mercoledì 26 luglio 2017

WWW... Wednesday! #43

Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla e anche oggi nessuna gioia all'orizzonte... in compenso, è l'ora di presentarvi le mie letture in corso, finite e in programma, in questo nuovo appuntamento della rubrica inventata dal blog Should Be Reading.

What are you currently reading?
Girovagando su YouTube ho scovato questo libro e ho pensato di leggerlo, visto che sembrava intrigante. Ovviamente, non l'ho ancora iniziato perché stamane dovevo copiare in bella le versioni di greco di compito, ma lo farò a breve.

What did you recently finish reading?
Questa settimana ho letto 7 libri:
- Frankenstein: con un po' di fatica sono riuscita a finire in un giorno questo romanzo che avevo già letto in italiano due anni fa e l'ho trovato un romanzo carino, anche se un po' noioso all'inizio, mentre ha recuperato alla fine;
- Il Piccolo Principe: dopo Frankenstein avevo bisogno di qualcosa di leggero e ho pensato di leggere questo libro perché non l'avevo mai fatto e mi è piaciuto tantissimo, è stata una lettura breve ma speciale;
- Il club delle seconde occasioni: venerdì mattina avevo iniziato a leggere "Gulliver's Travels", ma visto che non ci stavo capendo una mazza perché non ci stavo con la testa, ho optato per questo romanzo che volevo leggere da molto tempo e sono rimasta piacevolmente sorpresa dalla storia, e soprattutto dal finale che non è stato quello che mi sarei aspettata;
- Zenith part 1: non essendo nel mood giusto per riprendere Gulliver, ho deciso di leggere questa "anteprima" del romanzo che dovrà uscire a inizio 2018, che originariamente doveva essere pubblicato a puntate e questa sarebbe la prima. Non vorrei sbilanciarmi, perché è soltanto l'inizio di un romanzo, ma l'ho trovato molto interessante e anche bello, sembra una storia avvincente che ha per protagonisti pirati spaziale e non vedo l'ora di saperne di più;
- Gulliver's Travels: finalmente ho poi finito di leggere questo libro e l'ho trovato carino, anche se non mi è piaciuta molto la fine, quando Gulliver inizia a disprezzare la sua stessa famiglia perché non sono perfetti... scusa tanto, ma, sai, la perfezione non esiste caro!
- L'imperfetta: allora, avevo intenzione di leggere questo libro prima o poi e il momento è arrivato domenica sera, quando mi stavo annoiando e questo romanzo mi ha tenuta incollata fino alla fine, con il cuore in pena per tutto il tempo;
- Origine della disuguaglianza: ho dovuto leggere questo libro come compito di filosofia e ammetto di averlo apprezzato come mai avevo apprezzato un saggio in tutta la mia vita! Certo ci sono stati momenti in cui mi sono persa, ma non l'ho vissuta come una lettura pesante, come era stato per tutti gli altri saggi che ho letto, quindi direi che sono contenta del compito che ha assegnato il mio professore.

What do you think you'll read next?
Premetto che non ho proprio la più pallida idea di cosa leggerò dopo, ma forse e dico forse potrei optare per uno di questi due titoli, oppure vedere quale libro ha meno pagine e leggerne uno breve, visto che in questi giorni i miei occhi stanno chiedendo riposo (forse li affatico troppo... voi che dite?).

Bene, per oggi è tutto. Se vi va, fatemi sapere qualcosa delle vostre letture.
Pace, amore e tanti libri a tutti!

martedì 25 luglio 2017

Recensione Maleficio

Titolo: Maleficio
Autore: Rachel Hawkins
Genere: Fantasy
Casa editrice: Newton Compton Editori
Prezzo: €14.90 (copertina rigida)
Pagine: 283






Trama
Sophie Mercer è una ragazza Prodigium. Ma quando con le sue straordinarie capacità ne ha combinata una di troppo, è stata spedita all'Hecate Hall, una scuola speciale dove vengono raddrizzati e puniti ragazzi che hanno esagerato con i loro strani poteri (streghe, mutaforma, maghi, licantropo, fate). Ma questo accadeva prima che Sophie scoprisse gli oscuri segreti che la sua famiglia aveva tenuto nascosti per anni. E soprattutto prima che si innamorasse di Archer Cross, un membro infiltrato dell'Occhio di Dio, organizzazione fondata proprio allo scopo di distruggere i Prodigium. E ora Sophie sa di essere un demone e che in un prossimo futuro potrebbe essere costretta a far del male anche a coloro che ama. Ecco perché, quando il Consiglio dei Prodigium la spedisce in Inghilterra, decide di sottoporsi lì alla Rimozione, una procedura difficile e pericolosa che cancella definitivamente ogni potere magico. A Thorne Abbey, l'imponente e immensa residenza sede del Consiglio dei Prodigium, incontrerà suo padre, il capo del Consiglio, che le rivelerà una storia sconvolgente; ma più sconvolgente ancora sarà la scoperta che qualcuno sta allevando in segreto molti altri demoni per sfruttarne la potenza distruttiva. Sophie si accorge presto di essere nel mirino dell'Occhio, che invia a controllarla proprio Archer Cross. Pensava di averlo ormai dimenticato, ma si accorgerà ben presto di provare ancora qualcosa per lui...
Recensione
Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla e anche oggi non c'è nessuna gioia all'orizzonte, solo tante, tante vespe... e io che volevo abbronzarmi stando seduta sul balcone, ma ci sono troppi insetti per i miei gusti e io odio gli insetti, con tutto il mio cuore.
A parte questo, oggi sono tornata per parlarvi del secondo libro della serie Prodigium, una serie che mi sta conquistando sempre di più e che trovo sempre più avvincente man mano che si va avanti con la storia.
Ma ora, bando alle ciance e iniziamo!

Ormai è giunta l'estate anche all'Hecate Hall e Sophie, che pensava di dovervi rimanere, sarà improvvisamente trasportata a Thorne Abbey, dove trascorrerà del tempo con suo padre, il capo del Consiglio. Accompagnata dalla sua compagna di stanza, Jenna, e dal giardiniere della scuola, Cal, un ragazzo di diciannove anni molto silenzioso, Sophie si ritroverà a dover confrontarsi con la sua natura demoniaca, che inizialmente rifiuterà al punto di essere quasi convinta di voler sottoporsi alla Rimozione dei suoi poteri, e con Nick e Daisy, due Prodigium esattamente come lei.
Mentre si trova in Inghilterra, tuttavia, la sua estate non sarà povera d'avventure perché l'Occhio di Dio è sempre presente, così come la presenza di Archer Cross, il ragazzo per cui si era presa una cotta colossale e che poi si è rivelato nemico di tutti i Prodigium, per tanto dev'essere eliminato perché è una minaccia potente per tutti loro.
Indecisa fra i suoi sentimenti per il ragazzo e la nuova situazione che le si è presentata davanti, Sophie dovrà imparare in fretta che ci sono più grandi minacce che la aspettano, che li aspettano tutti e che non tutte sono quelle più prevedibili, specie se c'è chi sta creando demoni nell'oscurità e tutti sono consapevoli che questi non devono più essere creati dai tempi di Alice, la sua bisnonna.

Allora, in questo secondo volume molto scoppiettante ritroviamo sempre la nostra stessa protagonista: sempre divertente, sempre con la battuta pronta per rispondere agli altri e sempre testarda, anche qui Sophie non si smentisce e la vediamo molto determinata a proseguire con la sua decisione, quella di sottoporsi alla Rimozione. Noi sappiamo bene quanto lei non abbia preso bene la notizia di essere un demone, ha paura di fare del male agli altri ed è per questo che vuole eliminare questa possibilità, ma noi sappiamo anche che quando si è assaporato qualcosa per molto tempo è difficile dirgli addio e la nostra Sophie non sarà da meno.
In compenso, in mezzo a questi dubbi esistenziali moto profondi, in mezzo anche alla sua irriverenza, c'è anche spazio per un po' di amore, in primo luogo per il padre, che dopo sedici anni ha fatto capolino nella sua vita e che lei vede quanto si stia impegnando per recuperare il tempo perduto, poi per la sua migliore amica Jenna, che le fa da compagnia, per Cal, che è... be', immagino che dobbiate scoprirlo voi... infine anche per Archer, che continua ad occupare un posto speciale nel suo cuore nonostante lei voglia che lui abbandoni i suoi pensieri.
Insomma, posso dire che mi piace un sacco come personaggio? La trovo veramente simpatica, è capace di dare quel pizzico di follia in più a certe situazioni con la sua parlantina e con il suo umorismo, tale da farmi quasi ridere! Poi, è incredibile come riesca a fare sempre di testa sua, è semplicemente una forza della natura.

Ora, arriviamo alla carrellata di personaggi che vi presenterò brevemente.
Nuovo personaggio è il padre di Sophie: sin dall'inizio vediamo come sia determinato a educare la propria figlia e a farle cambiare idea sulla Rimozione perché ci tiene moltissimo a lei e cercherà di dimostrarglielo; inoltre, la cosa buffa di lui è che ha uno spiccato senso dell'umorismo e che ci sono momenti in cui sembra un signore di un'altra epoca che si è ritrovato per sbaglio nella nostra.
Poi c'è, come al solito, Jenna: ammetto che ogni tanto ho l'impressione che sia un pochino pazza, mi dà proprio l'idea di una bambina cresciutella con una strana luce negli occhi quando ti propone di fare qualcosa, però mi sta super simpatica, anche se ogni tanto ha avuto dei momenti di défaillance.
Poi c'è Cal: se nel primo volume l'avevamo visto poco, qui lo vediamo molto di più (anche se sempre poco) e vediamo che, sotto quella sorta di corazza di imperturbabilità, di serietà, che sembra avere tutto intorno a sé, c'è un ragazzo che sa sorridere, sa fare battutine e sa essere simpatico, oltre che un giovane innamorato della sua capacità di guarire piante e persone. A proposito di lui, in questo volume scopriamo una cosa abbastanza sensazionale, qualcosa che scombina un po' le carte in tavola e che mi fa seriamente preoccupare, specie visto quello che succede alla fine, ma a parte questo è comunque un ragazzo a posto.
Infine, abbiamo Archer Cross. Okay, lo ammetto, anch'io mi ero presa una piccola cotta per lui in "Incantesimo" e direi che adesso si è pure ingigantita: non è che mi piacciano i cattivi ragazzi (forse un pochino sì), però lui ha un grande fascino e continua ad avercelo, quindi per me è impossibile non disperarmi perché non esiste nella realtà... so che è un traditore, so che sta con l'Occhio di Dio, ma per me non è il nemico, io sono sicura che sotto sotto sia lo stesso ragazzo che ha flirtato con Sophie e che probabilmente sta dalla parte dei nemici perché deve loro qualcosa o per chissà quale altro motivo. Poi, insomma, quanto sono belli lui e la protagonista insieme? Sono la vita, punto.

Personalmente, ho trovato questo volume molto avvincente, niente maledizione del secondo di una serie, anzi, mi è piaciuto addirittura un pochino di più del precedente proprio per il fatto che in alcune parti mi sembrava di essere lì con la protagonista e condividevo le sue stesse emozioni (soprattutto a proposito di Archer XD): ripensandoci, non c'è una grandissima azione, non è un continuo andare da una parte e dall'altra, ma è tutto intrigante perché c'è un mistero da risolvere, chi stia creando demoni, ed è straordinario vedere come la protagonista, insieme anche agli altri, affronta tutta la situazione, le scoperte che fa, ciò che osserva, insomma TUTTO! Ci sono stati momenti abbastanza ansiogeni, anche se brevi per fortuna, ma ancora più ansiogeno e terrorizzante è il finale perché è un cliffhanger bello e buono e poco prima della fine accadono un sacco di cose che mi hanno fatto sclerare male perché sono da WTF.
Vogliamo poi parlare dei momenti Sophie-Archer? Si vedono poco (ma io ero comunque sicura si sarebbero visti, anche se per poco), però sono troppo carini: anche loro, come altre coppie - cosa che loro non sono, ancora -, stanno attraversando il momento "vorrei ma non posso" e "è tutto così complicato per noi", ma il loro tormento è troppo "tenero"!

Concludendo, perché sto scrivendo questa recensione di sera tardi e la signora madre vuole che vada a dormire, ho adorato questo secondo volume, mi sono sentita trasportare in questo mondo al punto che l'ho finito in un battibaleno senza neanche rendermene conto, proprio perché mi è piaciuto un sacco, mi sono divertita molto e preoccupata altrettanto.
Insomma, è una storia Fantasy che sta migliorando molto e che ogni tanto mi ha fatto venire le farfalle nello stomaco (non so se avete presente, ma quando un libro mi piace tantissimo capita che senta tutta l'euforia del momento sotto forma di farfalle nello stomaco, cosa che è un buon segno), cosa che non mi capita molto spesso, ma questa storia è fantastica e non poteva accadere altrimenti.
Divertente, irriverente, ansiogeno e dolce (giusto un pochino), un libro che ti tiene incollato alle pagine e che finisci senza neanche accorgertene.
Alla prossima!
Voto:

Recensione Il gatto che aggiustava i cuori

Titolo: Il gatto che aggiustava i cuori
Autore: Rachel Wells
Genere: Narrativa Contemporanea
Casa editrice: Garzanti
Prezzo: €9.90 (copertina rigida)
Pagine: 238






Trama
Come ogni gatto, Alfie adora passare le sue giornate sonnecchiando sul divano davanti al camino. Un po' di carezze, un po' di fusa rumorose, ed è felice. Ma all'improvviso è costretto a lasciare la casa in cui è cresciuto, e si ritrova solo e sperduto per le strade di Londra. Tutto cambia quando arriva in Edgar Roas, una via piena di verde e di bellissime villette a schiera. Alfie capisce subito che solamente lì può sentirsi di nuova a casa. Solamente lì può trovare una nuova famiglia. Eppure gli abitanti del quartiere non sono pronti ad accoglierlo. Concentrati sui loro problema, non hanno tempo per occuparsi di lui. Fino a quando scoprono che non è un gatto come gli altri. Ha un dono speciale: è capace di riconoscere i desideri più nascosti. Alfie sa bene che Claire è ancora in cerca di amore dopo essere stata lasciata dal fidanzato; che Jonathan, cinico e disincantato, in realtà si sente troppo solo, e che Polly vorrebbe solo qualcuno in grado di proteggerla. Giorno dopo giorno, si accorgono di quanto abbiano bisogno di lui. Il loro nuovo amico è pronto ad aiutarli, a provare a cambiare le loro vite, a riaccendere le loro speranze. Perché Alfie è in grado di aggiustare quello che il destino a volte ha rotto e ad ascoltare la melodia silenziosa dei loro cuori.
Recensione
Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla e anche oggi nessuna buona nuova all'orizzonte, solo un'improvvisa voglia di andare a vedere "Dirty Dancing" con la mamma, perché io devo ancora riprendermi dalla notizia del remake, di cui, dii immortales, ho visto solo il trailer e mi è bastato per cringiare abbastanza...
 A parte questo, oggi sono tornata per parlarvi di un libro molto carino che mi era stato regalato da mia zia per Pasqua e che ho letto solo adesso.

Alfie ha sempre vissuto in un appartamento con la sua padrona Margaret finché, un giorno, lei non si è più svegliata e lui ha dovuto lasciare la sua casa per evitare di finire al gattile, un posto terribile per tutti i felini del suo calibro: dopo aver camminato a lungo come gatto randagio, Alfie si è ritrovato a Edgar Road, una via londinese in cui ha trovato un gatto che gli ha spiegato come gli sarebbe convenuto cercare di avere più famiglie, nel caso sarebbe successa una cosa simile a quella con Margaret.
Ed è così, che il nostro protagonista a quattro zampe entra nella vita di Claire, una donna di trentacinque anni che ha bisogno di cambiare la sua vita e di trovare qualcuno che la ami, Jonathan, un uomo di quarantadue anni che è in cerca di un lavoro soddisfacente dopo essersi trasferito dall'Australia e di una donna da avere al suo fianco, Polly, la quale ha qualche problema con la sua nuova maternità ed essersi trasferita proprio poco dopo aver partorito non l'ha aiutata, e Franceska, una donna polacca che si è trasferita accanto a Polly con la sua famiglia e che ogni tanto sente gli occhi giudici delle persone su di sé.
Quello che queste persone non sanno è che Alfie potrebbe cambiar loro la vita grazie alla sua intelligenza e al suo essere semplicemente attento a quello di cui hanno bisogno.

Allora, il protagonista di questa storia è un gatto di nome Alfie: noi sappiamo che la sua è stata una vita piuttosto tranquilla, ha sempre vissuto con la sua padrona Margaret e con un'altra gatta molto più anziana di lui, che inizialmente non lo voleva sul suo territorio, finché non si è trovato a confrontarsi con il mondo reale e allora sono stati cavoli a merenda!
Da gatto abituato a tutti i comfort possibili, ha dovuto imparare in fretta che la vita per strada non è sempre rose e fiori, ma non si è mai dato per vinto, ha continuato a camminare fino a che non ha trovato un luogo adatto: a questo punto, la sua furbizia gli ha suggerito di farsi apprezzare da più persone, di modo da essere coperto in caso di dipartita di qualcuno, per tanto ecco che ha iniziato a fare moine a destra e a manca, a miagolare.
Ecco, questi primi approcci con i suoi nuovi padroni mi hanno fatta sorridere perché c'è chi lo accoglie anche troppo bene e chi non lo vorrebbe, però la cosa bella è che lui riesce ad entrare nei cuori di tutti, diventando un amico con cui parlare, un confidente, una compagnia, al punto che ben presto sarà indispensabile la sua presenza.
Che poi, secondo me, lui si diverte un sacco a fare avanti e indietro da una casa all'altra, non lo dice mai e anzi si lamenta, ma sotto sotto sono convinta che gli piaccia.

Ora parliamo invece degli umani di questa storia.
In primo luogo abbiamo Claire, la prima padrona di Alfie quando si trasferisce a Edgar Road: subito, ci troviamo di fronte una donna sofferente, distrutta da qualcosa che l'ha fatta fuggire da casa sua, ma non sappiamo cosa; col passare del tempo, dopo un momento di sorpresa iniziale, inizierà ad occuparsi del nostro amico a quattro zampe e anche lei si riprenderà.
Poi abbiamo Jonathan, quarantaduenne che sembra piuttosto solo e deluso dalla piega che ha preso la sua vita, per questo inizialmente se la prende con Alfie e non lo vuole, risultando così molto scontroso, ma dopo non molto inizierà ad affezionarvisi, non senza un briciolo di stupore perché, ehi, chi l'avrebbe mai detto che si sarebbe ritrovato a parlare con un gatto?
C'è poi Polly, una giovane donna che è diventata madre da pochi mesi e che sembra molto fragile, si spaventa alla vista nel nostro gatto, crede che lui possa uccidere suo figlio, ma soprattutto non sembra felice: dopo un inizio piuttosto spinoso, lei e Alfie inizieranno pian pianino ad andare d'accordo e lei si calmerà.
Infine, abbiamo Franceska: lei e la sua famiglia si sono trasferiti a Londra, ma provengono dalla Polonia, per tanto spesso si sentono dire alle spalle cose poco carine proprio sulla nazionalità; a risollevare il morale a tutti arriva Alfie, che è come un toccasana per la sua famiglia, in quanto tutti sono contentissimi con lui accanto e questo fa molto piacere alla donna di casa, che avrà qualche momento di pace, tranquillità e gioia.

Quello che mi è piaciuto di più di questo libro è il fatto che mostra come gli animali che vivono con noi, siano essi cani, gatti, tartarughe o pappagallini, sono molto spesso artefici della nostra felicità: non si sa bene perché, ma quando hai qualcuno da accudire che ti ringrazia per le cure che gli dai, anche tu ti senti più spensierato/a, affronti magari dei momenti con più calma e con un sorriso leggermente più grande di quello che avevi prima.
Io credo che tutti questi animali ci facciano sentire meno soli in mezzo a tutti i problemi che la vita ci mette davanti e ci risollevano il morale perché sono in grado di capire quando qualcosa non va e agiscono di conseguenza, vengono vicino a te, ti si strusciano addosso, ti fanno le fusa se sono gatti, insomma ti vogliono bene a modo loro e te lo dimostrano tentando si rispettarti quanto loro è più possibile.

Concludendo, perché fra poco ho un impegno e volevo andare a leggere qualche paginetta prima di iniziare a prepararmi, mi è piaciuto molto questo libro e non me lo sarei aspettata, visto che all'inizio non mi stava prendendo moltissimo, ma dopo qualche decina di pagine ha iniziato a scorrere molto velocemente e l'ho finito in men che non si dica.
L'ho trovato una storia molto carina, molto leggera e adatta a momenti molto tranquilli perché è stato rilassante leggere alcune cose, anche se verso la fine c'è stato un piccolissimo momento di panico, ma poi tutto è stato tranquillo.
Alla prossima!
Voto:

sabato 22 luglio 2017

Recensione Il postino di Neruda

Titolo: Il postino di Neruda
Autore: Antonio Skarmeta
Genere: Narrativa
Casa editrice: Einaudi
Prezzo: €10.00 (copertina flessibile)
Pagine: 104






Trama
Mario Jiménez, un giovane pescatore, decide di abbandonare il proprio lavoro per diventare il postino della Isla Negra, nella quale l'unica persona che riceve e invia corrispondenza è il grande poeta Pablo Neurda. Mario ammira Neruda e vorrebbe che il poeta gli dedicasse un libro e che la loro relazione fosse qualcosa di più di un educato scambio di battute con mancia finale. Quando il suo desiderio diventa realtà, tra i due nasce un'amicizia che conduce Neruda a strane, e apparentemente poco poetiche, avventure. Nel frattempo, il clima politico del Cile di quegli anni fa precipitare gli eventi...
Recensione
Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla, dalla sua solita postazione troppo calda per l'estate ma perfetta d'inverno perché l'unità centrale si surriscalda sempre e quindi in questo momento sto morendo di caldo...
A parte questo, oggi sono tornata per parlarvi di un libriccino che ho letto un po' di tempo fa per pura curiosità, l'avevo adocchiato rimettendo a posto la mia libreria e non appena avevo voglia di leggere qualcosa di breve l'ho tirato fuori e l'ho letto tutto d'un fiato perché l'ho trovato veramente bello.

La storia è quella di Mario, un giovane che, dopo aver visto un annuncio, decide di lavorare come postino per il famoso poeta Pablo Neruda, nella speranza di aver la possibilità di parlargli e, chi lo sa, farsi fare un autografo. Man mano che i giorni passano, dopo un iniziale periodo fatto di conversazioni cortesi molto brevi, Mario prende il coraggio e incomincia a diventare amico del poeta, che a sua volta lo aiuterà a conquistare una giovane ragazza che ha visto in un bar e che la madre di lei non vuole che la frequenti.
Nel mentre, il poeta è anche coinvolto nella politica del Cile, c'è di mezzo un premio Nobel per la letteratura e un'incarico a Parigi, per tanto le loro strade si divideranno per qualche tempo, il postino dovrà trovarsi un'altra occupazione perché non avrà più nessuno a cui portare le lettere e perché adesso avrà qualcuno da conquistare.

Allora, Mario è un giovane molto particolare: stanco di fare il pescatore, coglie al volo l'occasione di incontrare un personaggio importante quale Pablo Neruda e decide di fargli da postino. La cosa bella della situazione è che lui ama veramente questo lavoro, soprattutto per il fatto che gli ha permesso di incontrare una persona con cui intesse una sorta di amicizia.
Non si può dire che di lui vediamo eccellere l'intelligenza e la furbizia, quanto più che sembra farsi trasportare molto dalle emozioni e questa non è una cosa malvagia: quando incontra una ragazza, Beatriz, se ne innamora subito e, colto da questo sentimento, è determinato a non lasciarsela scappare; quando, invece, inizia a parlare con il poeta sprizza da tutti i pori ammirazione e rispetto per un uomo che è in grado di rendere la sua giornata diversa grazie alle sue poesie.
E' proprio questo quello che mi è piaciuto di Mario, la sua capacità di sentire veramente ciò che gli accade intorno, di avere sentimenti che lo trasportano da tutte le parti, anche se devo ammettere che ogni tanto mi è sembrato tanto un ragazzone troppo cresciuto, uno di quelli che vorrebbero rimanere giovani, ma al contempo non lo sono più.

Dall'altra parte abbiamo Pablo Neruda, il famosissimo poeta (di cui devo recuperare qualcosa perché non credo di aver letto mai qualche sua opera) che qui ci viene presentato come un uomo molto saggio, simpatico, divertente e anche molto impegnato, in quanto va da una parte all'altra per via della sua grande fama.
Insomma, un uomo anziano che però è in grado di emozionare gli altri con le sue poesie, con le parole che sgorgano fuori dalla sua penna e che vengono intinte sulla carta, ma anche con le parole che dice.

La cosa che mi è piaciuta di più di questo breve libro è il fatto che molto spesso sembrava di essere all'interno di una poesia, talvolta ve ne erano riportate alcune, altre volte c'erano delle metafore molto belle che rendevano il tutto più poetico e ammetto che in quei momenti sul mio volto si dipingeva un grande sorriso perché mi piaceva moltissimo quello che stavo leggendo. Poi, insomma, mi ha citato Dante, Shakespeare con Macbeth, quindi questo gli conferisce automaticamente un milioni di punti.
Ma oltre a tutta quest'aura di poesia bellissima, c'è anche stato spazio per dei momenti di divertimento, momenti in cui mi sono proprio messa a ridere per via di qualcosa che stava facendo o dicendo Mario, che è un personaggio tutto particolare.
Certo, ogni tanto ci sono state un paio di scene piuttosto "Mmm", che di certo non mi sarei aspettata in un libro del genere, però cose su cui posso anche chiudere un occhio.

Invece, non credo di aver capito molto bene l'epilogo: dopo un finale molto aperto, che ti fa chiedere che cosa sia successo dopo, perché è successo quello che è successo e tanto altro, vi è un epilogo di una pagina, che credo veda protagonista l'autore stesso (ma non ne sono sicura... i dubbi amletici), e non sono riuscita a capire cosa sia successo in quelle poche righe... insomma, non so se devo interpretarlo come una semplice conversazione che poi è finita, oppure come una conversazione che vuole dimostrare qualcosa e in quest'ultimo caso non saprei che cosa.
Che poi neanche ad andare a cercare su Google c'è scritto qualcosa, nemmeno su Yahoo, dove alla domanda "qualcuno mi può spiegare l'epilogo?" veniva risposto "io no".

Concludendo, questo libricino mi è piaciuto molto, l'ho trovato strano in senso positivo e molto poetico, pieno di sensazioni e di pensieri.
Insomma, una lettura veloce, ma significativa, che io ho apprezzato moltissimo.
Voto:

giovedì 20 luglio 2017

Recensione Twisted Palace

Titolo: Twisted Palace
Autore: Erin Watt
Genere: Young Adult/New Adult
Casa editrice: Royals
Prezzo: €12.57 (copertina flessibile)
Pagine: 377






Trama
Questi Royal ti rovineranno... Da nemici mortali a inaspettati alleati, due ragazzi tentano di proteggere tutto ciò che conta di più. Ella Harper ha affrontato ogni sfida che la vita le ha presentato davanti. Lei è tosta, resistente, e volenterosa di fare tutto ciò che serve per difendere chi ama, ma la sfida di un padre sbucato dal nulla e di un ragazzo la cui vita è in bilico potrebbe essere troppo persino per Ella da sopportare. Reed Royal a un temperamento irascibile e pugni ancora più veloci. Ma la sua tendenza ad affrontare ogni ostacolo con violenza si è finalmente messa al passo con lui. Se vuole salvare se stesso e la ragazza che ama, avrà bisogno di andare oltre il suo passato difficile e la sua brutta reputazione. Nessuno crede che Ella possa sopravvivere ai Royal. Tutti sono sicuri che Reed li distruggerà tutti quanti. Potrebbero avere ragione. Con tutto e tutti che tentano di tenerli separati, Ella e Reed dovranno trovare un modo per battere la legge, salvare le loro famiglie, e rivelare tutti i segreti del loro palazzo contorto.
Recensione
Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla, una personcina che in questo momento si sta molto annoiando e che vorrebbe andare a vedere "The Flash" perché sono quasi alla fine, ma non ci sono ancora, e se iniziassi a guardarlo in questo momento finirei per metterci eoni a scrivere questa benedetta recensione, che devo scrivere adesso perché ho deciso che non appena finisco un libro butto già il mio pensiero, visto che poi mi dimentico quello che volevo dire.
Quindi, eccomi tornata con la recensione del terzo volume della saga "The Royals", una saga di cui ammetto di aver apprezzato di più il primo volume degli altri, ma tutto sommato anche quest'ultimo mi è piaciuto, sebbene ci fossero dei momenti un po'... WTF, se mi passate l'espressione perché ho avuto l'impressione che le autrice avessero in mente tante idee e che volessero proprio metterle tutte, il che mi ha fatto "cringiare" un paio di volte, in quanto alcune situazioni si risolvevano troppo in fretta e certe reazioni della protagonista non mi sono piaciute.

Dunque, il libro riparte, anche questa volta, esattamente dal punto in cui era terminato, solo una diecina di minuti dopo, quando ci troviamo di fronte una Ella piuttosto sconvolta da quello che succede, che sveglia gli altri fratelli Royal perché è necessario che siano presenti anche loro per supportare la famiglia, in particolare Reed che sembra essere finito in un mare di guai.
Una serata normale si tramuta improvvisamente in un incubo per la protagonista, che vede crollare tutto il suo mondo nel momento in cui il suo ragazzo viene portato via dalla polizia per essere interrogato: tutti sembrano essere convinti della sua colpevolezza, e anche Ella ogni tanto ha i suoi dubbi, ma lui continua a proclamarsi innocente e cercherà di trovare una soluzione al problema, anche se non sarà facile perché sembra che non ci sia molto da fare.
Fra una preoccupazione e l'altra, Ella sarà anche costretta a un faccia a faccia con il padre che credeva morto e che ora è tornato nella sua vita, forse un po' prepotentemente, desideroso di farle finalmente da padre, anche se questo potrebbe rivelarsi difficile, specie se tua figlia è da sempre abituata a rimboccarsi le maniche da sola.
Insomma, questa volta i Royal si trovano in casini più grossi di quelli che possono avere mai incontrato durante la loro vita e i segreti che sono nascosti nella loro casa ben presto verranno a galla, tutti quanti.

Ecco, adesso arriviamo alla parte dolente perché vi devo parlare della protagonista: all'inizio mi stava molto simpatica, indipendente, fiera, determinata e molto furba, ma in questo libro ogni tanto ha reagito in maniera così fuori dalla mia comprensione che le avrei dato due testate seduta stante. Non fraintendetemi, è ancora abbastanza determinata e molto furba, però gran parte della sua determinazione l'ha impiegata nel cercare di dare via la sua V-card (capite, vi prego) come se fosse una questione di vita o di morte: ora, gioia mia, io capisco che tu sia stressata, che abbia bisogno di qualcuno che ti stia accanto e che abbia provato l'ebrezza della seconda e terza base, ma è proprio necessario arrivare alla quarta dopo tre mesi che vi conoscete? Insomma, io posso capire tutto, sono sempre molto paziente e comprensiva, ma, porchetta, hai diciassette anni, diciassette, non è che muori se non l'hai ancora fatto! Come, poi, il fatto che ci siano momenti in cui lei e Reed stanno parlando, lui le sta dicendo qualcosa di serio che lei non vuole sentire e come reagisce? Semplice, zittendolo con un bacio e con altro, perché a quanto pare la sola mano davanti alla bocca non va più bene, no, adesso bisogna fare cose perché uno stia zitto! Ripeto, capisco che uno sia preoccupato e che uno abbia gli ormoni in circolo, ma a casa mia non si reagisce così, non si cerca - e adesso la dico brutta - di infilarsi nei pantaloni degli altri perché la realtà è troppo dura per te.
Insomma, da questo punto di vista mi ha un po' delusa, altre volte mi è stata più a genio.

Come consueto è arrivato il momento dei fratelli Royal e del loro padre.
Vorrei potervi parlare di Gideon, ma praticamente non s'è visto manco un minuto, solo una scena molto breve e basta, quindi la mia opinione su di lui rimane la stessa: soffre, ha fatto un gran casino e soffre ancora.
Invece, posso parlarvi eccome di Reed, che in questo volume si è dato alla pazza gioia: ora ha più responsabilità sulle sue spalle e proprio per questo motivo si sforza di cambiare, di lasciare andare il suo temperamento aggressivo per agire in maniera più tranquilla e controllata di quanto non avesse fatto prima; c'è anche da dire che mi sta più simpatico di prima perché rispetta veramente la protagonista e si vede che ci tiene molto, farebbe qualsiasi cosa per lei, ma anche perché è più maturo, non solo nel modo di agire, ma anche nel modo di parlare, che forse è diventato più consapevole delle conseguenze che derivano proprio dalle parole.
Dal canto suo, Easton rimane quello che mi sta più simpatico di tutti: si vede molto che ci tiene alla sua famiglia e a Ella, come si vede anche che sta soffrendo, ma che sta cercando di convivere con il dolore e lasciare da parte i suoi rimedi per, immagino, zittire la sua coscienza e i suoi pensieri.
Poi ci sono i due gemelli, che si vedono poco anche loro, ma che mi fanno sempre tanta tenerezza, non so perché.
Infine, abbiamo il grande capo, Callum Royal: ora, in questo volume lo vediamo molto preoccupato per la sicurezza del figlio, si mette subito all'opera per aiutare Reed, ma vediamo anche come sia protettivo nei confronti di Ella che è ormai diventata di famiglia; con il ritorno di Steve, però, ci sono dei momenti in cui non alza un dito pur di aiutare la protagonista con il suo padre biologico che la vorrebbe a casa con lui, e questo ogni tanto mi ha dato un po' fastidio perché, che cavolo, aiutarla no, eh? Vedi che è fuori dalla sua comfort-zone, allora dalle una mano, fai da diplomatico o qualunque altra cosa! Ma nonostante questo è una brava persona, che forse non sempre si rende conto di chi gli sta intorno.

Adesso, eclissiamo l'argomento Steve, perché quest'uomo mi ha proprio fatto girare le scatole e non voglio arrabbiarmi ancora di più con uno che pensa di poter fare il padre solo perché ha messo incinta una donna ed è nata una bambina, passiamo all'elemento base di questa storia: il mistero.
Sin dal primo volume c'è sempre stata quest'aura di segreti che venivano celati e piano piano sono stati rivelati, ma qui tocchiamo il culmine di quest'aura perché bisogna scoprire chi ha fatto una certa cosa, visto che Reed si dichiara innocente e noi gli crediamo, e perché ne vengono fuori altri di segreti che io non mi sarei aspettata e vengono fuori altre facce dei personaggi che prima non avevamo visto.
Quello però che non mi ha garbato più di tanto in questa ricerca di una soluzione, ricerca della verità, è che, spesso, accadeva tutto troppo in fretta, un momento prima eri di qui e il momento dopo eri di là, e per questo certe situazioni le ho trovate un po' insulse, un po' deludenti ecco, perché okay che non è un thriller, però qualcosa in più poteva esserci, no? 
Anche il finale l'ho trovato frettoloso: al posto che passare gran parte del libro a concentrarsi su ciò che facevano Ella e Reed, si sarebbe potuto optare per una fine fatta un po' meglio... non dico che sia brutta, ma il tutto si risolve in maniera veloce e tutta questa fretta a me non è piaciuta più di tanto.
A dirla proprio tutta, in certe parti mi è sembrato un po' troppo drama americano, almeno rispetto agli altri due, e mi ha dato l'impressione di essere in una telenovela argentina...

A parte questo, però, qualche nota positiva c'è, ci sono stati momenti in cui stavo quasi ridendo, altri in cui mi stavo proprio godendo la lettura, altri ancora in cui il mistero che è stato creato mi dava soddisfazioni, o meglio, dava soddisfazioni al mio lato da detective.
Insomma, nel complesso direi che è un terzo libro abbastanza carino, che avrebbe potuto essere fatto un po' meglio e che avrebbe potuto mantenere la scia degli altri due che avevo apprezzato un pochino di più, nonostante anche loro avessero la loro dose di drama e di momenti WTF, che però erano minori rispetto a "Twisted Palace", ma è comunque una lettura frizzante e leggera con cui non mi è dispiaciuto fare conoscenza.
Voto:

mercoledì 19 luglio 2017

WWW... Wednesday! #42

Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla e oggi sono tornata con la consueta rubrica del mercoledì inventata dal blog Should Be Reading, in cui devo mostrarvi le mie letture in corso, terminate e in programma.

What are you currently reading?
Avevo già letto questo romanzo un paio di anni fa, come lettura consigliata per le vacanze, però devo rileggerlo in inglese perché devo farne una scheda di analisi e figuriamoci se me lo ricordo, con tutti i libri che ho letto in due anni!

What did you recently finish reading?
Allora, questa settimana ho letto 6 libri:
- A Court Of Wings And Ruin: finalmente mi sono decisa a leggere questo libro e... io non ho parole, mi è piaciuto moltissimo, ho sclerato male in certi punti, soprattutto verso gli ultimi capitoli, ma alla fine sono stata felice perché è andato tutto bene;
- Elixir: visto che dovevo scrivere un po' di recensioni, ho pensato di leggere qualcosa di molto breve come questa novella della serie Covenant che mi è piaciuta molto perché il protagonista principale in questo caso è Aiden;
- Il gabbiano Jonathan Livingston: visto che nel week-end non ho avuto molto tempo per leggere, ho ripiegato su un libricino di cui avevo già sentito parlare e devo dire che mi è piaciuto, non l'avrei mai detto;
- Il sistema periodico: visto che sto cercando di smaltire i compiti delle vacanze, ho deciso che era l'ora di finire quelli di italiano e di leggere l'ultimo libro che dovevo leggere, e devo dire che anche in questo caso sono rimasta sorpresa perché in alcune parti mi è proprio piaciuto, anche se ci sono stati momenti in cui non sempre la mia attenzione era al massimo;
- The Crown: ero alla ricerca di qualcosa da leggere, non me la sentivo ancora di leggere "Il profumo delle foglie di limone", quindi mi sono ricordata che nell'Ipad mi stava ancora aspettando l'ultimo capitolo di questa serie e perciò l'ho letto... certo, nulla a confronto della trilogia originale, però l'ho apprezzato certamente di più del volume precedente;
- The Siren: ho poi deciso di leggere questo libro perché, anche lui, mi stava aspettando da parecchio tempo e devo dire che mi è piaciuto molto, sì, non c'è molta azione, però ho apprezzato il fatto che si sia concentrato molto sulle sensazioni della protagonista.

What do you think you'll read next?
Di sicuro, o domani o venerdì, leggerò anche "I viaggi di Gulliver", sempre per il compito di inglese di cui vi ho parlato sopra; dopo di che, vedremo, probabilmente cercherò libri non troppo lunghi, di modo da non affaticare troppo i miei occhi, che ultimamente mi stanno facendo capire che sono stanchi e che vorrebbero del riposo (ergo, per sgravarli da questo perso, prima o poi proverò qualche audiolibro).

Bene, per oggi è tutto; se vi va, fatemi sapere qualcosa sulle vostre letture.
Pace, amore e tanti libri a tutti!

martedì 18 luglio 2017

Mini- recensione Il castello dei destini incrociati

Titolo: Il castello dei destini incrociati
Autore: Italo Calvino
Genere: Narrativa
Casa editrice: Mondadori
Prezzo: €12.00 (copertina flessibile)
Pagine: 184






Trama
Un gruppo di viaggiatori che, per una serie di circostanze, hanno perso la parola si ritrovano in un castello. L'unico mezzo per comunicare è un mazzo di tarocchi.
Recensione
Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla e anche oggi il caldo si fa sentire, ma, in compenso, ho visto poche zanzare dall'inizio dell'estate e nessuna mi ha punto quindi sono piuttosto contenta anche perché un paio di anni fa ero uscita la sera per vedere una manifestazione: addosso avevo dei pantaloni lunghi, una magliettina a maniche corte e dei sandali molto aperti... volete provare a indovinare dove sono andate a pungermi le zanzare? Sui piedi! Ma io dico, l'intelligenza? Che poi ho anche passato tutta la serata a cercare di alleviare il prurito, anche perché, le ho contate le punture, erano quindici sul piede destro e quindici sul sinistro (poi l'indomani mi punse un'altra zanzara e sono arrivate a sedici e sedici).
A parte questo, oggi sono tornata per parlarvi brevemente di un libro che ho letto per la scuola e che mi è piaciuto abbastanza, soprattutto la prima parte, ma nel complesso l'ho trovato carino e forse è uno di quelli che mi è piaciuto di più di Calvino, che io ho sempre reputato uno scrittore fuori di testa per le storie che scriveva.

Una serie di persone si ritrovano in questo castello che ora è adibito a taverna e i cui vecchi castellani si sono trovati costretti a diventare osti: quando arrivano qui scoprono di non poter parlare fra di loro, di non poter emettere alcun suono, perciò decidono di narrare ciascuno la propria storia utilizzando le carte dei tarocchi e, guarda caso, le differenti storie riescono a collegarsi per qualche strano motivo... ogni volta che uno di loro finisce di raccontare, infatti, ce n'è sempre un'altro che ritrova qualcosa di se stesso nelle carte che hanno presentato la storia del precedente e le sue le spiega proprio a partire dalla carta che ha risvegliato in lui qualcosa.
Ognuno di loro racconterà la propria storia in modo differente, chi con enfasi, chi con emozione, chi forse con più confusione, ma tutte queste saranno comprensibili e le stesse carte avranno significati diversi a seconda dei casi.

Dunque, la particolarità di questo breve romanzo è il fatto che è tutto basato sui tarocchi: come se facessero una seduta da una veggente, o come si chiama (non sono sicura che chi scopre i tarocchi si chiami veggente, ma pazienza), ogni personaggio presente nella taverna scopre le sue carte una a una e modella la propria faccia di conseguenza, facendo capire a tutti gli altri come si è sentito, e come ancora ora si sente, riguardo a certe avventure e a certe persone che ha incontrato nel corso del suo cammino. Le carte che vengono scoperte sono generalmente quelle che simboleggiano, per citarne una, il denaro, ma ci sono anche quelle dei ventidue arcani, quindi c'è il Matto, la Morte, l'Imperatore, la Luna e tanto altro, e tutto questo io l'ho trovato molto interessante, oltre che una trovata veramente geniale perché bisogna fare un grande lavoro per far sì che le storie si colleghino l'una all'altra e per anche solo capire come devono evolversi le varie storie.

Come se non bastasse, questa storia mi ha ricordato moltissimo "The Arcana Chronicles" con le varie carte degli arcani e questo mi ha fatto sentire potente perché mentre facevo i miei collegamenti vari fra carte e personaggi della serie ero anche in grado di dire cosa simboleggiavano e cose varie e mi è piaciuto un sacco perché, ha-ha, Calvino, i tarocchi un minimo li conosco, quindi so di cosa stai parlando!

Allora, visto che siamo giunti alla conclusione perché non avevo moltissimo da dire, vi devo dire che quando il mio professore di italiano ci ha presentato questa lettura ci ha detto che il tema fondamentale era la scrittura: all'inizio, leggendo il libro, non riuscivo a capire cosa c'entrasse la scrittura in tutto questo perché non vedevo figure retoriche o espedienti stilistici particolari (e okay che non sarò bravissima a scrivere, però qualcosina so), finché non ho capito che, probabilmente, il mio professore alludeva al processo di scrittura, a come è stato creato un testo del genere che può sembrarci folle e eccentrico per l'assurdità e la genialità di come viene sviluppato, ma che in realtà è frutto di uno studio ben preciso, fatto di schemini vari che collegano gli argomenti, insomma di una traccia da seguire. E forse, ma queste sono solo mie supposizioni, il mio insegnante voleva anche farci capire che quando scriviamo è importante sempre avere una traccia perché bisogna che tutto sia coerente e coeso e, in ogni caso, un testo che segue un nostro schemino e che non viene prodotto sul momento può essere migliore.

Insomma, una bella storiella, un po' particolare ma normale se paragonata alle altre di Calvino, che mi è piaciuta soprattutto per via del modo in cui è stata costruita, come dei tasselli che venivano posti uno vicino all'altro combaciando perfettamente, ma di cui ho apprezzato di più la prima parte che la seconda.
Voto: