lunedì 24 aprile 2017

Cucù... c'è nessuno?

Cucù... C'è nessuno?
*si guarda intorno*
...
Be' per chiunque ci sia ancora: buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla e, sì, dopo circa un mese sono finalmente tornata!
Va bene, ammettiamo che non so esattamente le prossime settimane che cosa succederà, però cercherò di postare qualcosina una volta ogni tanto perché mi dispiace moltissimo non fare nulla qui sul blog, però purtroppo nell'ultimo periodo ho avuto un bel po' da fare. Ma prima di dirvi qualsiasi cosa, fatemi spiegare i motivi che mi hanno tenuta lontano da questo angolino tanto carino.
In primo luogo c'è, ovviamente, la scuola: dopo le vacanze di Carnevale sono iniziate le interrogazioni e ho avuto più verifiche da preparare, per cui ho dovuto studiare molto anche perché, non dico di essere una perfettina, ma se non ripasso gli argomenti per le veri (come le chiamo io molto amorevolmente) e le interr. (abbreviamo pure che mi stanno antipatiche) almeno tre o quattro volte io non mi sento sicura, ho paura di dimenticarmi le cose e, di conseguenza, questo mi toglie sempre un sacco di tempo per fare quello che voglio fare per me stessa.
In secondo luogo, a novembre avevo iniziato un progetto che si chiama Digital Mate Training che consiste nel risolvere dei problemi (alcuni sono veramente difficili) tramite un ambiente di calcolo canadese che si chiama Maple e che mi ha fatto dannare come non so che cosa perché, a quanto pare, i canadesi che l'hanno inventato non avevano proprio nulla da fare se non creare una cosa complicata e in alcuni casi anche "stupida". Comunque, a marzo ho disputato la semifinale e sono riuscita a passare a quello che si chiama Training Avanzato, il che è quasi diventato il mio fidanzatino, insomma, "esco" più con i problemi che di casa, ma questa situazione dovrebbe finire presto perché fra non molto c'è la finale e tutto tornerà alla normalità... Ah, no, scherzavo, a maggio iniziano le verifiche di competenze!
Vi posso assicurare che le competenze sono le verifiche peggiori: non solo devi fare la stessa veri delle altre classi e nella stessa ora, ma è anche preparata da un professore che non è il tuo, che potrebbe essere un angelo o, più probabilmente, una sorta di Valentine mondano che non ha di certo intenzione di farti prendere un ultimo bel voto, anzi, ti metterà nei casini (per non dire altro) chiedendoti di scrivere il sinonimo o il contrario di una parola in latino o in greco, di tradurre una piccola versioncina senza dizionario come se le due lingue sopra citate fossero le tue lingue madri e... insomma, vi piace vero? Dite la verità, state sgomitando per essere al mio posto?
*nel frattempo continua a sbattere la testa contro il muro*

Bene, questi due erano i principali motivi di questa lunga assenza e direi che non c'è bisogno di commentarli, lo fanno già da soli... Ora posso passare a dirvi qualcosina a proposito del blog:
1- ho intenzione di recuperare tutte le rubriche, specialmente "Canticchiando fra i libri" perché ultimamente ho sentito un sacco di canzoni veramente belle e non vedo l'ora di scervellarmi per capire quale possa andare bene per un certo libro piuttosto che per un altro.
2- non ho letto moltissimo in questo periodo, anzi direi che non ho quasi letto, tuttavia presto posterò tre nuove recensioni, che saranno tutte super positive perché questi libri mi sono piaciuti veramente tanto, e spero nel frattempo di riuscire ad immergermi in qualche nuovo mondo per potervene parlare e darvi qualche recensioncina in più.
3- stavo pensando, ma è solo un pensiero, che potrei iniziare una sorta di rubrica a cadenza del tutto casuale: mi piacerebbe sfruttare questo blog anche come diario, parlare di qualcosa che ho notato durante la mia miserabile vita e che non mi sono piaciute oppure di comportamenti che ho visto e a cui non saprei reagire, di modo da avere una sorta di confronto con voi, però non sono sicura, che ne pensate?
4- dunque, questo punto non ha a che fare tanto con il blog ma è sempre nello stesso contesto: devo commentare di più. E' da tempo che me lo ripeto, devo cercare di vincere la mia timidezza e scrivere un commentino quando leggo un post, perché ne leggo molti ma non faccio mai nulla oppure sono tentata di farlo ma poi cancello tutto... quindi questo è un obiettivo da raggiungere.

Allora, per oggi è tutto, noi ci vediamo presto e, insomma... sono tornata!

Alla prossima!

giovedì 9 marzo 2017

Recensione Cuore Puro

Titolo: Cuore Puro
Autore: Jennifer L. Armentrout
Genere: Young Adult Paranormal Fantasy
Casa editrice: HaperCollins Italia
Prezzo: €16.00 (copertina rigida)
Pagine: 336






Trama
Essere destinata a diventare una specie di fonte di energia soprannaturale non è esattamente quello che Alexandria sognava nella vita. Neanche se i suoi poteri servono a Seth, l'Apollyon, il più potente dei Mezzosangue, nonché... la sua ombra. Seth non la lascia un momento: la segue durante gli allenamenti, l'aspetta alla fine delle lezioni, compare persino nella sua camera da letto. E' vero che la sua presenza ha anche degli effetti benefici - per esempio, con lui accanto Alex non ha più gli incubi terribili del tragico confronto con la madre - ma non ha alcuna influenza sui sentimenti fortissimi e proibiti che prova per il Puro Aiden... e nemmeno su ciò che lui è disposto a fare, e a sacrificare, per lei. Quando i daimon penetrano nel Covenant e attaccano gli studenti, gli dei inviano le Furie, divinità minori determinate a distruggere ogni pericolo per la scuola, incluso l'Apollyon e... Alex. E come se avere a che fare con un'orda di mostri dell'etere non fosse abbastanza, un'altra misteriosa minaccia incombe su di loro: qualcosa, o qualcuno, vuole neutralizzare Seth, anche se questo significa rendere schiava Alex o addirittura ucciderla. Ma quando ci sono di mezzo gli dei, semplicemente alcune decisioni non possono essere cambiate. Per nessun motivo.
Recensione
Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla dopo una settimana in cui la qui presente si è presa una pausa un po' forzata a casa dello studio che non mi ha fatto avvicinare al computer per un attimo che fosse uno.
A parte questo, oggi sono tornata per parlarvi di un libro bellissimo che ho letto un po' più di un mese fa (quando ancora potevo leggere in tranquillità, senza dover pensare alla scuola) e che ho adorato dalla prima all'ultima parola: sto parlando di "Cuore Puro", il secondo volume della Covenant Series della zia Jenny che ho trovato nettamente migliore del precedente, che mi era piaciuto ma non così tanto come questo. *cuoricini, cuoricini dappertutto*

E' finita l'estate anche al Covenant e Alex è entrata nel giro delle lezioni e degli allenamenti proprio come tre anni prima: tuttavia, la sua vita è molto dura, oltre a dover allenarsi più degli altri sia con Aiden sia con Seth, l'Apollyon, qualcuno le ricorda costantemente quello che ha fatto sua madre e cosa le hanno fatto i daimon. La situazione peggiora ulteriormente quando una minaccia arriva al Covenant e porta scompiglio nelle vite di tutti, prima di tutto in quella di Alex, poiché qualcuno, dei daimon, è riuscito a penetrare all'interno nonostante le misure di sicurezza e alcuni sono rimasti "coinvolti" nella faccenda; come se non bastasse, nella Hall sono comparse le Furie, il che significa che la situazione è veramente critica e che gli dei sono pronti a intervenire nel loro mondo qualora ritengano che abbiano creato troppi problemi.
Insomma, mentre da una parte i suoi sentimenti nei confronti di Aiden crescono, senza che lei possa fare qualcosa, e mentre inizia ad instaurarsi uno strano rapporto fra lei e Seth, la protagonista dovrà cercare di comportarsi bene, di non combinare casini per non essere cacciata a fare la serva e cercare di non creare troppi guai seri, soprattutto ora che la situazione si è fatta più spinosa con l'arrivo delle Furie; inoltre, dovrà anche guardarsi le spalle perché c'è qualcuno che potrebbe volerla togliere di mezzo per via di quello che è e per via di quello che alcuni credono che lei sia a causa delle sue cicatrici.

Alex si dimostra come sempre una vera combattente: è determinata, forte, non si fa mettere i piedi in testa da nessuno, a momenti nemmeno dalle autorità, ma soprattutto è una ragazza fiera, non apprezza per nulla le offese gratuite e forse è anche un pelino troppo permalosa quando si tratta di cose personali (diciamo che reagisce in maniera esagerata, talvolta).
Se nello scorso volume era determinata a dimostrare a tutti il suo impegno per rientrare al Covenant, qui è determinata a dimostrare di essersi meritata questo rientro, di meritarsi il suo posto da sentinella; tuttavia, inizia a mostrare una sorta di fragilità, un punto debole che è collegato a quello che è successo con sua madre: ogni notte ha incubi che le impediscono di dormire, quando si osserva vede soltanto una ragazza la cui pelle è stata martoriata perché ha deciso di compiere un gesto nobile nel acconsentire ai daimon di nutrirsi del suo Etere per salvare il suo amico Caleb.
Inoltre, in lei vediamo crescere uno spirito di ribellione, inizia ad accendersi una fiamma che potrebbe rivelarsi molto pericolosa, perché inizia a combattere contro tutte quelle regole che vedono i Mezzosangue come inferiori rispetto ai Puri e, forse, questo deriva non solo da come vede trattare la sua "razza", ma anche dai sentimenti che prova per il proibito Aiden, un Puro a cui non dovrebbe neanche pensare.
Quello che mi piace di lei è il fatto che, nonostante soffra molto per la madre, per Aiden e per... be', se avete letto il libro lo saprete sicuramente *va a piangere in un angolino*, rimane sempre forte, non si fa abbattere sebbene dentro di sé cerchi di convivere con tutto quello che ha fatto e che è capitato.

Aiden si dimostra un po' diverso dal precedente volume, o almeno io ho avuto questa impressione: mi è sembrato più duro, più bello e dannato alla Daemon Black, più della serie "vorrei tanto, ma non posso" e questo lo ha fatto salire di molto nella mia classifica immaginaria dei miei bookboyfriend preferiti.
All'inizio della nostra storia ci ritroviamo di fronte un giovane uomo che è impegnato ad allenare la protagonista, ma soprattutto un giovane uomo che vorrebbe lasciarsi andare ai suoi sentimenti, fare quello che gli va di fare senza aver paura di essere scoperto e di provocare terribili conseguenze a causa dei suoi possibili gesti, e che invece si ritrova a dover diventare impassibile di fronte a una persona che per lui è molto più che una semplice allieva: è proprio per questo motivo che molte volte lo vediamo fare un passo avanti alla canonizzazione della ship e tre indietro, ci appare proprio come una povera anima tormentata che non sa cosa fare, o meglio lo saprebbe se solo non rischiasse di rovinare tutto per via delle leggi che impediscono a Puri e Mezzosangue di frequentarsi.
In questo volume ci è permesso di osservare una parte più oscura di Aiden, come se attorno a lui ci fosse un'aura fatta di forza, determinazione, dannazioni, paure e sentimenti forti che lo rendono un personaggio molto più cupo del precedente volume, un personaggio afflitto dal famigerato dubbio amletico e con un conflitto interiore non dei migliori, pieno di dubbi e di scelte da fare, scelte che potrebbero rivelarsi fatali, ma cos'è la propria felicità a confronto del dolo re che potrebbe provocare?

In questo volume ampio spazio è dato al personaggio di Seth, l'Apollyon, il che ci permette di conoscerlo per quello che è: sin da subito si dimostra un personaggio dall'ego smisurato (e qui ci starebbe la battutina di Daemon... e non pensate che io abbia una mente malata perché non è così, è solo che questa me la sono servita su un piatto d'argento), enormemente sicuro di sé, soprattutto della sua avvenenza e capacità di far cadere tutte le donne ai suoi piedi; è, oltretutto, un ragazzo molto forte fisicamente, ma anche dotato di una certa forza mentale, che sotto tutti quei muscoli dimostra di avere un cuore capace di mettersi a disposizione di qualcuno in particolare nel momento del bisogno, capace di dispensare consigli e, in un qualcerto senso, si rivela anche sensibile. Però non dobbiamo dimenticare che è praticamente l'essere umano più potente nel mondo dei semidei e, di conseguenza, ci sono delle volte in cui fa un po' paura perché è veramente potente e per questo nessuno bada alla sua età (a momenti pure io mi scordo quanti anni abbia).
Seth è uno di quei personaggi tipici della Armentrout irriverenti, talvolta maleducati, ma, siamo materialisti, tanto fighi al punto da potergli perdonare quasi tutto, anche il fatto che ci provi con l'altra metà della mia ship, cosa che non va affatto bene perché loro due DEVONO stare insieme e, per quanto tu sia tanto bello, devi allontanarti da Alex, per favore e grazie.
Insomma, con la sua presenza la temperatura inizia ad alzarsi perché lui è tipo... diciamo che quando è presente lui l'atmosfera cambia, magari diventa più tesa in certe occasioni in quanto mostra il suo lato killer, magari diventa più leggera per via della sua spiritosità, ma fatto sta che la sua persona sembra avere un certo magnetismo, dovunque vada attira l'attenzione e questo succede anche perché è molto carismatico, quando vuole.

Dunque, se il precedente volume mi era piaciuto molto, ma vi avevo trovato qualcosa che mancava rispetto alla "spigliatezza" della saga Lux, che sarà sempre la mia serie preferita della zia Jenny, con "Cuore Puro" mi sono dovuta ricredere: non solo non c'è la maledizione del secondo volume di una serie, che in genere è più tranquillo, meno pregno di azione e preparatorio per il successivo, ma è stato molto più entusiasmante, non sono riuscita a staccarmi neanche un attimo perché è troppo bello!
Quel pepe che mi era sembrato mancare in "Tra due mondi" lo ritroviamo finalmente qui a rendere la storia piena di azione, di vita, di movimento, non c'è un attimo in cui ci si ferma, nemmeno quando siamo nella fase degli allenamenti di Alex, e questo ha contribuito a farmi catapultare in questo bellissimo mondo, metaforicamente parlando (ovvio, perché se ci fossi finita dentro per davvero a quest'ora non sarei più tornata, avrei sposato Aiden e saremmo vissuti felici per il resto dei nostri giorni).
C'è da dire, tuttavia, che le gioie non vengono mai da sole perché se, da una parte, la storia si fa sempre più intrigante e ha preso lo stesso ritmo degli altri libri della Armentrout, dall'altra ha preso anche qualcos'altro dalle altre serie: il mainagioia dietro l'angolo. Eh sì, anche qui c'è molto da soffrire, soprattutto per via della storia/non storia d'amore fra gli Aidex, gli Alden, gli... (che nome ha la loro ship? Vabbe', torniamo a quello che stavo dicendo), che ti fa piangere il cuore perché tecnicamente i due non possono stare insieme, però è innegabile la chimica fra loro due, ci sono certi sguardi, certi sfioramenti che... che... ecco, adesso mi viene da piangere perché ho paura che una gioia per questi due non arriverà tanto presto.
E poi, c'è anche un'altra cosa che fa veramente tanto male, una cosa che io non mi sarei mai aspettata e quando l'ho letta ci sono rimasta di sasso, ero in uno stato catatonico che manco Lydia e continuavo a ripetermi che non era possibile, che non era vero... ed è così che per il resto della lettura sono rimasta sconvolta, finito il libro mi sono chiesta che cosa ne avrei fatto della mia vita ora che il mio cuore era stato completamente straziato, tagliuzzato in mille pezzi...
Però c'è da ammettere che questa autrice riesce sempre a farmi sentire a casa, quando leggo i suoi libri mi sento bene, come se fossi tornata dopo un viaggio nel mio habitat naturale, e la capacità con cui riesce a creare dei mondi bellissimi e con cui fa soffrire il lettore è esponenziale.
Davvero, non ho parole per esprimervi quanto mi sia piaciuto questo libro, l'ho adorato dall'inizio alla fine e nonostante tutte le sofferenze ne vale veramente la pena.
Voto:

martedì 28 febbraio 2017

Recensione Per Addestrarti




Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla e oggi sono tornata, come promesso, con la recensione del quarto volume della serie "Blood Bonds" con protagonisti gli Andyia.
Ma bando alle ciance e enjoy!


Titolo: Per Addestrarti
Autore: Chiara Cilli
Genere: Dark Contemporaneo
Casa editrice: Self-publishing
Prezzo: TBA (cartaceo)
             €2.99 (ebook)
Pagine: 312






Trama
Credevo di sapere chi fossi. Cosa fossi.
Credevo di non avere più scampo, che la mia resistenza fosse ormai giunta al termine.
Poi ho sentito la sua voce pronunciare il mio nome.
Poi i suoi occhi hanno risposto al richiamo dei miei.
Non ha paura di me. Si avvicina. Mi parla. Mi tocca come se le appartenessi. E' folle.
Lui è l'unica chance che ho per restare viva. Devo far sì che gli importi di me. Che sia lui ad avvicinarsi.
Ma non riesco a starle lontano.
Ma gli basta sfiorarmi perché perda di vista l'obiettivo.
L'arrivo della Regina è vicino.
Dovrò scegliere.
La sottomissione.
O la lama di André Lamaze.
Qualunque sia la sua decisione, finalmente dirò addio alla mia piccola rossa.
Questo romanzo contiene situazioni inquietanti, scene violente e omicidi. Non adatto a persone suscettibili ai temi trattati. +18

Recensione
Dunque, allora, iniziamo subito col dire che non ci siamo per nulla, non so cosa sia successo ma... ah, ma a chi vogliamo darla a bere (ve la stavate facendo sotto, eh), questo romanzo è un piccolo gioiellino dark che ci ha messo un attimino ad ingranare, giusto per il tempo di capire che gli Alenri ormai non erano più i protagonisti, e per far nascere un certo feeling con Nadyia (con André non ce n'è stato bisogno, è stato amore a prima vista), ma dopo i primi istanti è filato tutto liscio come l'olio... okay, forse non proprio liscio come l'olio ma quanto meno non sono riuscita a scollarmi neanche per un secondo.

La storia riprende poco dopo la fine di "Uccidimi", quando André, l'ultimo dei fratelli Lamaze, ha ormai acconsentito alla richiesta di Nadyia, una giovane ragazza che si trova lì, nel loro palazzo, da un anno in quanto è sempre stata una piccola mina vagante che è capace di fare di tutto pur di non essere venduta alla Regina di Véres: è così che il nostro Jamie Campbell Bower letterario e più muscoloso è costretto ad allenarla nella speranza di poterle stare più vicino, toccarla, proteggerla finire il suo addestramento e liberarsi una volta per tutte di questa palla al piede.
Mentre lui, da una parte, è concentrato a proseguire con questa storia, dall'altra, la sua piccola rossa è determinata a fare qualsiasi cosa pur di ritardare la sua vendita a data da destinarsi, anche cercare di penetrare attraverso la corazza del suo "protettore" (se così lo vogliamo chiamare) per guadagnare tempo.
Tra uno scontro e l'altro, tra i due nasce una strana complicità, in qualche oscura maniera viene ad instaurarsi un legame che non avrebbe dovuto esistere e che avrebbe dovuto esser stroncato sul nascere perché lei è merce della Regina, appartiene alla donna più potente di Véres e se si venisse a sapere che qualcuno non ha saputo rimanere entro i confini del proprio ruolo sarebbero guai seri, e forse non solo per loro due perché, ora mai, la guerra è alle porte, basta veramente un attimo per aprirle.

Nadyia è una giovane ragazza molto spigliata, furba e intelligente, che sa molto bene il fato suo. E' quasi inevitabile fare il confronto con Aleksandra (cosa che teoricamente non si dovrebbe fare, ma...) perché si va alla ricerca delle diversità e delle somiglianze della nuova protagonista con quella vecchia, che abbiamo avuto modo di conoscere per benino per un po' di tempo e che, purtroppo, non ritroviamo in questo volume: certamente, ci troviamo di fronte a un'altra donna che non si fa mettere i piedi in testa da nessuno, che sa lottare per ottenere qualcosa, ma al contempo non ci appare così forte come la sopracitata, in un qual certo senso sa provare paura e timore, capisce quando è il caso di tacere per evitare una coltellata (o peggio, potrebbe essere espulsa - cit. Hermione) e non si può dire che non provi una vasta gamma di emozioni, anzi, mi è sembrata molto emotiva, soprattutto in certi punti, sebbene sia anche dotata di quel fantastico "potere" tipico di Damon Salvatore, ovvero quella levetta capace di spegnere tutte le emozioni (o quasi) e farla diventare peggio di una macchina da guerra.
Però, c'è ancora molto che non sappiamo di lei, la sua figura è avvolta da un velo di mistero in quanto non ci viene raccontato poi molto della sua vita pre-sequestro, solo alcuni dettagli generali più un avvenimento che viene spiegato in parte sì, in parte no e questo mi ha fatto venire voglia di saperne di più.
Quello che emerge da questo primo volume della seconda trilogia della serie è un personaggio che sarà sicuramente in grado di sorprenderci, per la sua forza e la sua tenacia, ma anche per la sua debolezza che la fa sembrare un po' più umana ai nostri occhi; inoltre, sono convinta che ne vedremo delle belle a proposito del suo rapporto con André, non so solo se saranno belle positivamente o negativamente, però ci sarà da sclerare... parecchio.

André. Che cosa si può dire di lui? Entra in scena e la temperatura inizia ad alzarsi esponenzialmente, parla e fa venire i brividi, pensa e ti fa sciogliere come un ghiacciolo: insomma, la morte di noi lettrici.
In questo volume abbiamo l'occasione di vederlo più da vicino e di scoprire la sua storia: sin da quando era piccolo, è stato costretto ad assistere alle barbarie inflitte al fratello, urlare per l'impotenza ed essere picchiato da quei mostri; ora, a distanza di anni, è diventato un uomo spietato, che usa la violenza e le armi per contrastare insubordinazioni varie e che si sente in colpa per non aver potuto fare nulla per impedire il compiersi di quei delitti nella sua stessa casa. Come se non bastasse, fra i suoi pensieri si insinua anche la piccola rossa che causa guai in continuazione: lei diventa quasi il suo chiodo fisso, non riesce a smettere di cercarla con gli occhi e di reagire con troppa violenza se qualcuno le fa del male e questo non gli piace, eccome se non gli piace, lo fa sentire debole, succube di qualcosa che non vuole ammettere a se stesso perché gli costerebbe la vita, e non solo la sua, e si biasima per aver permesso che si innestasse nuovamente nella loro casa un rapporto destinato a causare danni. Solo che stavolta è diverso, loro due non si odiano, non c'è rancore recondito (sebbene ogni tanto lui la maledica come se tutto ciò fosse colpa sua), ma c'è qualcosa di più delicato ma altrettanto velenoso, che può accecare e che al contempo aiuta ad aprire gli occhi su nuovi valori e pensieri mai avuti precedentemente.
Insomma, André è diverso da Henri ma ha lo stesso fascino, la stessa oscurità che però cambierà e non si sa se questo sia un bene o un male, solo che ciò che la cambia crea dipendenza e non vuole andarsene (e te credo, non è che può fare puff e sparire magicamente).
*eccovi un André (fate finta che abbia i capelli biondi) molto combattuto e un André (anche qui fate finta sia biondo, e scusatemi ma non ho trovato gif migliore che potesse esprimere questo) molto... figo*

Infine, menzione speciale per gli altri due fratelli Lamaze: Armand lo vediamo di meno, rispetto ai volumi precedenti, ma ci appare sempre come una sorta di padre di famiglia che non sa esattamente più cosa fare, non sa come può evitare la guerra e per questo si ritrova molto spesso con le mani fra i capelli perché non capisce come possa riuscire ad impedire il capitolare della situazione; Henri lo ritroviamo depresso, molto depresso, al punto da non sembrare quasi più lui... l'aver abbandonato Aleksandra lo ha reso vuoto, probabilmente non sa più nemmeno cosa vuole fare della sua vita ora che la vendetta è stata rinchiusa in un cassetto perché non ha mai conosciuto nient'altro, ma sono convinta che prima o poi si riprenderà (e magari deciderà di andare a fare una capatina da una certa personcina, però non diciamolo troppo forte che poi va a finire che non succederà mai). Insomma, loro due si vedono relativamente poco, ma è sempre un piacere sapere come vanno le loro vite.

Dunque, non so come descrivervi questo libro se non dicendovi che è una sorta di tango apache: infatti, qui dentro ci sono la passionalità del tango, il suo lato impassibile ma che comunque contiene emozioni molto forti, però c'è anche qualcosa di doloroso, qualcosa che fa male e che ti fa sentire dilaniato all'interno perché non riesci a non soffrire, non riesci a non disperarti per questa storia fra André e Nadyia che non dovrebbe esistere e che potrebbe causare pesanti conseguenze, ma soprattutto è un romanzo molto intenso, non riesci a staccartene proprio per il suo magnetismo che ti porta a voler scoprire sempre di più.
E allora tu balli insieme a tutti i protagonisti in questo tango senza fine, in cui sono presenti momenti di alta tensione che nemmeno una fune a momenti sa cosa sia (la tensione, intendo), momenti capaci di farti trattenere il fiato sia per la paura sia per la curiosità di andare avanti, capaci di sorprenderti con twist anche pericolosi che ti fanno fare salti alti così perché non puoi fare a meno di catapultarti in questa storia con tutti e due i piedi senza misure di sicurezza.
Ma, soprattutto, è un tango per via della storia d'amore che signoreggia su tutte le altre situazioni che si vengono a creare, che molto spesso ne sono conseguenza: vedere quanto si faccia profondo il legame fra i due protagonisti fa quasi male perché tu sai benissimo che non andrà a finire bene, che non sei ancora arrivata/o all'ultimo libro di questa seconda trilogia della serie e il lieto fine non lo troverai, almeno non ancora (e ho come il presentimento che non lo vedremo tanto presto).
*ecco come siamo noi mentre leggiamo "Per Addestrarti" e dopo averlo finito, e come si comporta il libro nei tuoi confronti*

Bene, penso di avervi detto tutto quello che volevo dirvi, perciò possiamo passare alla conclusione: questo romanzo è veramente un gioiellino per gli occhi, mi è piaciuto veramente tanto e qualche volta ho anche sentito le farfalle nello stomaco, tanto mi stava piacendo; oltretutto, fatemi ringraziare l'autrice, in primo luogo, per avermi permesso di leggerlo in anteprima e, in secondo, per aver creato una storia veramente bella, piena di azione e che non annoia mai!
Ora ci sarà solo da aspettare l'uscita del prossimo volume e speriamo che quel momento arrivi in fretta perché dopo quel finale non credo di riuscire a sopravvivere a lungo, ho bisogno di sapere come continuerà la storia perché sono un po' come Trilli, solo che io ho bisogno di sapere tutti i personaggi dei libri sani e salvi per vivere (o quantomeno il loro futuro)!
Alla prossima!
Voto:



lunedì 27 febbraio 2017

Release Blitz: Per Addestrarti - Chiara Cilli

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Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla e oggi, in questa giornata piuttosto caldina, sono tornata per portarvi un post veramente speciale, ovvero il Release Blitz del quarto volume della serie Dark Contemporanea "Blood Blonds" di Chiara Cilli, che ringrazio per avermi dato l'opportunità di festeggiare l'uscita del suo nuovo romanzo con voi e che ha creato una serie veramente bella (e soprattutto, dei personaggi maschili ad hoc).
Ma bando alle ciance e ciancio alle bande, proseguiamo con la presentazione di questo libro, che ha come protagonisti Nadyia Volkov e André Lamaze.

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Titolo: Per Addestrarti
Serie: Blood Bonds #4
Autore: Chiara Cilli
Genere: Dark Contemporary Romance
Casa editrice: Self-Publishing
Prezzo: TBA (cartaceo)
           €2.99 (ebook)
Pagine: 312


Trama
Credevo di sapere chi fossi. Cosa fossi.
Credevo di non avere più scampo, che la mia resistenza fosse ormai giunta al termine.
Poi ho sentito la sua voce pronunciare il mio nome.
Poi i suoi occhi hanno risposto al richiamo dei miei.
Non ha paura di me. Si avvicina. Mi parla. Mi tocca come se le appartenessi. E' folle.
Lui è l'unica chance che ho per restare viva. Devo far sì che gli importi di me. Che sia lui ad avvicinarsi.
Ma non riesco a starle lontano.
Ma gli basta sfiorarmi perché perda di vista l'obiettivo.
L'arrivo della Regina è vicino.
Dovrò scegliere.
La sottomissione.
O la lama di André Lamaze.
Qualunque sia la sua decisione, finalmente dirò addio alla mia piccola rossa.
Questo romanzo contiene situazioni inquietanti, scene violente e omicidi. Non adatto a persone suscettibili ai temi trattati. +18

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Non perderti gli altri tre romanzi della serie
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Leggi l'estratto
Pianissimo, mi approssimai alla soglia e feci capolino con la testa. André mi aspettava all'inizio della stretta scalinata che portava al pianoterra, un lato del corpo accasciato contro il muro in una posa indolente.
Voleva che lo raggiungessi?
Il suo sopracciglio si inarcò, come a dire Ti muovi o no?
Dunque, mi avviai verso di lui con cautela, lanciando occhiate oblique alle porte su ambo i lati del corridoio mentre procedevo attraverso le zone d'ombra e di luce generate dalla scarsa illuminazione. Quando gli fui dinanzi, André piegò il capo per indicarmi le scale. Le guardai in tralice, quindi incominciai a salire gli alti gradini.
Lui era proprio dietro di me, così vicino che potevo sentire il suo respiro nell'orecchio. Avevo la sensazione che l'aura di ghiaccio che lo circondava si stesse espandendo per ammantare anche me e strangolarmi. La avvertivo intorno al collo, come delle dita in procinto di serrarsi.
Mi portai istintivamente una mano alla gola, mi volsi appena per controllare André... e misi un piede in fallo.
Protesi le mani per non spaccarmi i denti sullo scalino che mi stava venendo rapidamente incontro, ma d'improvviso mi ritrovai di nuovo dritta. Il braccio di André mi cingeva come un boa, al punto che faticavo a respirare, tanto mi comprimeva sotto i seni. Il suo petto era come acciaio contro la mia schiena.
Rimanemmo così per alcuni istanti - io aggrappata al suo avambraccio, la sua guancia che premeva forte sui miei capelli, i nostri respiri che divenivano sempre più rumorosi.
Il suo cuore era come un tamburo impazzito contro le mie scapole, un battito così veemente da appropriarsi del mio e costringerlo a seguire il suo stesso ritmo forsennato.
"Se volessi ucciderti," mi sussurrò all'orecchio, sfiorandolo con le labbra, "non avrei bisogno di portarti da qualche altra parte." Mi strinse a sé ancora di più, facendomi ansimare per la repentina fitta di dolore al costato e l'inaspettata contrazione nel basso ventre. "Lo avrei fatto lì dentro."
Una scarica di terrore mi fece sbarrare gli occhi. Non ero nient'altro che un topo messo all'angolo, e lui il gatto che provava un piacere sadico nel vedermi tremare, consapevole che la zampata che mi avrebbe tolto la vita sarebbe giunta presto.
Ma non adesso.
Al rallentatore, staccai le mani dal suo braccio e le alzai in segno di resa. Ruotai lievemente il viso verso il uso e annuii piano, fremendo nel sentire la sua bocca sfregare sulla mia guancia.
"Non cadere",disse, l'alito che mi solleticava l'angolo delle labbra. "Non ti prenderò una seconda volta."

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L'autrice
Nata il 24 gennaio 1991, Chiara Cilli vive a Pescara. I generi di cui scrive spaziano dal Dark Fantasy e Dark Contemporaneo all'Erotic Suspense. Ama le storie d'amore intense e tragiche, con personaggi oscuri, deviati e complicati.
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Bene, per oggi questo è tutto, noi ci vediamo domani con la recensione di "Per Addestrarti".
A domani!

giovedì 23 febbraio 2017

Recensione Uccidimi

Titolo: Uccidimi
Autore: Chiara Cilli
Genere: Dark Romance
Casa editrice: Self-Publishing
Prezzo: €11,52 (copertina flessibile)
Pagine: 282






Trama
Non avrei mai immaginato che la mia vita sarebbe finita così.
Non avrei mai creduto che la mia vita sarebbe dipesa dalla sua.
Ero pronta a morire per mano dell'uomo che mi aveva distrutto.
Ero pronto ad uccidere la donna che si era presa tutto me stesso.
Ma la mia sofferenza non è ancora terminata.
Ma me l'hanno portata via.
Sta venendo a riprendermi, lo sento.
Me la riprenderò, a qualsiasi costo.
E questa volta non potrò fermarlo.
E questa volta non fallirò.
A meno che non sia io a ucciderlo.
Recensione
Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla e oggi la qui presente è molto felice perché sono iniziate le vacanze di Carnevale e questo vuol dire un po' di riposo per sei giorni... ah, che bello... *aria sognante, si mette a fantasticare e...*
Ehm, be', torniamo concentrate che è meglio: dunque, oggi sono tornata con una nuova recensione a proposito dell'ultimo volume della prima trilogia della serie Blood Blonds, di Chiara Cilli, trilogia che mi ha conquistato e che mi ha fatto soffrire molto, ergo fate attenzione perché potrebbe essere una recensione molto sclerosa, magari no, dipende da come mi gira, ma io vi ho avvertito.

Aleksandra è stata rapita da colui che era stato il suo salvatore e per un motivo ben preciso, che lei non si sarebbe mai immaginata: il Re di Véres vuole che lei uccida Henri, il suo aguzzino, colui che l'ha umiliata e violentata per conseguire la sua vendetta; ma lei non accetta, non vuole diventare come loro, ovvero un mostro che uccide senza pietà, credendo di poter regolare qualsiasi conto con la morte di qualcuno, la distruzione di una famiglia.
Purtroppo per lei un NO al Re, non è qualcosa così facile da dire perché lui non accetta un no e farà di tutto affinché sia lei a pronunciare il sì che condannerà Henri Lamaze, il sì che condannerà lei ma salverà altri.
E' in questo clima di guerra per il potere che Aleksandra dovrà fare la scelta giusta, mentre Henri e la sua famiglia si stanno preparando per lo scontro, per riprendersela.

Dunque, qui Aleksandra, come d'altronde nei precedenti volumi, mantiene sempre e ancora il uso tipico atteggiamento battagliero, di chi lotta per mantenersi fedele a se stesso, alle proprie convinzioni, però si sta spezzando, qualcosa in lei si frantuma giorno per giorno e non può fare nulla per rimediare perché sa che in qualunque caso, qualsiasi cosa scelga, qualcuno si farà del male, irrimediabilmente.
Ecco, forse una novità, oltre a questa fragilità che emerge a causa di ciò a cui è sottoposta, o lo è stata, è il fatto che ha molte responsabilità sulle spalle (anzi, in verità non ne ha molte, ma sono belle "pesanti"), deve saper fare la scelta giusta perché da ciò dipende il suo futuro, quello di sua madre e quello dei Lamaze, deve usare cautamente le sue parole, dimostrarsi quasi senza timore di colui che le sta davanti e al contempo deve saper resistere, non lasciarsi mai abbattere.
Come se non bastasse, deve anche affrontare il legame che la lega a Henri, un sottile filo che è stato tessuto già dal momento in cui si sono visti  e che ora è diventato, col passare del tempo, qualcosa di pericoloso che neanche loro comprendono (tesò, sapeste quante cose non capisco io... tipo perché Daemon Black non è reale, perché certe personcine vivono in America o in Canada, perché #mainagioiaforever mi perseguita) e che è impossibile definire, come se fosse trascendente dalla possibilità di conoscenza, ma una cosa si sa ed è certa: nessuno di loro due ne può scampare, è troppo forte.
*e qui la sua reazione fu la seguente*

Henri... be', che dire? La sua anima è ancora più confusa di prima, ma non nel senso che non sa cosa fare o sembra cambiare bandiera ogni tre secondi, quanto più per il semplice fatto che è tormentata (ma lo è tanto il ragazzo eh, ammazza aho), lui stesso ha mille pensieri per la testa e tutti convergenti in una sola cosa: salvare Aleksandra. Questa è diventata la sua ossessione, non riesce a non essere attratto dalla sua presenza, come se ne fosse succube, ed il problema del suo tormento risiede proprio qui, nel fatto che lui non vuole che lei diventi il suo tutto, non vuole che diventi il centro dei suoi pensieri rimpiazzando il posto dei suoi fratelli.
Il problema, però, è che lui si sente responsabile per lei, è quasi disperato al saperla nelle mani che non è lui stesso e non vuole che nessuno le faccia del male, sebbene lui senta di avere il diritto di essere l'unico a poterla piegare sotto il suo volere; oltretutto, tutti questi pensieri rivolti a lei stanno creando una frattura all'interno della sua famiglia: da una parte, se prima Armand aveva sperato che lei potesse cambiarlo e distoglierlo dal suo progetto di vendetta, ora non è più convinto di ciò, ma cerca di tenerli separati perché ha visto il loro legame malato, troppo forte da recidere; dall'altra, Andrè si sente quasi impotente di fronte a questa situazione, nonostante cerchi di non darlo a vedere, perché vede le sofferenze del fratello e si rende conto di non essere in grado di salvarlo, proprio come era successo anni prima, con quegli uomini che entravano in casa loro per divertirsi.
*la sua reazione fu la seguente*

In quest'ultimo volume della trilogia, ho avuto l'impressione che le emozioni la facessero da padrona ancora più due precedenti: se già da prima molte delle azioni commesse erano in funzione della rabbia, della rivalsa, e molto altro, qui sono ancora più importanti perché sono proprio la disperazione, l'amore, l'odio, la paura di scegliere e guidare qualcuno a fare qualcosa, non la razionalità. Insomma, guardiamo anche solo Aleksej: perché compie tutte quelle azioni? Indubbiamente, qui c'è una freddezza razionale che Henri palesemente non ha (e lo si vede), ma non c'è solo questo, probabilmente c'è paura/desiderio per il potere che ha nelle sue mani. L'unico personaggio che sembra essere perennemente razionalmente freddo, è la Regina, Neela Šarapova: lei è una donna che si mostra molto spietata e non a caso a lei sono destinate le Assassine; se, dunque, il Re risulta spietato ma con una certa morigeratezza che lo fa sembrare quasi buono (notate bene, ho detto quasi), sebbene sia una maschera che nasconde un piano ben preciso, lei è spietata e basta, non mostra mai alcuna emozione che non sia rabbia o irritazione nei confronti di chi agisce contro di lei ed è capace di ucciderti anche solo se le dici qualcosa che non le piace. Insomma, è l'unico personaggio che fa salire i brividi al solo pensiero (anche se nemmeno Henri scherza eh).

Finire questo libro non è stato facile: la storia scorre molto velocemente perché accadono un sacco di cose e tu, in quanto lettore, non puoi interrompere la lettura sul più bello, il che vuol dire che non puoi staccarti dal libro intero neanche per un secondo perché DEVI sapere cosa accade, perentoriamente, la storia è magnetica, un po' ansiogena, dona assuefazione che manco le sigarette ed è capace di farti sclerare male ogni tre secondi.
Insomma, staccarsi da questa storia durante la lettura è quasi doloroso, figuriamoci staccarsene dopo l'ultima pagina! Quando giungi alla fine del romanzo non sai più cosa fare della tua vita: arrivi al capitolo 32 e sei quasi in uno stato catatonico, non riesci a smettere di pensare "N-n-no, non può essere... non può... adesso c'è l'epilogo, adesso c'è... no, dai, non può essere già finito!", poi giri la pagina e ti ritrovi di fronte un nuovo capitolo, così inizi ad illuminarti, la speranza ti pervade... e poi se ne va più velocemente di quanto non sia arrivata perché leggi "André"...
Ora, io capisco tutto, ma per una persona come me non sapere è fatale e questo non va bene, come faccio io a sopravvivere con questo dubbio amletico (cit. Francesco Gabbani)? Me lo dici tu, cara Chiara? C'è solo da sperare in risposte nella prossima trilogia, che si preannuncia essere un peperino per via di André, ma soprattutto di Nadyia.

Concludendo, perché ho blaterato abbastanza, devo dire che quest'ultimo volume mi è piaciuto moltissimo, più dei precedenti volumi: ho apprezzato molto la non presenza di quelle scene che hanno caratterizzato "Soffocami" perché erano molto forti, ecco, mentre qui, sì, ci sono violenze ma le ho trovate meno pesanti, sebbene ce ne sia una particolarmente strong, almeno per i miei gusti e per la mia sanità mentale.
Bene, direi che adesso è giunta l'ora di andare a prepararmi per uscire e andare a vedere il Carlevé, ma posso dirvi un'ultima cosa: leggetelo. Se vi piace il genere o vi intriga la vicenda, dategli una possibilità, poi, per carità, può non piacervi, de gustibus, ma intanto potreste sempre ritrovarvi in una storia di ossessione, vendetta, coraggio, forza e forse anche un po' di amore.
Alla prossima!
Voto:





martedì 21 febbraio 2017

Recensione Distruggimi

Titolo: Distruggimi
Autore: Chiara Cilli
Genere: Dark Romance
Casa editrice: Self-publishing
Prezzo: €10.94 (copertina flessibile)
Pagine: 262






Trama
Credevo di essere sopravvissuta all'orrore. Mi sbagliavo.
Credeva di potermi sfuggire. Ma non ha scampo da me.
Non riesco a liberarmi di lui.
Non le permetterò di cacciarmi dalla sua mente.
E' nella mia testa, nel mio sangue, nelle mie ossa.
E' un mostro che vuole impossessarsi della mia anima e farla a brandelli.
Henri Lamaze è l'incubo di morte da cui non sarò mai in grado di svegliarmi.
Aleksandra Nikolayev è l'ultimo demone che devo sconfiggere.
Questa volta non riuscirò a contrastare il suo veleno.
Questa volta sarò io a non sopravvivere a lei.
E' finita.
E non posso accettarlo.
Recensione
Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla e anche oggi nessuna gioia all'orizzonte, ma d'altronde fra pochissimo è Carnevale, si sa che se il karma non fa il cattivo fino all'ultimo non è contento.
A parte questo, oggi sono tornata per parlarvi di questo secondo volume della serie "Blood Blonds", secondo volume che si fa sempre più intrigante, misterioso, e che ogni due per tre mi faceva venire voglia di entrare lì dentro e andare a dare due schiaffettini a qualcuno, a caso proprio (e guardate che i miei schiaffi sono belli potenti, se non ci credete andate a chiedere al mio compagno di banco delle medie, gliene ho dati di scappellotti per farlo stare tranquillo).

Aleksandra è tornata a casa, è riuscita a scappare dai Lamaze, ma non trova l'accoglienza che si sarebbe aspettata: se la madre è sconvolta dal suo ritorno, il padre si rivela finalmente per la persona che è veramente, ovvero un mostro, malato e pervertito, che lei non riesce più a riconoscere come l'uomo che l'ha cresciuta e l'ha amata.
Ora che è a casa trova il tempo per rimettersi, ma certe cose non si possono dimenticare, specie se ci si ritrova davanti il proprio incubo in carne ed ossa e dimenticare non è più un'opzione contemplabile.
Henri, dal canto suo, ora ha la possibilità di vendicarsi di quell'uomo che ha distrutto il suo io bambino proprio come lui stesso ha cercato di fare con la figlia del mostro, ma qualcosa sta cambiando, c'è qualcosa che lo tormenta talmente tanto da non saper in che altro modo reagire se non con la sua solita impassibilità di fronte alle sofferenze altrui.
 È così che Aleksandra si ritroverà al punto di partenza, ma chissà che questa volta non sia diverso... forse potrebbe essere peggio, o forse no, forse qualcuno potrebbe uscirne distrutto, c'è solo da scoprire chi e chi sarà a distruggere questa volta.

Dunque, per tutto il libro Aleksandra si dimostra la solita protagonista combattiva che abbiamo conosciuto nel precedente volume, non si lascia mai abbattere e combatte sempre a testa alta, però qualcosa di diverso c'è, inutile negarlo, perché non si può sopravvivere a un'esperienza come quella vissuta in Transilvania e non uscirne nemmeno un po' scossa: questo lo vediamo soprattutto all'inizio, quando la lontananza da Henri non allevia la sua sofferenza perché dimenticare è molto difficile, non si può semplicemente fare finta che non sia mai accaduto o che ora sia tutto finito... perché, infatti, non lo è, e ritrovarsi di fronte il suo incubo non fa altro che renderla al contempo più debole a causa del terrore di quello che potrebbe accadere e più forte per via della sua determinazione a non farsi sopraffare da niente e nessuno.
Però l'incubo non si limita a rimanere nel passato e nei suoi sogni, ritorna e la nostra protagonista è costretta a riviverlo, giorno dopo giorno, perché qualcuno (a caso proprio) non è ancora riuscito ad assolvere i suoi peccati e le sofferenze dalla sua anima, per tanto lei è costretta a rivivere tutto e in maniera più terrificante, a dirla tutta.
Nonostante tutto quello che le accade, Aleksandra cerca costantemente un modo per fuggire perché è consapevole del fatto che questa volta potrebbe non uscirne viva e anche se molte volte si dimostra pronta a morire, sotto a tutto quel coraggio anche lei ha paura, soprattutto per la madre, e anche lei desidera vivere la sua vita senza più essere costretta alle sevizie volte a distruggere lei, la sua anima, il suo essere in quanto persona.

In questo secondo volume Henri si mostra molto più tormentato di prima, non è più soltanto l'uomo dedito alla sua vendetta, ma è anche e soprattutto l'uomo ossessionato da colei che avrebbe dovuto uccidere, che avrebbe dovuto umiliare per far pagare certi mostri per le loro azioni commesse su di lui e sui suoi fratelli in un passato che ancora scotta al solo pensarci.
Ecco, è proprio questa sua ossessione che diventa protagonista di "Distruggimi", non lo lascia mai e non è contrastabile, nonostante lui cerchi disperatamente di soffocarla da qualche parte negli spazi più reconditi della sua anima, perché è qualcosa che distrugge tutte le sue convinzioni, le sue sicurezze, le spazza via dopo averle appallottolate e dopo essersi insinuata dentro di lui senza neanche chiedere il permesso... oltretutto, lei è la causa delle sue azioni, lo getta in uno stato di disperazione tale da non saper come reagire se non con la solita violenza, impassibilità e freddezza che lo ha sempre contraddistinto, lo rende più feroce e spietato, oltre che inverosimilmente confuso.
Un'altro elemento che lo rende ancora più dannato di quanto non fosse in precedenza è il fatto che non riesce ad ammettere i suoi sentimenti, né tanto meno ad accettarli: questa sua ossessione potrebbe nascondere qualcosa di molto più profondo e più pericoloso, ma lui non vuole ammettere questa possibilità perché potrebbe dilaniare la sua famiglia molto più di quanto non stia facendo la presenza di Aleksandra, così tenta di contrastare il tutto con tutte le sue forze, eppure non si può fermare un treno che è già partito e deragliarlo... be' siamo sicuri di avere il coraggio?

Questa volta due paroline per gli altri due fratelli Lamaze le spendo, anche se saranno proprio due.
Armand è il maggiore e il più responsabile, colui che si occupa di gestire la loro attività di famiglia e anche il più apparentemente calmo dei tre, anche se secondo me, più che essere calmo, potrebbe essere semplicemente uno che sa come giocare le sue carte molto pazientemente, ma questo è un altro discorso.
Dunque, non so esattamente il perché, ma sin dalla prima volta che l'ho incontrato mi ha dato l'impressione di essere una sorta di Elijah Mikaelson in versione umana, un uomo che si veste sempre bene e che sembra non sporcarsi mai le mani potrebbe essere il peggiore di tutti, quello da cui ci si deve guardare le spalle ma anche quello che guarda le spalle a coloro che ama, e lo fa sempre con quello che ho l'impressione sia un istinto calcolatore che lo rende quel tipo di persona che, quatta quatta, sa anche tramare contro di te e allora devi fare ben attenzione.

Infine, menzione speciale per André, il più piccolino e anche quello di cui non sappiamo poi molto: sì, è vero che lui era obbligato ad assistere ai bellissimi giochi (ironia portami via pt.2) degli uomini che frequentavano casa sua (ora che ci penso, sapete che mi sembra tanto la dimora della Bestia, de "La Bella e la Bestia"? Vabbe', lasciamo stare) ed è anche vero che lui ha il compito di addestrare le ragazza che devono diventare le Assassine della Regina di Véres, ma cos'altro sappiamo esattamente di lui? Poco. Però qualcosina l'abbiamo capita, anche se non nella sua interezza, come il fatto che c'è qualcosa che lo rende sempre così duro, quasi severo, agghiacciante, che potrebbe aver a che fare con la sua infanzia o con qualcos'altro che non vi saprei ancora dire, anche se ho una mia teoria, e che deve aver sofferto molto anche lui, per questo ha assunto una sorta di maschera dell'impassibilità, come d'altronde anche i suoi fratelli.
Insomma, fra tutti i personaggi che conosciamo un minimo, al momento lui è quello che mi sembra più misterioso.

Anche in questo volume la violenza non manca: intendiamoci, forse potrebbe sembrare minore rispetto a "Soffocami", ma secondo il mio modesto parere è solo un'impressione data dal fatto che questo romanzo è più corto del precedente, perché di violenza ce n'è eccome ed è sempre più o meno della stessa materia, segue sempre le stesse dinamiche; ancora una volta, qui ampio spazio è dato all'umiliazione e alla mortificazione, anche se mai quanto nel primo volume, e al rendere una persona un oggetto senza più anima, incapace di vivere, incapace di provare emozioni e di ragionare lucidamente.
Un'altra cosa che ho notato è che apparentemente la storia potrebbe sembrare svolgersi più o meno con le stesse dinamiche, lei che viene rapita, lui che la violenta, eccetera eccetera, ma ho avuto l'impressione che per qualche momento le dinamiche fossero simili per via del fatto che quello che è successo prima di quel finale si è poi pian pianino amplificato, è diventato sempre più importante nella vita di Henri, al punto da assumere un significato diverso ma con le stesse conseguenze, perché è lui che reagisce nello stesso modo, solo in una maniera più forte, non sapendo in che altro modo affrontare la situazione che gli sta sfuggendo di mano.

Concludendo, perché fra pochissimo devo andare a studiare, questo volume pone le premesse per qualcosa che sarà certamente doloroso da leggere, ma si spera con un finale relativamente lieto (non mostriamoci troppo positive che poi non si sa mai); come al solito, la storia scorre velocemente, ci sono alcuni punti che ti catturano molto più di altri per il loro essere sconvolgenti, come il finale che ti fa rimanere con la bocca spalancata al punto da far invidia al granchietto Sebastian, però in generale la storia è talmente intrigante che risulta difficile staccarsi senza che la nostra mente non abbia conseguenze terribili, tipo non riuscire a dormire la notte perché si pensa al libro pur sapendo che l'indomani c'è scuola e allora sei più o meno così:
Insomma, ora non vedo l'ora di leggere il seguito perché sono troppo curiosa e ho bisogno di sapere se, prima o poi, qualche gioia per tutti 'sti poveri cristi arriverà... forse... ma io non demordo e continuo a sperare perché la speranza è l'ultima a morire, no?

Alla prossima!
Voto:




sabato 18 febbraio 2017

Recensione Soffocami

Titolo: Soffocami
Autore: Chiara Cilli
Genere: Dark Romance
Casa editrice: Self-publishing
Prezzo: €12.38
Pagine: 400






Trama
Avevo tutto ciò che ho sempre sognato.
Non ho mai avuto la vita che sognavo.
Avevo lavorato sodo per arrivare dov'ero.
Violenza, soprusi e crudeltà mi avevano segnato per dieci anni.
Ero pronta a portare l'azienda di famiglia ai vertici del successo.
Ero pronto a saziare la mia vendetta contro chi aveva abusato di me per lungo tempo.
Poi mi hanno rapita.
Così ho preso la figlia di Nikolayev.
Ora devo sopravvivere a un uomo che mi consuma l'anima.
Non importa quanto lotterà, non ha scampo.
Non posso lasciare che mi soffochi con la sua presenza letale.
Perché la ucciderò.
Recensione
Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla e oggi edizione straordinaria (chissà perché detta così mi ricorda tanto "Fievel") perché avevo questa recensione pronta e mi andava di postare anche oggi.
Perciò, eccomi tornata con la recensione di un libro che avevo intenzione di leggere da un sacco, ma veramente un sacco di tempo, e che mi ha sorpreso moltissimo perché non pensavo potesse essere così intrigante e misterioso e perché sono riuscita ad apprezzarlo nonostante le scene forti, che non si può dire siano propriamente nelle mie corde.

Aleksandra è una giovane ragazza che lavora nell'azienda famigliare, nel campo delle competizioni dei cavalli, e sta presenziando a un evento da lei stessa organizzato quando viene avvicinata da un certo Armand Lamaze e viene poi rapita sempre da quest'ultimo: è così che si ritrova in Transilvania, in una situazione molto più grande di sé, molto complicata da comprendere e nient'affatto piacevole, soprattutto per una ragazza come lei che si trova di fronte dei mostri, anche se fra questi non ci sono solo i suoi aguzzini.
Quando arriva nel palazzo dei Lamaze scopre la loro attività: nella città di Véres ci sono un Re e una Regina, le persone più influenti, a cui tutte le altre famiglie hanno giurato fedeltà (o all'uno o all'altra), mentre quella dei suoi carnefici è l'unica neutrale e si occupa di fornire al primo delle ragazze per soddisfare i piaceri carnali, mentre alla seconda delle ragazze per costituire il gruppo di Assassine della Regina.
La protagonista non fa parte di nessuno dei due gruppi, ma è la vendetta personale di Henri, il fratello di mezzo fra i Lamaze, e questo non è un buon segno, anzi, presto scoprirà l'oscurità presente in quella casa, le azioni obbrobriose commesse da uomini creduti rispettabili e la perversione che abita fra quelle mura.
Per lei non sarà per niente facile vivere sotto la stretta soffocante di Henri, ma con la sua presenza qualcosa inizierà a cambiare... e non se ne accorgerà soltanto lei.

Dunque, Aleksandra si rivela sin da subito una sorta di giovane donna in carriera, che vuole rendere orgogliosi i suoi genitori ma anche se stessa avendo successo nel suo lavoro: già dalla prime pagine notiamo una ragazza spigliata, anche un po' irriverente, ma soprattutto forte e determinata, come se nulla la potesse abbattere. Questo sarà anche l'atteggiamento che manterrà in Transilvania, non si mostrerà mai spaventata e non esiterà un attimo a compiere azioni per salvare le altre ragazze, per fuggire o ribellarsi, ignorando le terribili possibili conseguenze.
Insomma, si mostra tosta di fronte a tutte le situazioni, non la vedi vacillare quasi mai, cammina sempre a testa alta e non si fa abbattere, lotta per contrastare i soprusi e cambia, molto, cambia se stessa perché questa piacevolissima (ironia portami via) esperienza la pone di fronte a una cruda realtà e a verità nascoste che hanno rivoluzionato il suo mondo, e cambia anche alcune personcine tanto carine, a partire da Henri, per poi andare ad agire anche in un territorio tutto intorno.
Quello che mi è piaciuto di più della protagonista è la sua tenacia: da ogni parola che pronuncia in Transilvania percepiamo la sua forza, come una fiera maestosa, un leone che non ha intenzione di arrendersi alla situazione in cui si ritrova e continua a lottare, incessantemente, come se ogni attimo potesse essere l'ultimo. Un'altra cosa bella è che non si batte solo per la sua di libertà ma anche per quella delle altre ragazze, in particolare il gruppo delle schiave, non esitando ad agire nel caso veda dei soprusi e questo indica che, nonostante possa sembrare un po' viziata (andiamo, chi è che non pensa che chi vive nell'agio e non conosce altre situazioni non sia viziatello?) ha anche un cuore d'oro, altruista.

Un personaggio oscuro è indubbiamente quello di Henri: mentre il fratello maggiore, Armand, ci da comunque la parvenza di un tipo con la testa a posto, sana e non pervertita (almeno, per il momento), e il minore, André, ci sembra spietato ma al contempo tranquillo da quel punto di vista (capitemi), Henri è là dentro come il dio degli eccessi, della violenza, dell'inumanità; non solo ci appare come un uomo impassibile di fronte alle sofferenze altrui, ma sembra proprio che non abbia un briciolo di umanità, che non sia capace di provare pietà o qualsiasi altro sentimento che non sia l'indifferenza di fronte a quello che accade alle povere ragazze del suo gruppo.
Tuttavia, sebbene risulti perennemente dedito alla sua causa e al suo progetto di vendicarsi per le sofferenze inflittegli da bambino, ogni tanto lascia fuoriuscire una parte della sua anima ancora bianca, o quanto meno grigia, il che ci fa capire che forse una parvenza di umanità gli è rimasta, solo che non può mostrarsi debole, non può permettersi di lasciar riaffiorare le sue sofferenze, i suoi dolori perché qualcuno deve pagare per quello che è stato fatto. E' anche su questa parte della sua anima che agirà, inconsapevolmente, la protagonista: sarà lei, infatti, ad aprire uno spiraglio di luce in Henri, a mettere dei mattoni per poter costruire, chissà, qualcosa di diverso e abbattere la morte che pervade il suo spirito, ma non sarà facile, ci saranno momenti in cui si penserà che il cambiamento sia quasi completato, per poi rimangiarsi l'esultazione immediatamente dopo una cambio repentino di atteggiamento.
Insomma, un bello e dannato con i fiocchi e molto più dark, più oscuro di quelli a cui sono abituata io, ma la sua figura di personaggio caratterizzato benissimo la fa molto bene.

Bene, ci sarebbero altri personaggi di cui parlare, però credo che lasciare sopra un velo di mistero sia meglio che analizzarli, seppur brevemente, e direi anche che ho già parlato abbastanza a proposito dei due personaggi più importanti della storia, di cui uno è anche il più complesso, se vi posso riportare il mio modesto parere.
Questa storia mi aveva attirato già da un po' di tempo, ma non avevo forse osato avvicinarmi per via di quello che avrei potuto trovare (scene forti, ecc...), così ho rimandato fino a che non ho deciso che in quel momento non c'erano altri libri che mi ispiravano e ho incominciato questa avventura: devo ammettere che come avventura non è delle più leggere, anzi le tematiche sono molto forti e rappresentano anche una realtà che non è poi così lontana dal nostro mondo perché, benché sia un'opera di fantasia, racconta di una situazione fatta di soprusi, violenze su delle donne (ragazze) che verranno poi vendute come schiave del piacere e a cui verrà pian piano tolta la libertà, l'umanità che le caratterizza in quanto esseri umani e la possibilità di fare scelte sul proprio futuro.
Non è facile vivere in un ambiente dove i diritti delle donne, anche se solo quelle all'interno del palazzo dei Lamaze, non sono neanche presi in considerazione, dove le donne ritornano ad essere schiave degli uomini, loro sottoposte, proprio come lo erano nel passato, quando l'individuo maschile aveva il predominio su tutto, compreso su tutti gli altri individui femminili.
Ma soprattutto, non dev'essere per niente facile accettare questi soprusi, accettare che qualcuno cancelli il tuo essere come persona per farti diventare qualcosa che vale meno di uno straccio e accettare di non poter fare nulla per poter cambiare la situazione perché non si hanno le risorse, le forze per ribellarsi e far sentire la propria voce... e così si acconsente al diventare persone di carta, a spegnere i sentimenti, a svuotarsi per non pensare a nulla, alle sofferenze.

Concludendo, questa storia mi è piaciuta molto, non avrei mai pensato che sarei riuscita a leggerla tranquillamente per via di tutta una serie di scene parecchio forti, eppure la mia sanità mentale è ancora intatta, i miei feels pure... ah, ma a chi vogliamo darla a bere, certo che i miei feels sono distrutti! Dopo quel finale poi! Il problema è che accade tutto così in fretta alla fine che tu pensi di poter tirare un sospiro di sollievo, ma poi inizi a farti delle domande, inizi a dire "Ma... vuoi vedere che..." e poi pensi "No, non è possibile", e infine arrivi alle ultimissime pagine, inizi a sentire puzza di bruciato... ed ecco che le tue supposizioni erano corrette. *mai una volta che si sbagliasse oh, MAI*
E alla fine ti ritrovi pure con una curiosità immensa, perché si sa che se Katy non è curiosa non sarebbe Katy (parlare di se stessi in terza persona: fatto e sembra pure figo), che devi soddisfare al più presto perché non ce la puoi fare ad aspettare.
Insomma, se non si fosse capito questa storia mi è piaciuta molto, sia per come è stata creata sia per come si è evoluta, e mi ha coinvolto tantissimo al punto che per poco non facevo tardi a scuola per poter finire un capitolo... oltretutto, il libro scorre molto velocemente, non ci sono intoppi e quelle scene alla fine non si sono rivelate terribili come pensavo, il che è un bene.
Quindi, se siete appassionati del genere e non l'avete ancora fatto, leggete questo romanzo, e leggetelo anche voi a cui potrebbe ispirare, tutt'al più potrebbero darvi fastidio le violenze, però in ogni caso io ve lo consiglio perché la storia è bella e intrigante al punto giusto.
Voto: