelli di un giovane attraente e bellissimo. Quel ragazzo, Nicola, la inviterà a un concerto locale. La sua vita non sarà più la stessa non appena metterà piede nel bar. Lì scoprirà che Nicola è il chitarrista di una band molto quotata in città e scoprirà che il sexy e affascinante cantante è il suo gemello.
Sara si ritroverà così a provare una forte attrazione per Dennis. Occhi blu come la notte, tatuato e sexy da morire. Ma con un passato complicato alle spalle. Trai due nascerà un amore potente, ma la loro felicità non durerà molto. Qualcosa cambierà i loro destini. Riusciranno a ritrovarsi? E l'amore riuscirà a  curare ogni cosa?
Recensione
Buongiorno! Qui è di nuovo la vostra Katy e sì, oggi mi dovrete sopportare una seconda volta, non vi spiego il motivo perché è troppo complicato da spiegare (diciamo che sono una cretinetti e ho detto tutto)...
Comunque, oggi, in questa seconda edizione straordinaria, sono tornata per parlarvi di un libro che mi è piaciuto ma non poi così tanto, è una semplice storiella d'amore, senza troppe pretese, in cui il dramma americano fa da padrone e in cui i personaggi e gli avvenimenti hanno luogo in tempi brevissimi che manco Flash riuscirebbe a fare così tanto in così poco tempo.

Sara sta andando a un colloquio di lavoro quando, sull'autobus, incontra un ragazzo molto carino, Nicola, che la invita a veder suonare lui e la sua band quella sera stessa; insieme a Eleonora, la sua coinquilina, vanno al locale dove suonerà il gruppo e entrambe cadono ai piedi di due membri della band: Dennis, gemello di Nicola, e Fabio. Mentre la storia fra la sua amica e quest'ultimo sembra andare a gonfie vele, Sara si sente sempre più attratta dal cantante e, al contempo, non vuole ferire i sentimenti del gemello perché sa che lui ha un certo interesse per lei.
Dopo aver appurato la pazzia di questi, Sara e Dennis decidono di vivere la loro storia d'amore a dispetto di tutto e tutti, ma la fama di donnaiolo del suo ragazzo la porterà ad ingelosirsi quando vedrà delle foto caricate da qualcuno sulla pagina Facebook della band e da questo punto le cose non si faranno più semplici.
Dennis dovrà affrontare il gemello e il suo passato, mentre Sara dovrà affrontare il suo presente e la realtà.

Sara è una ragazza di ventitré anni che ama scrivere i testi delle canzoni, ma che sa di doversi trovare un lavoro prima di realizzare, eventualmente, il suo sogno: è molto semplice, non si fa mettere tanti grilli nella testa, ma quando si trova davanti a un certo ragazzo smette di ragionare, non riesce più a parlare (come gli uomini delle poesie di Cavalcanti, che si ammutoliscono di fronte allo splendore della donna-angelo che passa loro davanti) e arrossisce, eccome se arrossisce. Da questo incontro non sarà più la stessa, in men che non si dica i suoi sentimenti cresceranno per lui alla velocità della luce, fino ad arrivare al punto in cui non riuscirà quasi a fare a meno di lui: sarà innamorata persa.
Insomma, è una ragazza normalissima, con un sogno gigantesco e difficile da realizzare, ma capace di farsi andare il cervello in pappa in due secondi quando si tratta di Dennis: è questo che mi ha dato un po' fastidio di lei, il fatto che sia praticamente caduta ai suoi piedi nell'arco di tre secondi! Ora, io non credo nel colpo di fulmine, forse sarò troppo piccola per capirlo, ma non ci credo e quando leggo di personaggi che si innamorano alla velocità della luce e che dopo tre secondi sono già pronti a giurare il loro amore eterno mi cadono le braccia; forse sarò io, anzi sicuramente, però mi dà fastidio, mi sembra che tutto sia fatto troppo in fretta e non mi piace, bisogna prendersi i propri tempi!

Dennis, invece, è il tipico ragazzo bello e dannato con un passato difficile: senza padre, ha vissuto sempre e solo con la madre e con il gemello, con cui non andava neanche poi tanto d'accordo, poi, a un certo punto della sua vita, ha deciso di fondare una band e di cercare di diventare famoso con loro. Non avrebbe mai immaginato che una ragazza avrebbe potuto ribaltare il suo mondo e fargli mettere la testa a posto in men che non si dica (e nemmeno io l'avrei immaginato): lei è diventata il suo mondo, la sua aria, non riesce a farne a meno, ne è attratto come se fosse una calamita, ma deve fare i conti con la realtà, con suo fratello che vuole la ragazza per sé e che non vuole che ancora una volta il fratello gli rubi una persona a lui cara (parole sue).
Anche lui, per quanto figo possa essere stato, alcune volte mi ha fatto proprio salire il crimine perché, andiamo, già pensare a una convivenza dopo meno di un mese? Cos'è volete rubare il titolo di uomo più veloce del mondo a Barry Allen? Ma andate con calma che non morite domani!

Infine, ultimo personaggio che vi presento brevemente, abbiamo Nicola: apparentemente è un ragazzo dolce, premuroso, intelligente e tranquillo, ma dietro quella faccia da bravo ragazzo si nasconde una persona piena d'odio, odio per sé, per sua madre e per suo fratello, che si è sempre sentito non voluto da coloro a cui voleva bene e questo non l'ha certo aiutato. Oggi è diventato piuttosto pericoloso, per tentare di tenersi accanto Sara cerca di fare di tutto per allontanarla dal fratello, insinuandole mille dubbi sulla fedeltà del ragazzo e cercando di farle capire quanto lui possa essere sbagliato per lei perché la farà solo soffrire.
E' un ragazzo che ha dovuto convivere con il fatto di ricordare costantemente alla madre il padre, colui che la picchiava, e non è stato facile per lui, si è sentito rifiutato dal sangue del suo sangue ed è diventato così come ci viene presentato, bello fuori ma brutto dentro, fa uso di droghe e beve e un po' mi ha fatto pena, poverino non è che sia diventato quello che è diventato per scelta sua, ma perché gli altri non l'hanno fatto sentire accettato.

Insomma, questa è una storia molto leggera, niente di che effettivamente, ma quello che caratterizza il tutto è la velocità con cui avvengono le azioni: in primo luogo gli avvenimenti mi sono sembrati precipitarsi uno dietro l'altro molto velocemente, non c'era il tempo di metabolizzare qualcosa che accadeva subito altro e mi sono ritrovata sballottata da una parte e dall'altra, non c'era tempo di prendere fiato, senza contare il fatto che alcune scelte narrative mi hanno fatto storcere il naso perché troppo drammatiche, mi ricordavano molto uno di quei film americani in cui i protagonisti sono così sfortunati che nel giro di pochissimo tempo si ritrovavano davanti una serie di sfortunati eventi (citazione implicita) in men che non si dica; in secondo luogo, ho avuto l'impressione che la storia d'amore fra Sara e Dennis andasse troppo veloce, ma davvero troppo! Capisco tutto, posso capire che siano stati colpiti da un colpo di fulmine bello potente, ma non vi sembra esagerato dopo un mese pensare di non riuscire a resistere un secondo di più senza l'altro al punto da pensare a quanto sarebbe bello vivere insieme? E meno male che a qualcuno si accende la lampadina del "forse è troppo presto". Per non parlare di quanto poco ci abbiano messo a pensare quelle due paroline magiche! Cioè, forse sarò troppo piccola per capire, ma come si fa dopo neanche un mese a dire con certezza quello che si prova? Di sicuro io ci metterei molto di più, prima di aprirmi mi prenderei tutto il tempo del mondo per capire, però, a quanto pare, per tutti questi personaggi sembra che il colpo di fulmine arrivi e che dopo tre secondi tutti siano già innamorati: ripeto, sicuramente questo è qualcosa che è legato a me, a come sono fatta io, però non ce la faccio ad essere obiettiva di fronte a certe cose, mi sembra sempre tutto troppo... troppo, punto. Non riesco a comprendere come due persone possano quasi giurarsi amore eterno dopo pochissimo tempo, proprio non ci arrivo: magari, quando sarà capitato a me lo potrò capire, ma per il momento leggere di tutta questa fretta mi dà solo fastidio perché, insomma, non muore nessuno se si aspetta un po' di più! Come la protagonista che a inizio libro si lamentava di essere una ventitreenne con la V-card ancora intatta, che poi pensa di andarci piano con il ragazzo e che alla fine finisce per dar via la grande V alla prima occasione: lo sapete che siamo dotati di una cosa che si chiama tempo? Non c'è mica un tridente che minaccia di pungerci il sedere se non ci sbrighiamo a fare certe cose, possiamo prenderci tutto il tempo che vogliamo! Abbiamo il tempo da riempire e allora facciamolo, vediamo di goderci tutti gli attimi della nostra vita al posto di bruciare le tappe.

Concludendo, nonostante molte cose non mi abbiano fatto impazzire e nonostante mi sia sembrato un susseguirsi troppo veloce di avvenimenti, devo ammettere che è stata una lettura abbastanza carina, un po' come Ranuncolo, a tratti tenero, a tratti capace di farti salire l'avada kedavra.
Una lettura semplice, senza troppe pretese, che scorre velocemente e adatta per passare un pomeriggio in tranquillità.
Voto:

Release Blitz: Razov, Giovanna Roma

Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla e oggi edizione straordinaria perché vi porto una sorpresina tanto carina (che poi sorpresina non è perché l'avete già capito dal titolo ma pazienza), ovvero il primo Release Blitz che ospita questo blog e in cui vi presenterò il nuovo romanzo di Giovanna Roma, "Razov", secondo della serie dark "Deceptive Hunters".

Titolo: Razov
Serie: Deceptive Hunters #2
Autrice: Giovanna Roma
Casa editrice: Self-publishing
Genere: Dark Romance
Data pubblicazione: 17 gennaio 2017
Formato: e-book
Prezzo: Special price €1.99 dal 17 al 24 gennaio (in seguito il prezzo sarà di €2.99)
Pagine: 200 (dipende dal dispositivo e-reader utilizzato)
Sinossi
Poche cose mi interessano davvero: le banconote si grosso tagli e le armi. Tutto quello che non è compreso in queste due categorie è tagliato fuori.
Lisa Petrova rientrava nella seconda.
Era la scelta per sbaragliare la concorrenza e rafforzare il mio Impero. Era la garanzia da caricatore d'arma d'assalto a vita.
Poi mi è esplosa tra le mani. La sicura che la conteneva si è sganciata. Inganni e segreti sono saltati in aria. Il mondo di entrambi si è capovolto. Strano a dirsi, ma non potevamo essere più distanti di così.
Era convinta che fossi il mandante della Morte, mentre io concedo, ai popoli in lotta, il potere di difendersi.
Se non lo credete, avete un'errata concezione di ciò che è giusto e sbagliato.
Permettetemi di aggiustarvi.

Aggiungilo alla tua WL su Goodreads: http://bit.ly/2hEHvTp

🔹BOOKTRAILER🔹: https://youtu.be/x1ICjJ0Hy6w

Opere precedenti
La mia vendetta con te (dark romance)
Il Siberiano (dark romance)
Il patto del marchese (regency)
Adam (dark romance, Deceptive Hunters Series #1)

Teaser

Excerpt Reveal - Deceptive Hunters #2 - Razov, Giovanna Roma
"Quanto credi che gli importi di una misera dottoressa di terz'ordine?" Allunga un braccio dietro di sé, indicando il resto degli invitati. "Tu sei sotto di lui, come sotto chiunque in questa festa."
Li guardo uno a uno. Pochi sembrano badare a noi.
"Sei uno strumento, un mezzo per un fine. Vali meno di niente e morta saresti rimpiazzata in un baleno. Non importa se Razov ti presenti come il suo nuovo asso nella manica, se ti veste dei gioielli di famiglia..." dicendolo, brucia con uno sguardo disgustato il mio collier. "O se ti regala il più indecente dei vestiti. La sua mente è un meraviglioso pozzo di atrocità, non conosce il fondo, rinnega la decenza, ogni forma di umanità e tu sei indegna di tutto questo e te ne accorgerai quando non avrà più bisogno di te. Potrai scappare, rintanarti in capo al mondo, ma lui ti scoverà. Non esisteranno mai delle porte chiuse per Razov, sussurri che gli sfuggiranno. Ti troverà, odorando la tua paura e distruggerà chiunque cerchi di nasconderti."

Giveaway
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Biografia Autrice
Sono nata e cresciuta in Italia e viaggiato sin da bambina. I generi che leggo spaziano tra thriller, psicologia, erotico e dark romance. Anche quando un autore non mi convince, concedo sempre una seconda possibilità, leggendo un altro suo libro. Sono autrice dei romanzi "La mia vendetta con te", il suo sequel "Il Siberiano", la serie "Deceptive Hunters" e lo storico "Il patto del marchese".

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Bene, il post finisce qui: spero di avervi incuriosito e ringrazio Giovanna Roma per avermi chiesto di ospitare una tappa del Release Blitz.
Passate un buon weekend: alla prossima!

giovedì 19 gennaio 2017

Recensione Tentare di non amarti

Titolo: Tentare di non amarti
Autore: Amabile Giusti
Genere: New Adult
Casa editrice: Amazon Publishing
Prezzo: €9.99 (copertina flessibile)
Pagine: 340






Trama
Penelope ha ventidue anni ed è una ragazza romantica e coraggiosa con una ciocca di capelli rosa e le unghie decorate con disegni bizzarri. Orfana, vive con la nonna malata nella misera periferia di una città americana, e ha rinunciato al college per starle vicina. Di notte prepara cocktail in un locale e di giorno lavora in biblioteca. Aspetta l'amore da sempre, quello con la A maiuscola. Un giorno Marcus, il nuovo vicino, entra nella vita di Penny come un ciclone, E' tutt'altro che l'eroe sognato: ha venticinque anni, è rude, coperto di tatuaggi, ha gli occhi grigio ghiaccio e un piglio minaccioso, E' in libertà vigilata e fa il buttafuori in un club. Tra i due nasce subito ostilità e sospetto ma, conoscendosi meglio, scopriranno di avere entrambi un passato doloroso e violento, ricordi da cancellare e segreti da nascondere.
Una storia d'amore e rinascita, dolce e sensuale, tragica e catartica. L'incontro di due anime profondamente diverse darà vita a un amore che guarirà il dolore e l'odio del passato.
Recensione
Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla e qui oggi c'è un sole che spacca le pietre: ma siamo sicuri che sia inverno? Quasi quasi potrei mettermi fuori a leggere... no, scherzavo, fa comunque freddo nonostante il sole.
Comunque, oggi sono tornata con la recensione di un libro che mi ha stupito abbastanza: avevo già adocchiato "Tentare di non amarti" da tempo, ma il mio entusiasmo era un po' scemato quando avevo letto alcune recensioni non proprio positive che parlavano di un libro con molte scene di quel tipo e descritte con troppi particolari (o comunque qualcosa del genere, non mi ricordo esattamente cosa avevo letto, scusatemi). In ogni caso avevo deciso di leggerlo e constatare o meno se quello che avevo letto fosse vero e sono rimasta piacevolmente sorpresa, mi è piaciuto molto e non è come "After", quelle scene lasciano moltissimo spazio all'immaginazione e io sono stata contenta di questo perché non avevo voglia di saltare le pagine, come faccio di solito,

Penny vive in un piccolo appartamento con la nonna malata: è da sola, non ha fratelli, zii e i suoi genitori sono morti molti anni fa, così lei è costretta ad occuparsi di tutto ed è costretta a tenersi un lavoro non molto bello in un pub solo perché è vicino a casa sua; inoltre, è perseguitata da Grant, un ragazzo che l'aveva avvicinata facendole credere di essere un vero gentleman, quando voleva solo una cosa, e, dopo il suo rifiuto, ora non smette di importunarla. Ma la sua vita cambia nel momento in cui incontra Marcus, un venticinquenne che abita nella mansarda del suo palazzo: non smette di pensare a lui, lui le piace e i suoi sentimenti cresceranno pian pianino fino a diventare molto profondi, ma Penny sa molto bene che il suo cuore appartiene a un'altra e che lei non potrà mai competerla. Però decide di stargli comunque vicino, di aiutarlo a rimanere in contatto con Francisca, per i due mesi in cui lui rimarrà in quella casa.
Anche Marcus, tuttavia, inizierà a provare dei sentimenti per lei, si scoprirà a fare pensieri che non dovrebbe fare e, nonostante tutto, la troverà simpatica, ma non può lasciarsi andare perché lui è sempre stato e sempre sarà l'uomo di Francisca. Forse...

Penny è una ragazza un po' stravagante, è piccolina e sembra una fatina, si veste anche in modi un po' strani, talvolta, ma è una persona dal cuore d'oro: non solo si impegna ogni giorno per occuparsi della nonna e per andare a lavoro, ma si impegnerà anche ad aiutare Marcus con la sua ragazza e con il signor Malkovich, colui che ogni tanto gli fa visita per controllare il suo comportamento; in cambio di tutto quello che fa non vuole mai niente, l'unica cosa che vuole è qualcuno che la difenda da quello psicopatico di Grant, ma nulla di più. E' sempre solare, non si perde d'animo, anche se ci sono momenti della sua vita in cui non riesce a non crollare e a chiedersi il perché.
Quello che mi è piaciuto di più di lei è stata la sua forza: è molto determinata e non si fa sottomettere facilmente, è una vera forza della natura e sa rispondere a tono, non si fa scoraggiare e sa essere sarcastica; insomma, è una tosta.

Marcus è un omone grande e grosso, quasi due metri di muscoli, e ha l'aria di chi sarebbe capace di spezzarti con la forza del pensiero: sin da quando era bambino ha vissuto insieme alla madre senza un padre, chiuso in una stanza mentre lei andava con uomini per guadagnare qualcosina; poi, un giorno, ha reagito ai soprusi a cui era costretta la madre e questo lo ha portato a conoscere Francisca e a commettere quel reato che lo ha portato in prigione quattro anni prima. Ora che è uscito, si è stabilito in una mansarda in cui intende rimanere solo due mesi, fino al momento in cui la sua Fran uscirà dal carcere e allora potranno andarsene.
E' un uomo molto forte, talvolta può risultare antipatico perché ha dei modi molto rudi da scaricatore di porto ed è molto diretto, però ha un animo buono: sebbene sia fermo sulle sue convinzioni, queste iniziano a vacillare, inizialmente impercettibilmente, quando incontra una certa fatina, un certo elfo, una certa creaturina o come la volete chiamare, che lo cambierà. gli farà compiere azioni che non avrebbe mai compiuto e gli farà pensare cose che non avrebbe mai pensato.

So che nella precedente recensione avevo detto che non amavo più di tanto quelle storie in cui i protagonisti si giurano amore eterno (a voce oppure no) dopo pochissimo tempo, però in questo caso non mi ha dato fastidio perché non mi è sembrato che il tutto fosse troppo veloce, anzi mi è sembrato che fossero passati addirittura molti più di due mesi, non ho sentito quel senso di stordimento perché tutto si era succeduto troppo in fretta, ma gli avvenimenti si sono succeduti in maniera così tranquilla da non infastidirmi, anche perché i sentimenti di Penny hanno subito un lento crescendo, non ha ammesso a se stessa di amarlo dopo tre secondi, ma c'è voluto comunque del tempo. Comunque, questo era solo per precisare, niente di che.
Una cosa che mi ha sorpreso alla grande sono state quelle scene: io ero già partita col pensare che si sarebbe rivelato un altro "After" da quel punto di vista per via di quello che avevo letto in una recensione, ma mi sono dovuta ricredere perché, sebbene ce ne sia qualcuna, non sono troppo esplicite, lasciano molto spazio all'immaginazione e io queste cose le apprezzo perché nei casi in cui vengono descritte in maniera troppo dettagliata c'è sempre il rischio di finire in mezzo al volgare, il che è una cosa che non sopporto. Quindi questo è un enorme punto a suo favore.

Quella che potrebbe essere una storia molto leggera, in realtà è molto profonda: il rapporto che si instaura fra una ragazza semplice, quasi banale, normalissima, e un ex detenuto, rude e molto diretto, è uno di quei rapporti che ti fanno battere il cuore e forse ti illudono un po'. Ti fanno battere il cuore perché la complicità che si crea fra loro è qualcosa di unico, si scambiano battute e occhiate significative e non si rendono neanche conto appieno di quanto si stiano avvicinando; ti illudono perché sei portato a credere, in quanto essere umano, al lieto fine, a un mondo in cui anche se sei "banale", se non ti distingui dalla massa o ti distingui troppo, puoi essere amato per quello che sei veramente da qualcuno che generalmente non si vedrebbe con i tipi come te (che poi, chi l'ha detto che fra gli uomini esistono tipi? Siamo sempre fatti tutti della stessa materia, che male c'è a distinguersi? Sai che noia se fossimo tutti uguali) e uso il verbo illudere perché non succede sempre così, talvolta non trovi qualcuno che ti accetti per come sei e quando lo trovi scopri che è come tutti gli altri, che la situazione non cambierà mai; ma questa illusione presto si trasforma in speranza perché con tutte le tue forze sei portato a credere che al mondo qualcuno che ti voglia ci sia, speri un giorno di poter trovare qualcuno come Marcus, forte e determinato a proteggerti perché da sola il lavoro è troppo duro, da sola non puoi tenerti tutto dentro e pretendere di stare bene, di essere felice, perché semplicemente non puoi. Non si può tenere tutti i problemi sulle proprie spalle, senza un aiuto, perché prima o poi si crolla e ci si ritrova l'ennesima volta con la realtà che sghignazza davanti a noi: e allora cosa possiamo fare? Sperare. Non c'è nessun'altra cosa da fare se non sperare ed essere forti e determinati nel cercare di trovare qualcuno che porti un po di luce nelle nostre vite.
La speranza è un messaggio che io ho trovato in questo libro: Penny spera con tutto il cuore che Marcus ricambi i suoi sentimenti e che decida di rimanere con lei e non riesce a smettere di sperare nemmeno alla fine, quando sembra tutto perduto e nonostante sia convinta di non poter competere con Francisca; Marcus, invece, spera quasi che il suo cuore non cambi idea, che rimanga sempre lo stesso, perché ha paura, lui non è abituato a vedersi accanto qualcuno che non sia Fran, ma di fronte a Penny non può fare a meno di sentire qualcosa muoversi dentro di lui.
Ma oltre alla speranza, c'è anche tanta rabbia, rabbia perché c'è chi fa il prepotente, perché qualcuno dà sui nervi e perché si è convinti che nulla potrà cambiare; c'è determinazione, c'è voglia di sperimentare, di essere diversi (che può essere qualcosa di positivo o negativo), di essere felici per una volta nella vita; ma soprattutto, c'è tanto amore, amore per la nonna, per una compagna di avventure, per loro perché non si può fare a meno di amare e non si può decidere né quando, né se, né chi, ma si può solo soccombere e non c'è nulla da fare.

Concludendo, questa storia mi è piaciuta molto, all'inizio avevo un po' di dubbi, ma si sono subito dissipati di fronte alla sfrontatezza di Marcus e alla simpatia di Penny: Amabile Giusti è riuscita a creare una storia profonda, non superficiale e molto coinvolgente, non sono riuscita a staccarmi dal libro perché ero completamente immersa nella storia ed ero curiosissima di scoprire come sarebbe andata a finire. Il suo stile è fluido e coinvolgente e la lettura scorre velocemente proprio per questo e anche per via dei suoi personaggi e della storia in sé che è troppo interessante.
Ora non vedo l'ora di scoprire di più su Francisca nel seguito perché, sebbene mi sia stata antipatica e si sia messa in mezzo alla mia ship, sono sicura che il suo personaggio rivelerà delle sorprese e sono curiosa di scoprire qualcosa di più a suo proposito.
Insomma, una storia molto bella e capace di far battere il cuore che io vi consiglio di leggere perché merita, non è volgare e quelle scene non sono descritte troppo nei dettagli (sì, qualcuno ce n'è ma rispetto ad "After" e compagnia qui pullulano angioletti).
Alla prossima!
Voto:

martedì 17 gennaio 2017

Recensione Incantesimo

Titolo: Incantesimo
Autore: Rachel Hawkins
Genere: Young Adult Paranormal-Fantasy
Casa editrice: Newton Compton Editore
Prezzo: €9.90 (copertina rigida)
Pagine: 256






Trama
Sophie Mercer è una ragazza di sedici anni molto particolare. Tre anni fa, infatti, ha scoperto di essere una strega: un potere che ha ereditato dal padre e dalla nonna, ma che non sa ancora gestire. Dopo che il suo primo incantesimo, durante il ballo scolastico, ha causato dei danni e portato grande scompiglio, il padre ha deciso di spedirla alla Hecate Hall, una scuola per ragazzi "speciali", i Prodigium, dove eccentrici insegnanti faranno in modo che gli adolescenti imparino a usare i poteri con discrezione e soprattutto lontano dagli occhi dei normali, che potrebbero far loro del male. I suoi compagni sono dei tipi strani: mutaforma, streghe, fate, licantropi e vampiri. Per Sophie è difficile ambientarsi: le altre streghe come lei sono superficiali e viziate, se non crudeli e ambiziose, poi si prende una cotta per un giovane stregone irraggiungibile, mentre un fantasma la perseguita e la sua nuova compagna di stanza è la ragazza più odiata e temuta da tutta la scuola. Come se non bastasse, una misteriosa creatura sta attaccando gli studenti, lasciando due piccoli fori sul collo delle sue vittime, e la prima a essere sospettata è ovviamente la sua amica Jenna. Ma per Sophie le minacce non sono finite: scoprirà ben presto che un'organizzazione segreta e potentissima, L'Occhio di Dio, presente ovunque, vuole eliminare dalla faccia della Terra tutti i Prodigium, mentre il Consiglio la sorveglia. Forse perché lei è la prima della lista? O forse perché ha dei poteri di cui non si rende conto?
Recensione
Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla e anche oggi niente Daemon Black all'orizzonte, niente gioie sotto forma di persone. Tra parentesi, oggi è il 17 gennaio '17 ed è martedì, il che mi fa pensare che la giornata potrebbe non essere la migliore di questo periodo, ecco, giusto per farvelo notare.
Comunque, oggi sono tornata per parlarvi di un libro che volevo leggere da secoli e che ho finalmente letto il giorno dopo Natale, una volta fatta la prova con il Kindle Unlimited; finalmente, dopo aver letto tanti altri bei libri, sono tornata al mio genere, al mio habitat naturale, e non potete capire quale pace io abbia sentito una volta finito questo libro. Ero felice di aver trovato una storia molto bella del mio genere preferito. Adesso vi presento il primo volume della Prodigium Series.

Sophie ha già vissuto in diciannove stati diversi e le piacerebbe molto poter non trasferirsi, ma è costretta a farlo dopo aver compiuto una magia per una compagna di scuola che l'ha additata come strega subito dopo l'accaduto: è così che deve andare in una scuola speciale per ragazzi come lei, non del tutto umani, i cosiddetti Prodigium, affinché impari a controllare i suoi poteri e a non farsi scoprire dagli umani ignari della loro presenza. Quando arriva alla Hex Hall, dopo aver conosciuto la sua nuova compagna di stanza Jenna, nonché unico vampiro dell'istituto, e dopo aver incontrato anche tre ragazze (la Nina, la Pinta e la Santa Maria, le chiameremo così) che cercano di farla entrare nella loro congrega di streghe, si renderà conto pian pianino di quanto poco sappia sulle streghe e sulle altre creature magiche, quanto poco sappia sulla sua stessa famiglia.
Tra le lezioni e una cotta per Archer Cross, alla Hex succedono cose strane: ragazze che vengono ritrovate quasi senza vita, un fantasma che sembra essere particolarmente interessato a lei, segreti taciuti e la minaccia della presenza dell'Occhio di Dio, la più terrificante delle associazioni contro i Prodigium. E Sophie sarà direttamente immischiata in tutto ciò, sarà al centro di tutto.

Sophie non ha mai avuto un'esistenza facile: a dodici anni ha scoperto di essere una strega perché suo padre, colui che non ha conosciuto perché si era separato dalla madre prima che lei nascesse, era uno stregone e da allora ha cercato di maneggiare i suoi poteri come ha meglio potuto, in base a quello che riusciva a fare la madre per aiutarla; oltre a questo, non l'ha aiutata di certo il fatto di cambiare continuamente stato per quanto riguarda il fronte amicizie, non ha mai avuto un'amicizia stabile; ora, è costretta ad andare in un luogo per persone come lei e l'idea non è che la entusiasmi più di tanto, specie quando scopre che la sua vita non può avere un attimo di pace, tra tre ragazze dell'Ave Maria che la vorrebbero nella loro congrega e che sono piuttosto irritanti e perfide, un ragazzo molto figo, professori che sembrano avercela con lei e la scoperta di chi è in realtà il padre.
E', però, una ragazza molto forte e determinata, quando c'è da risolvere il mistero su chi sia colui/colei che tenta di uccidere delle ragazze lei non si dà pace per scoprire la verità; non demorde mai, ma, soprattutto, la sua più grande caratteristica è l'ironia, quella cosa che usa spessissimo e che ti fa sbellicare dalle risate (vedi il contesto in cui dice:"Ti ho detto di risparmiarmi i dettagli hard"), che alleggerisce la situazione e che ti regala un sorriso, che tanto ne abbiamo sempre bisogno.

Jenna è la compagna di stanza della nostra protagonista ed è un vampiro, l'unico in tutta la scuola e questo le porterà molti problemi: sebbene sia una ragazza simpatica e solare, cibarsi di sangue permette a tutti, anche a coloro a cui stava simpatica, di additarla come la responsabile della morte di Holly, la sua vecchia compagna di stanza, e dell'aggressione ad altre due ragazze, solo per il fatto che tutte loro avevano due segni sul collo, che sembravano essere stati fatti dai denti, e che stavano morendo dissanguate.
Jenna soffre molto per questa situazione, si sente presa di mira, sente su di sé le occhiatacce di tutti e le malelingue la definiscono un mostro, un abominio; l'unica che cercherà di darle conforto è Sophie che, sebbene in alcuni momenti abbia paura di lei, è convinta della sua innocenza e le starà accanto, cercherà di farla sorridere a scapito di tutto ciò che succede a scuola.

Archer è il ragazzo più figo della scuola: alto, moro, sarcastico, un po' dannato, è il tipico ragazzo che si ritrova una scia di ragazze ai suoi piedi perché nessuna resiste al suo fascino, nemmeno Sophie; inoltre, la sua figura è avvolta nel mistero, o meglio, una parte della sua vita è avvolta nel buio più totale perché nessuno sa che cosa abbia fatto nei mesi successivi alla morte di Holly, la sua ragazza. In merito alla questione i pareri sembrano essere tutti unanimi, ma il dubbio rimane: è o non è andato dal Consiglio, la più importante istituzione dei maghi, per chiedere la Rimozione, ovvero quel processo che ti toglie i poteri? Eh, sarà difficile scoprirlo ma sono sicura che prima o poi accadrà, così come sono sicura che tutto abbia un collegamento con quello che succede verso la fine, quando la Hawkins ci regala un colpo di scena pazzesco.

Ammetto che mentre leggevo le primissime pagine avevo paura che si rivelasse una sorta di "Harry Potter", che la sensazione del "già visto" sarebbe rimasta e mi avrebbe impedito di apprezzare la storia, ma man mano che andavo avanti questa sensazione è sparita e sono rimasta catturata nella storia: penso che l'autrice abbia, però, corso un rischio bello grosso nel scegliere di ambientare la sua storia in una scuola, con tanto di camere per gli studenti, professori molto carini e fantasmi, dove la magia fa da padroni perché è quasi inevitabile pensare che ricalchi la scia di "Harry Potter", anche in altri libri che trattano del mondo magico qualcuno è rovinato nella lettura da questa somiglianza, però, almeno per quanto riguarda me, la zia Rachel è riuscita sin da subito a farmi cambiare idea e a farmi perdere nella storia, senza più badare alle somiglianze con questa e quell'altra saga. E' emerso sin da subito il mio interesse per un mondo affine ma al contempo diverso da quello della Rowling e non sono rimasta delusa proprio per il fatto che la storia si è evoluta in un modo tale da far scomparire quella sensazione iniziale e da far comparire la curiosità verso un mondo diverso e inesplorato.

Quando ho poi chiuso il libro mi sono sentita pervadere da un senso di pace, di serenità perché finalmente ero tornata nel mio habitat naturale, ero tornata dopo tanto tempo a leggere un Fantasy, un libro del mio genere preferito; però, non mi sono sentita in pace perché il finale è stato molto tranquillo, tutto è finito per il meglio, perché è finito male come al solito, ci sono tante cose in sospeso che ti fanno rodere dentro dalla curiosità, ma la pace è stata dovuta al fatto che avevo ritrovato quel qualcosa che mi ha sempre legato a questo genere, qualcosa che avevo un po' perso di vista ultimamente essendomi dedicata ad altri generi (romanzi rosa, Dark Romance, M/M) e che mi ha fatto molto piacere ritrovare, come quando, dopo un viaggio, ritorni a casa tua, nel tuo letto e ti senti sereno/a perché sei semplicemente a casa, sei fra le cose che ti sono abituali.

Concludendo, perché mentre sto scrivendo si sono fatte le dieci e io mi ero ripromessa di andare a dormire presto (seee, come no), devo dire che questo primo volume mi è piaciuto molto, la storia mi ha coinvolto ed è filata liscia come l'olio, senza intoppi, mi sono ritrovata davanti un mondo che sono curiosa di esplorare e personaggi di cui desidero conoscere le sorti al più presto perché quel finale non preannuncia niente di buono, ahimè.
Ma la cosa più bella secondo me, oltre alle ambientazioni e alla magia stessa, è stato il fatto che l'autrice ha deciso di dare un'impronta un po' ironica a questo libro: ci ha donato una protagonista molto vivace e molto brava a fare battute, capace di strapparci un sorriso ed è grazie a lei che la lettura è anche molto leggera. adatta per un pomeriggio in cui si vuole staccare la mente e non pensare a nulla se non a godersi un buon libro in santa pace.
Veramente, veramente bello, sono curiosissima di scoprirne di più.
Alla prossima!
Voto:

lunedì 16 gennaio 2017

Ingredienti libreschi Book Tag

Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla e oggi è lunedì, quel giorno che ci porta sempre tantissima felicità perché non vediamo proprio l'ora di tornare a scuola, a lavoro o dovunque.
Comunque, essendo, appunto, lunedì, eccomi tornata con un Book Tag molto carino che ho scovato da qualche parte moltissimo tempo fa (tipo eoni fa) e che avevo già preparato anni fa, solo che non mi sembrava mai il momento giusto per postarlo e ho rinviato e rinviato fino ad oggi.
Ma bando alle ciance e ciancio alle bande e iniziamo subito che è meglio!

1. Prezzemolo: un libro che vedi ovunque
Questa saga è OVUNQUE! Anche nelle librerie più piccole si trova almeno un libro di questa saga, anche nei paesini! È incredibile, dove ti giri e ti volti vedi After dappertutto e non oso immaginare quando il film arriverà al cinema: ci sarà l'After Invasion o l'After-Apocalipse.

2. Cipolla: un libro che solo a sentirlo nominare ti metteresti a piangere
Direi che non ci sono parole per dire che questo libro è stato il primo a farmi piangere e quel finale... Non ho parole, proprio zero.

3. Caffè: un libro che ti ha tenuto sveglia
Quando ho finito di leggere questo libro sono rimasta in uno stato catatonico, come Lydia nella quinta stagione di Teen Wolf, per un po' di ore e anche la notte ho faticato ad addormentarmi perché è troppo bello, e poi quel finale... ah, come faremo ad aspettare fino a marzo?

4. Patatine fritte: una serie che non hai potuto fare a meno di leggere tutta d'un fiato, un libro dietro l'altro
Due estati fa ho comprato la Trilogia delle Origini quando sono andata a Potenza per un giorno, così ho poi letto tutti e tre i libri in pochissimi giorni, visto che ero in vacanza e non avevo nulla da fare. 

5. Lievito: un libro il cui successo è stato montato troppo
Avrei potuto citare di nuovo "After", però poi ho optato per "Cinquanta sfumature di Grigio" perché, secondo me se ne parla troppo, soprattutto adesso che stanno facendo i film e sembra che stia facendo un successone: eppure non riesco a capire perché... o meglio lo capisco, però perché?

6. Cupcake: un libro dalle mille sfumature e colori
Non sapevo bene cosa mettere qui, perciò ho scelto "Firebird la caccia" perché in questa saga se ne vedono tante e soprattutto tante diverse sfumature dei personaggi e dei mondi del Multiverso.

7. Olio: un libro che ti è scivolato via dalla mente
Diciamo che più che non ricordarmi di questo libro, non mi ricordo mai i saggi che leggo, è più forte di me, non riesco mai a ricordarmeli perché per ricordarmi un libro devo poterlo immaginare durante la lettura e con i saggi proprio non c'è nulla da fare.

8. Limone: un libro che è piaciuto a tutti, ma che a te fa rizzare i peli
Visto che non potevo citare di nuovo "After", ho optato per questo libro: non è che mi faccia rizzare i peli, ma è quello che mi è piaciuto meno in tutta la mia libreria perché mi è sembrato troppo simile a "Hunger Games"; alla stragrande maggioranza delle persone è piaciuto da morire, ma a me non più di tanto, se dovessi dare un voto alla saga, penso darei un Ranuncolo e mezzo, forse anche senza il mezzo perché la storia di base è anche carina, ma ci sono state troppe volte in cui mi sono venute in mente somiglianze fra i due libri.

Bene, per oggi è tutto, noi ci vediamo domani con una nuova recensione: alla prossima!

giovedì 12 gennaio 2017

Recensione Stolen 2

Titolo: Stolen 2
Autore: JD Hurt
Genere: Dark Romance
Casa editrice: Self-publishing
Prezzo: €2.99 (eBook)
Pagine: 356






Trama
Oggi so la verità. Oggi so che lei è innocente. Proprio come allora, come sei anni fa. Dovrei lasciarla al suo destino, desiderarne la felicità. Eppure il mio malanno è grande, pericoloso, un albero maestoso pronto a cibarsi di lei. Un'unica verità pulsa dentro l'anima: la riavrò. Non è una promessa, neppure una minaccia. È la certezza della vita.

Sono libera. Ogni petalo di Slave si è disfatto al sole di West. Sono pronta, decisa a combattere, determinata a sconfiggere il passato. Lo giuro: mai più sarò una schiava. Non ci sarà un secondo tempo della mia cattività. Oggi comincia la vita vera. Oggi nasce Shiloh.

Lei non sa chi sono. Si fida di me. Farò tutto ciò che è in mio potere affinché non scopra mai i miei segreti. Terrò saldamente fra le mani l'amore che ho rubato.

Andrew, Shiloh, West. Quando l'amore diventa ossessione.
Recensione
Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla e anche oggi niente di nuovo sul fronte occidentale, solo libri di scuola e nient'altro... però devo consolarmi perché sono quasi giunta a metà di questo terzo anno, non manca poi moltissimo a quel periodo in cui ci ritroveremo tutti a pregare in ginocchio affinché arrivi presto l'estate e non manca poi molto tempo a quel periodo in cui mi renderò conto che il tempo sta scorrendo troppo in fretta (yeah, che bello). Non sembra anche a voi che il tempo stia scorrendo troppo velocemente? Ci sarebbero così tante cose da fare, eppure le ore passano e ci troviamo davanti un altro giorno in cui non riusciremo a fare tutto quello che vorremmo perché 24 ore non sono abbastanza.
Ma adesso non ci pensiamo e scriviamo la recensione del secondo libro della Dark Necessities Series, libro che mi è stato gentilmente inviato dall'autrice stessa, che ringrazio infinitamente, e che mi è piaciuto veramente tanto.

Shiloh è riuscita a sottrarsi al gioco perverso di Andrew: ora che ha ottenuto la green card non può essere più toccata da nessuno. Eppure il suo mondo non ha mai smesso di incrinarsi, non ha mai smesso di riempirsi di bugie e prima o poi le cadranno tutte addosso: è quello che succede molto presto, quando Andrew ritorna nella sua vita e la sconvolge con segreti che le sono stati taciuti, prima di tutto la verità su West, il suo sole, colui che considerava l'unica luce che avrebbe potuto illuminare l'oscurità che ha sempre permeato in lei. Se, da una parte, è stata devastata nel corpo, adesso, dall'altra, viene devastata nell'anima, niente più luce, solo ghiaccio,
Sarà in mezzo a tutti questi segreti, a tutte queste bugie, che Shiloh dovrà ritrovare se stessa, dovrà salvarsi da sola e rialzarsi da sola dal baratro in cui è affondata, ma soprattutto sarà qui che dovrà affrontare situazioni molto complicate nate sui sotterfugi e sulle azioni perverse di persone perverse. Dovrà rinascere e accogliere il suo futuro, plasmarlo e fare in modo di ricomporre la sua anima e i suoi sentimenti devastati da tutto quello che sta succedendo alla sua vita e dalle persone di cui si fidava.

Shiloh è una ragazza nuova: dopo essere stata violentata, è rinata grazie all'aiuto di West, si è fortificata ed è diventata ancora più determinata a prendere le redini della sua vita e a non farsi sottomettere più da nessuno; dopo essere stata spezzata nel profondo, umiliata, è pronta a lasciarsi alle spalle il passato e a ricomporre la sua felicità. Vuole essere felice, non vuole più vivere nella paura, nel terrore, ma soprattutto non vuole più sentirsi impotente.
La vediamo molto più coraggiosa e forte di quanto non fosse già prima di tutto quello che ha passato, però è comunque molto combattuta, il suo cuore è diviso fra l'amore per West che sembra nascere piano piano e l'ossessione, il desiderio che prova per quell'uomo che ha amato sei anni prima: non sa cosa fare in merito alla questione, ogni volta che sta con il suo sole le ritorna in mente Andrew, inizialmente non capisce cosa prova, che cosa ci sia nella sua mente e nel suo cuore; la vediamo confusa, ma al contempo determinata a perseguire la felicità, ad allontanare l'oscurità dalla sua vita.
Però non riuscirà ad allontanarla tanto velocemente, sarà presto risucchiata in un vortice ancora più pericoloso e la vedremo precipitare inesorabilmente, alternando momenti di forza più assoluta alla disperazione.

Andrew è, invece, completamente devastato, devastato dalla droga che circola nel suo corpo e dalla scoperta di quello che ha fatto il padre alla sua Shiloh; è anche stritolato dai sensi di colpa per quello che ha commesso, ha dato la colpa di un suicidio a una persona che non è stata altro che la vittima, prima del padre e poi sua, ma nonostante questo non riesce a non volerla, a lasciarla andare, a lasciarla vivere tranquilla e felice con quello che lei chiama "il mio sole".
E' ancora un uomo malato, perso nella sua perversione: quello che mi ha affascinato di più di lui è stato il fatto che è sempre stato molto lucido nelle sue azioni, non è mai stato troppo perso nel suo malanno, ma ha sempre avuto una sorta di piccolo freno che nel precedente volume non ha avuto (e lo abbiamo visto). Si è visto, a mio parere, il fatto che volesse in tutti i modi averla, e per fare ciò lo abbiamo visto non perdersi mai troppo nei suoi istinti, lasciarsi guidare da essi ma non in modo totalitario, c'è sempre stata una lampadina che l'ha fermato o che lo ha fatto prendere decisioni in merito a Shiloh.
In questo libro è ancora legato ai suoi vecchi istinti, ma al contempo vediamo il vecchio Andrew presentarsi con la sua dolcezza, il suo essere premuroso e protettivo, e vediamo una sua terza e nuova faccia, quella di un uomo che, pur usando inganni per ottenere ciò che vuole, dà sempre un'opzione, non pretende niente, sebbene cerchi in ogni caso di raggirare affinché capiti quello che vuole.
Comunque, non so perché, ma mi è sempre sembrato affascinante nonostante la sua perversione... forse dovrei andare a farmi curare... sì, però non è colpa mia se mi sembra troppo carino quando sta con Shiloh (non sempre, intendiamoci, ma in certe situazioni particolari).

West acquista uno spazio maggiore in questo volume: è colui che aiuta la protagonista a ottenere la green card e colui che la aiuta a ricomporre la sua anima. Ma lui non è il suo sole, anche lui è un ragazzo corrotto, che la avvicinata per i soldi e per distruggerla e che poi ha finito per innamorarsene, irrimediabilmente; è molto più oscuro di quanto non sembri e questa sua oscurità, il marciume che attanaglia la sua anima e che sta piano piano scomparendo di fronte all'amore per Shiloh, non può rivelarla, non può permettersi di mostrare il suo vero io e di confessare tutte le sue colpe perché rischierebbe in tal modo di perderla, di perdere la sua luce.
Ora, che nessuno mi si scanni contro, ma non mi è piaciuto molto il suo personaggio: per carità, è gentile, dolce, premuroso, si impegna ad essere buono ed è un gran figo, avrebbe tutte le premesse per farmi venire gli occhi a cuoricino, però, non so, non mi ha fatto sentire nulla, gli mancava quel qualcosa per farsi apprezzare da me.
Forse una cosa che me lo ha fatto risultare un po' antipatico è stato il fatto che lui si sia rovinato dentro non a causa di altri, come è accaduto ad Andrew che è diventato un uomo perverso e sadico a causa, appunto, di altri, ma a causa della sua stessa avidità, del suo desiderio di volere soldi e di compiere azioni non proprio carine per raggiungere il suo scopo, a partire dal vendersi e dal voler distruggere una persona. Tutto solo per i soldi. Ed è in questi casi che ti rendi conto che è vero quello che diceva un grande uomo, che le due esse che governano il mondo sono sesso e soldi.

Con "Stolen 2" si entra in un mondo diversamente perverso: non troviamo più tutte quelle scene di violenza che avevamo trovato nel suo predecessore, sebbene qualcosina ci sia ancora, ma, se prima ci si è soffermati sulla vendetta di Andrew e sulle sue conseguenze sulla protagonista dal punto di vista fisico e psicologico, qui ci troviamo davanti una storia che parla di riscatto, di voglia di vivere e vivere felici, e di bugie, soprattutto di bugie. Tutto o quasi ruota attorno alle verità celate, alle menzogne dette e alle loro conseguenze in molti casi devastanti, devastanti perché capaci di far perdere la fiducia in persone che si credevano alleate ed estranee a certe faccende, di far perdere l'unica briciola di considerazione che era rimasta perché si è troppo feriti per rimanere della convinzione che "forse qui, forse là"; vediamo l'effetto distruttivo delle parole, di quelle cose che ci sono state donate per dialogare fra noi ma che spesso vengono usate per deridere e far del male, oppure non vengono usate per parlare di quello che "il tacere non è bello" (citazione distorta da Dante). Ed è questo che ti fa capire il libro, fra le tante altre cose, quanto sia importante parlare, dire tutto e assumersi la responsabilità per le conseguenze che potrebbero derivare dalle confessioni: bisogna usare il dono della parola per essere liberi, liberi dai pesi della nostra anima, liberi dalle persone, dall'oppressione, semplicemente liberi perché la libertà è una delle più grandi forze che l'uomo ha, ma è qualcosa di difficile da ottenere se essa non ci viene riconosciuta, se ci viene tolto qualcosa che abbiamo dalla nascita e che molto spesso viene tolta ancora prima di uscire dalla pancia della mamma.

Concludendo, mi è piaciuto molto questo secondo volume, non ho trovato la stessa quantità di ansia e paura ma la mia curiosità di scoprire come sarebbe andata a finire la storia è cresciuta sempre di più e non mi ha mai abbandonato, mi ha tenuta incollata all'Ipad il giorno di Natale e ho finito questo libro in poche ore. Però adesso che ci penso un po' di ansia l'ho avuta... quando ero a pagina 300 su 945 (il libro non ne ha 945, tranquilli, è solo il mio Ipad che le ha portate ad essere 945 per via del font e... troppo complicato da spiegare) è successa una cosa molto bella e la prima cosa che ho pensato è stata "Aww sì, che bello", poi quando ho letto a che pagina ero arrivata ho pensato "oh-oh, non siamo alla fine del libro, il che vuol dire che qualcosa andrà certamente storta, il che vuol dire che... oddio, soffrirò" e infatti ho sofferto molto (e inveito contro i personaggi, uno in particolare). E anche quel finale, mi è piaciuto molto, però non so bene come interpretarlo: non so se debbo vederlo alla "e finalmente vissero felici e contenti, più o meno, ha solo sbagliato verbo per esprimere la sua situazione" oppure alla "oh-oh, non l'ha detto vero, andrà tutto bene vero?", ma propendo per la prima, spero nella prima.
In ogni caso, se siete amanti dei Dark Romance vi consiglio questa serie perché secondo me merita molto, è un concentrato di paura, terrore, tensione, ansia e curiosità da cui io non sono riuscita a staccarmi, JD Hurt ha creato una storia che è stata capace di coinvolgermi, sebbene a tratti sia risultata un po' troppo strong in centre scene per i miei gusti, e mi è piaciuto molto incontrare questi personaggi, le loro storie, le loro sofferenze e scoprire le loro perversioni, le loro oscurità.
Voto: